Monthly Archives: novembre 2015

Svernamento 3

Meru NP versione rigogliosamente verde

Meru NP versione rigogliosamente verde

Con i gamedrive nel parco continuano gli avvistamenti delle specie euroasiatiche che migrano o svernano in zona.

Oltre ad un numero sempre più elevato di Rondini, con qualche Balestruccio e Topino, che si assembrano dove le termiti alate sfarfallano dai nidi, nuove specie vengono avvistate. Ieri è stata la volta di due Falchi di palude, entrambi tipo femmina, un maschio di Albanella minore e una femmina adulta di Albanella pallida. Averle codarossa, Culbianco isabellino e Culbianco in migrazione.

Femmina adulta di Grillaio

Femmina adulta di Grillaio

Una femmina di Grillaio solitaria mi fa pensare a che tipo di migrazione possono effettuare alcuni individui, magari sbrancati da correnti avverse o dai forti temporali in atto in questi giorni in tutto il Kenya e magari nei paesi limitrofi.

Uno dei due Piropiro Culbianco osservati ieri sera

Uno dei due Piropiro Culbianco osservati ieri sera

Nelle pozzette temporanee o nelle aperture nelle zone umide presenti nel parco si osservano Boscherecci e Piropiro culbianchi. Gruppi numerosi di Gruccioni in abito invernale pattugliano le aree ricche di insetti che catturano con volerti  radenti al suolo da posatoi improvvisati. La vegetazione rigogliosa che cresce nel parco in questo periodo e in special modo le graminacee che stanno ricoprendo anche le aree più aride e solitamente senza vegetazione non consentono buone visuali delle varie specie se non sono vicino alle strade percorribili, ma buoni incontri con rinoceronti, giraffe, Kudu minore, Impala, Cobo dall’ellisse, Gazzella di Grant e Elefanti sono all’ordine del giorno.

Un maschio di Rinoceronte bianco

Un maschio di Rinoceronte bianco

Difficile osservare i “gatti” se non con molta fortuna. Un bel branchetto di Eland o Alcelafi Kongoni eleva il valore del gamedrive. Coppie di Aquila rapace, un maschio di Aquila dal ciuffo o la potente Aquila marziale solcano il cielo in cerca di prede, mentre tra la fitta boscaglia lo Sparviero minore o l’Astore Gabar insediano i gruppi di tessitori o di Quelea in pastura sul suolo.

Una famigliola di Kongoni

Una famigliola di Kongoni

Fra le migliori osservazioni effettuate in questi giorni, il raro Anastomo lamelligero, il Falco Taita e lo Svassorallo Africano (African finfoot). Fra le sorprese più gradite la presenza degli Usignoli in canto, le silvie europee (Beccafico, Bigia padovana e Sterpazzola, Usignolo maggiore) e il gruppo di Lodolai in caccia. Nuove specie per la mia lista del mondo sia per le osservazioni che per le specie fotografate.

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Nel campo è iniziata la lotta tra le varie coppie di Hadada Ibis per difendere il territorio riproduttivo, le sgraziate grida della specie fanno eco a litigate a suon di legnate con il giunto carpale alare, saltelli dal ramo per battere il rivale e colpi d’ala sono i display osservati in un albero secolare. La coppia vincitrice si dedica poi a sessioni di scaramucce col becco simili a quelle delle spatole o “grooming” in punta di becco.

Un saluto.

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Svernamento 2

Dopo il pomeriggio con lo splendido carosello dei lodolai sono tornato sia ieri che ieri l’altro nelle stesse aree, ma purtroppo niente termiti volanti e niente falchi in caccia. Le passeggiate pomeridiane con il sole dopo le abbondanti piogge notturne e mattiniere, sono dovute all’impossibilità di effettuare gamedrive nel parco per le condizioni delle strade e per l’assenza delle mie guide. Tuttavia anche se difficilmente avvicinabili a piedi ho potuto mettere nel cassetto (fotografate bene o abbastanza bene) altre specie come il Cuculo nero o l’Indicatore del miele minore, eccetera. Qui è la stagione delle piogge…

Il Kindani River ingrossato e la cascatella interamente operante

Il Kindani River ingrossato e la cascatella interamente operante

Stanotte la pioggia ha fatto ingrossare il fiume e dalla tenda in frastuono della corrente è quasi insopportabile. Adesso sono le 10,54 e sta uscendo il sole, nel pomeriggio magari le termiti voleranno e sarà festa per molti.

