Monthly Archives: febbraio 2015

Masai Mara National Park, Kenya, 1995

Il fiume Mara dalla mia tenda, in primo piano in basso gli immancabili Ippopotami

Il fiume Mara dalla mia tenda, in primo piano in basso gli immancabili Ippopotami

Arrivati al lodge dopo un pomeriggio un pò in apprensione, ma questa è una storia che vi racconterò poi, gustiamo la cena in compagnia di un Galagone che mangia scarti di frutta su di un tavolo di legno appositamente installato. Il Mara River Camp è un piccolo campo tendato sulla riva del fiume Mara nella pianura del Masai Mara. La nostra tenda guarda direttamente sull’acqua e un guerriero Masai fa la guardia agli ippopotami che sono soliti brucare l’erba durante la notte appena fuori dal campo e anche davanti alla nostra tenda. E’ munito solo di un piccolo arco con freccia avvelenata e la sua lancia. Stanchi per il lungo trasferimento in auto da Nairobi, su una strada che si racconta difficilmente, andiamo a letto subito dopo cena. Domani sarà il primo game-drive nel parco con target la specie più appetita i Leoni.

Martedì mattina. Ore 6,00. Si parte dopo una colazione abbondante. Marubi, la nostra guida Masai, è già arrivato a piedi dal suo villaggio. Ormai anziano possiede una non comune sensibilità per i Leoni, è questa specie infatti, la nostra prima scelta del safari odierno. A bordo della Suzuki “Maruti”, guido nella savana del Masai Mara Game Reserve pieno di Gnu e svariate altre specie di antilopi. Alle 13 puntiamo verso un piccolo boschetto di acacie su una collinetta e aspettiamo all’ombra mangiando un panino fornitoci dal lodge. La mia lista mattutina si era notevolmente arricchita di nuove specie di uccelli, ma nessuna osservazione di leoni. Dopo circa un’ora l’attenzione viene attratta dallo schiamazzo improvviso di un gruppo di Bulbul. Muovendo impercettibilmente i ciuffi di graminacee quattro leonesse si stanno avvicinando lentamente e  silenziosamente alla nostra postazione. Che non ci abbiano visto? Non credo siamo molto visibili anche se siamo in ombra. Finiamo di mangiare in fretta e ci infiliamo senza far rumore nell’auto, speranzosi di un incontro ravvicinato con loro, le regine della savana.

Arrived at the lodge after an afternoon a little apprehensive, but this is a story that I will tell you later, we enjoy dinner in the company of a bushbaby eating scraps of fruit on a wooden table specially installed. The Mara River Camp is a small tented camp on the banks of the Mara River in the plains of the Masai Mara. Our tent looks directly on the water and a Maasai warrior stands guard hippos who usually graze at night just outside the camp and also in front of our tent. And ‘while holding a small bow with poisoned arrow and his spear. Tired from the long car transfer from Nairobi, on a road that is difficult to tell, we go to bed right after dinner. Tomorrow will be the first game-drive in the park with the target species more appetizing the Lions.

Tuesday morning. 6.00 hours. It starts after a hearty breakfast. Marubi, our guide Masai, has already arrived on foot from his village. Now old possesses an uncommon sensitivity to the Lions, this species is in fact, our first choice of safari today. On board the Suzuki “Maruti”, I drive in the savannah of the Masai Mara Game Reserve full of Gnu and several other species of antelope. 13.0 to aim toward a small grove of acacia trees on a hill and wait in the shade eating a sandwich supplied to us from the lodge. My Wishlist morning was greatly enriched by new species of birds, but no observation of lions. After about an hour, our attention is attracted by the uproar of a sudden a group of Bulbul. Moving imperceptibly the tufts of grasses four lionesses are approaching slowly and quietly to our location. What we have not seen? I do not think we are very visible even if we are in the shade. We end up eating in a hurry and we sneak quietly in the car, hoping for a close encounter with them, the queens of the savannah.

Una delle 4 leonesse che si sono avvicinate

Una delle 4 leonesse che si sono avvicinate

Incuranti della presenza della nostra auto le leonesse continuano per il sentiero che viene direttamente nella nostra direzione, scatto foto a ripetizione, il mio finestrino è molto basso, la Maruti non è una grossa auto. Indimenticabile l’incrocio degli sguardi a distanza ravvicinata con due leonesse passatemi vicinissime senza curarsi della nostra presenza. La fotografia più bella non sono riuscito a scattarla per due motivi, la testa della leonessa era troppo vicina e il suo sguardo mi ha iptnotizzato. Per un attimo ha alzato i suoi lucenti occhi dorati e li ha fissati nei miei. Una sensazione indescrivibile mi ha attraversato, una scarica elettrica ad alto voltaggio… Quello sguardo è ancora fisso nella mia mente. Un attimo, la foto successiva la ritrae con gli occhi bassi.

