Le Rane sono estinte?

Stamattina andando nel laghetto dietro casa per iniziare la costruzione del capanno, ho trovato nella vasca che sarà la parte bassa e interrata, due ranocchie galleggianti. Ebbene sono ancora fuori, non in letargo!

Contento per la loro presenza che significa riproduzione nell’area e quindi aumento del cibo presente in situ= migliore appetibilità del GdM, facevo una considerazione sui cambiamenti che ho visto  nella nostra provincia e non solo. Uno dei tanti mestieri ormai scomparsi è il Pescatore di rane, presenza comunemente osservabile lungo i canali della bassa, nelle ex cave e nelle zone umide, nei mesi tardo primaverili e estivi. Munito di una semplice canna con ancorina finale alla cui cima era legato uno straccetto colorato o dei piccoli fiocchetti multicolori, vagava sulle rive alla ricerca delle rane affioranti. Riforniva diverse trattorie locali della bassa pianura. Chi non ha provato a catturarle? Ricordo le spedizioni giovanili in notturna con le lampade a carburo per accecarle e prenderle, anzi raccoglierle con le mani.

Tipico pescatore di rane in tenuta estiva

Tipico pescatore di rane in tenuta estiva

Mia nonna materna ne andava matta e negli ultimi anni della sua vita, vivendo con noi, era felicissima quando facevo delle sortite per catturarle o tornando da uscite ornitologiche ne portavo a casa una trentina per mangiarle con lei. Era un rito la ripulitura (si pelavano come un coniglio, dalle zampette dietro), passate poi nell’uovo e nel pane finivano in una capiente padella con olio extra vergine. Così croccanti venivano abbinate a prosciutto crudo e salame con torta fritta e una bottiglia di lambrusco. Ma ormai sono ricordi, mia nonna ci ha lasciato come pure le rane, sempre meno visibili sul territorio.

Ma la causa non è certamente da imputare alla loro raccolta, la distruzione del loro habitat, la ripulitura dei fossi e dei canali in periodo primaverile ed estivo, l’inquinamento delle acque sempre più pressante, stanno dando il corpo mortale a queste specie di anfibi, ma non solo a loro. Ci manca quotidianamente un pezzetto di cielo e di terra.

Queste sono le elucubrazioni, i ricordi e le speranze che la vista di due giovani ranocchie ormai svezzate mi ha liberato. Sono anni che non mangio più le rane, l’ho deciso dopo la morte di mia nonna ma anche quando ho realizzato che stavano scomparendo. Non le ho mai catturate nell’oasi nè le catturerò nel GdM. Una nuova casa anche per loro, oltre alle piante più rare della provincia!!

Un saluto!

Una Rana esculenta si riposa su una foglia di Nannufero.

Una Rana esculenta si riposa su una foglia di Nannufero.

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