Sotto la mia tenda un maschio di Ballerina di montagna (Mountain wagtail, Motacilla clara) sta cantando a squarciagola, è  l’equivalente nei torrenti a forte corrente della nostra Ballerina gialla, con coda lunga,  movimenti e comportamenti simili.

Dal taccuino di campagna di ieri pomeriggio: ” Finalmente è uscito il sole e le stradine sterrate intorno al campo si stanno asciugando permettendomi una nuova incursione pomeridiana per vedere la situazione termiti e quindi la migrazione. Alla sommità della collinetta che sovrasta la vallecola incolta e ancora alberata, il panorama è bucolico anche se coltivato, in questa parte sono tuttora presenti molti alberi alti e secolari e buona parte del terreno è tenuto a pascolo. Vi cresce quasi ovunque un Cipero africano non molto alto ma coprente che ingioiella con le fioriture il verde tenue generalizzato del manto erboso in crescita. Il richiamo del Cuculo golarossa è molto sonoro e unico, provo a richiamarlo imitandolo e dopo diversi passaggi ravvicinati sulla mia testa riesco a fotografarlo abbastanza bene. Simon che è con me come scorta ride di gusto pensando al “musungu” (uomo bianco in swahili) che parla con gli uccelli; infatti più di una volta l’ho fatto tornare indietro sulla mia testa chiamandolo… I bambini arrivati dalla scuola mi si assembrano vicino e ridono anch’essi quando imito gli uccelli, avranno parecchie cose da dire ai genitori arrivati nelle loro casette sparse nell’area! La gioia e la meraviglia nei loro sguardi quando faccio loro vedere le foto nello schermo della fotocamera, magia musungu!! dice uno di loro senza scarpe e con un vestitino abbastanza inconsistente e lacero. Una giovane madre porta col collare alla testa una tanica d’acqua e la piccolina che la segue vedendomi urla, urlo anch’io di rimando e lei corre dalla madre in lacrime, i musungu mangiano i bambini lo sapevi? Sorrido alla madre e proseguo per il campo…

 

Red-chested Cuckoo

Red-chested Cuckoo

All’interno di un albero folto sento un richiamo che non conosco ma che credo sia un Indicatore del miele, difficile localizzarlo nella penombra della chioma, ma finalmente dopo dieci minuti lo riesco a vedere e fotografare, è il Minore, (Lesser Honeyguide, Indicator minor), l’unico che mi mancava. Nessuna traccia di termiti volanti e no falcons, ma alle 17,30 un grosso stormo di gruccioni vocianti arriva da nordest e ci passa sopra, in un primo tempo molto alti, poi poco a poco bassi si posano sulle piante più alte. Riesco a distinguere due specie, il gruccione golabianca, Merops albicollis e il nostro Gruccione.

Nel bush osservo e inseguo senza fortuna un Beccafico, due Sterpazzole comuni e un maschio di Bigia pdovana. I rapidi movimenti tra le foglie non permettono buone riprese, peccato mi sarebbe piaciuto avere gli abiti invernali di queste specie. Ma un immaturo di Averla codarossa (Lanius phoenicuroides)  mi fa dimenticare il fallimento.

Averla codarossa immaturo

Averla codarossa immaturo

Esausto torno indietro e mi tuffo nella piscina per un bagno refrigerante. Un saluto.