 

Regardless of the presence of our car lionesses continue the path that is directly in our direction, snap photos to repeat, my window is very low, the Maruti is not a big car. Unforgettable the exchange of glances at close range with two lionesses pass me next door regardless of our presence. The photograph more beautiful I could not click it for two reasons, the head of the lioness was too close and his eyes hypnotized me. For a moment he raised his bright golden eyes and fixed them on mine. An indescribable feeling went through me, an electrical high voltage flash … That look is still fixed in my mind. One moment, the next photo shows her with downcast eyes.

La seconda leonessa che mi è passata vicinissima.

La seconda leonessa che mi è passata vicinissima.

Nelle ore successive, passate in loro compagnia, ho potuto osservare e scoprire le varie personalità delle nuove amiche. Al calare della luminosità, nel tardo pomeriggio, hanno iniziato un lento avvicinamento  ad un gruppo di Antilopi Topi che pascolavano ignare a poca distanza da noi. Le leonesse erano strategicamente controvento e le antilopi non mostravano nessun segno di nervosismo. Alle 17,30 ad un segnale che solo le leonesse potevano sentire, osservammo la fase finale della caccia; bassissime rasentando con il petto il suolo presero le posizioni migliori, uno scatto una breve corsetta, polvere e fuggi fuggi generale, l’altezza dell’erba e una cunetta che non mi permetteva il passaggio, mi tolsero la possibilità di fotografare il finale della caccia e il pasto successivo, ma l’adrenalina che mi scorreva in corpo bastò per rendere indimenticabile il pomeriggio africano con le leonesse. Ho voluto rendervi partecipi anche di quest’altro momento entusiasmante e nelle foto i ritratti delle quattro amiche.

 

In the following hours, spent in their company, I was able to observe and learn about the various personalities of new friends. To decrease the brightness, in the late afternoon, they began a slow approach to a group of antelopes Topi grazing unsuspecting not far from us. The lionesses were strategically upwind and antelopes showed no sign of nervousness. At 17.30 a message that only they could hear _, we observed the final stage of the hunt; very low skimming the ground with his chest took the best positions, a shot a short jog, dust and general stampede, the height of the grass and a bump that did not allow me the passage, I took away the opportunity to photograph the end of the hunt and the next meal, but the adrenaline was flowing in the body that I was enough for an unforgettable afternoon with African lionesses. I wanted to share also this other exciting time and photo portraits of the four friends.

La Leonessa che fungeva da capogruppo.

La Leonessa che fungeva da capogruppo.

leonessa-masai-mara-africa-1995

La terza amica

Un saluto.
Maurizio
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Killer Whales, Vancouver Island, Canada 1996

Il primo incontro con le Orche

Il primo incontro con le Orche

Oggi vi voglio raccontare una storia di incontri ravvicinati, essendo di un anno più vecchio rimembro, salvando diapositive e vagliandole ti scorre sotto il lentino e davanti agli occhi il film della mia vita, emergono ricordi, si sviluppano sensazioni, si rivivono momenti entusiasmanti. Ecco questo è uno di quei momenti. Il mio primo incontro molto ravvicinato con le Orche. Si parte da Victoria il capoluogo di Vancouver Island su un piccolo peschereccio trasformato in barca da incontri ravvicinati. Il mare, il grande Oceano Pacifico, era piuttosto calmo quel giorno! Incredibilmente la grande onda del Pacifico si sentiva lo stesso, la barca sembrava un motorino in un saliscendi, arrancava sul fronte dell’onda e sembrava andare in discesa successivamente. Sull’acqua pieno di alcidi e gabbiani, soprattutto Rhinoceros Auklet e  diverse specie di Murrelet dalle piccole dimensioni e di difficile determinazione se non molto ravvicinate. Tra queste identifico Marbled e  Ancient Murrelet. Fotografarle impossibile, anche perchè nel giro non era prevista la sosta e l’avvicinamento ad un’isoletta dove era presente la colonia riproduttiva (masticavo amaro) ma l’aspettativa delle orche mi allettava. Dopo circa mezz’ora di barca finalmente si videro le scie tipiche della specie, in special modo la pinna dorsale del maschio. Un gruppo di orche in caccia, a 25 nodi, sembra un motoscafo per il movimento d’acqua e le onde che provoca. Per un pò si osservarono solamente in distanza, ma dopo un’ora d’inseguimento e forse perchè in pausa di caccia si calmarono e i giovani del gruppo iniziarono a giocherellare sbattendo la coda e rovesciandosi a pelo d’acqua. E lì iniziarono gli incontri ravvicinati. L’acqua scura non ti consente di percerire il riemergere dell’individuo e tutte le fotografie sono in ritardo perchè il loro movimento è molto rapido e i tempi di scatto non erano poi così veloci, quante diapositive ho buttato nel cestino a casa!!!! L’unica foto che potevo fare con la testa dell’orca fuori dall’acqua non sono riuscito a scattarla perchè il maschio capobranco, circa nove metri di lunghezza, lungo pressapoco come la nostra barca, è uscito talmente vicino da innaffiarmi, non so se con lo sbuffo dell’aria fuoriuscita dallo sfiatatoio o con lo spostamento dell’acqua. La lunghezza della pinna dorsale è più di un metro, ma quello che mi ha fatto trasalire è stato vedere l’occhio che mi osservava, per un momento, muovendosi nell’orbita… è stato un momento che riesco a ricordare molto bene anche ora e risento anche la sensazione e il batticuore che mi assalì, ma non di paura, di bellezza!!! Che animali meravigliosi!!  Anche una femmina mi uscì vicina ma le foto con la testa in primo piano sono tutte state cestinate perchè mosse…. Pazienza per le fotografie, ma i ricordi ancora vividi di quell’incontro mi rimarranno per il resto della vita. Per questo ho voluto farvi partecipi, ringraziandovi per gli auguri.

Alla prossima e un saluto.

 

Today I want to tell a story of close encounters, being a year older I remember… I’m saving my slides and examining the flows under the lens and in front of my eyes i’ve the movie of my life, memories and feelings are emerging. I’ can relive my experience exciting moments. Here this is one of those moments. My first close encounter with the killer whales. It starts from Victoria, the capital of  Vancouver Island on a small fishing boat turned into close encounters boat. The sea, the great Pacific Ocean, it was pretty quiet that day! Incredibly the big wave of the Pacific felt the same, the boat seemed a scooter in a latch, hobbled on the wave face and seemed to go downhill later. Waterfront full of auk and gulls, especially Rhinoceros Auklet and several Murrelet, small and difficult to determine if not very close. Among them I identified Ancient and Marbled Murrelet. Impossible to photograph them, because even within was not expected to stop and the approach to an island where there was the breeding colony (chewed bitter) but the expectation of orcas lured me. After about half an hour’s boat finally saw the contrails typical of the species, especially the dorsal fin of the male. A group of killer whales hunting, at 25 knots, it looks like a speedboat to the movement of water and waves it causes. For a while were observed only in the distance, but after an hour tracking and maybe because paused hunting subsided and the youth group began fiddling flapping tail and spilling on the water. And there began the close encounters. The dark water will not let you to detect the re-emergence of the individual and all photographs are late because their movement is very quick and the shutter speed of the camera were not so fast, how many slides I threw it in the trash at home !!!! The only photo I could do with Orca head out of the water I could not take the photo because the male leader of the pack, about nine feet long, roughly as long our boat, emerged so close to bathe,  I do not know if with the puff of air leakage breather or with moving water. The length of the dorsal fin is more than a meter, but what made me wince was seeing eye watching me, for a moment, moving in the orbit … was a time that I can remember very well and now resent the feeling that came over me and the heartbeat, but not of fear, beauty !!! What wonderful animals !! Even a female came really close but the photos with his head in the foreground are all been binned because moves …. Patience for photographs, but the memories still vivid of that meeting  will remain for the rest of my life. So I wanted to share with you, thanking you for your good wishes.

To the next and a greeting.

Una femmina non distante.

Una femmina non distante.

Il risultato dell'incontro più ravvicinato con una femmina del gruppo.

Il risultato dell’incontro più ravvicinato con una femmina del gruppo.

Uno dei maschi del gruppo

Uno dei maschi del gruppo

 

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