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Svernamento in Africa

Un Lui grosso

Un Lui grosso osservato a pochi metri dalla nostra camera

Per un ornitologo europeo osservare gli abiti, i comportamenti o solo le presenze delle specie europee sul suolo africano è sempre qualcosa che ti tocca nel profondo, se ami l’attitudine allo studio e alla conservazione delle creature alate. Svegliarsi al canto degli Usignoli nel bush ti fa capire quanto ai primi colonizzatori mancasse la madre patria e quindi cercassero, con l’importazione e il rilascio di alcune specie europee, di portare un lembo dei ricordi giovanili… Ieri sera durante una passeggiata nelle aree coltivate fuori dal plot del campo e completamente trasformate un Lodolaio adulto inseguiva un gruppo di Tessitori castani (Chestnut Weaver), Volo veloce ma non abbastanza per permettergli di catturarne uno. La sagoma amica mi ha subito attirato, ma solo un’attenta osservazione mi ha permesso l’identificazione. Diverse specie hanno sagome e volo simili, l’Aquila minore si distingue dalla Wahlberg per le spalline bianche, che dire poi degli sparvieri o degli astori, ma soprattutto dei passeriformi come i Pipit. Nel giardino dell’Aberdare Country Club vi erano insieme 4 specie diverse: Grassland Pipit (Anthus cinnamomeus), Long-billed Pipit (Anthus similia), Plain-backed Pipit (Anthus leucophrys) e Tree Pipit (Anthus trivialis). L’ultima il nostro Prispolone qui è abbastanza tranquillo e non canta, ed è l’unico che si rifugia, se disturbato sugli alberi. Gli Usignoli sono invece territoriali anche nel periodo invernale, dalle osservazioni puntuali da me effettuate in questi giorni nel campo e rispetto agli anni scorsi, con la crescita migliore del sottobosco cespuglioso, in aumento. Ne ho individuati almeno 10 individui in canto, più altri solo al richiamo di contatto. Il canto è squillante come in Italia ma meno lungo.

Plain-backed Pipit

Plain-backed Pipit

Uno dei due Prispoloni osservati

Uno dei due Prispoloni osservati

L’identificazione dei rapaci in volo e lontani assume aspetti ancora più difficoltosi con la presenza della variabile Aquila rapace. Se gli immaturi della Steppe sono relativamente facili per la evidente barra alare chiara, gli adulti in fase scura sono un bel dilemma, anche da posati, visto che la sottospecie “orientalis” della steppe ha il taglio boccale molto simile alla Rapace, specialmente se quest’ultima è nella fase scura e adulta, col piumaggio scalettato più comune nella Steppe.

Per finire poi con le silvie di macchia o di bosco. Strano incontrare un gruppetto di Lui e nello stesso momento vedere il Lui grosso in compagnia del nativo Brown Woodland Warbler (Phylloscopus umbrovirens), che non sono riuscito a fotografare bene, e del Lui verde (molto simile a trochilus nei piumaggi giovanili). L’esperienza nella conservazione ti fa poi arricchire le tue conoscenze sui problemi che stanno all’origine del calo delle popolazioni europee. Le trasformazioni ambientali in atto, sempre più pressanti, l’uso sempre più diffuso dei pesticidi e l’allargamento della popolazione umana, tolgono sempre più spazio e possibilità di sopravvivenza.

Uno dei Lodolai in carosello aereo

Uno dei Lodolai in carosello aereo

Nel pomeriggio ho fatto un giro fuori dal campo, nella Community, le aree agricole che stanno distruggendo quello che prima era un’area simile al plot del campo, sempre meno alberi e più mirrà. Fra pochi anni il Kindani river è destinato a scomparire e senza l’acqua del fiume cosa faranno i coltivatori? Accompagnato da Simon, la mia scorta (anche se non c’è nessun pericolo) ho visitato le aree solite delle mie passeggiate per uccelli, anche oggi non sono stato deluso…  Averla codarossa, Biancone nero, Nibbio bianco, Aquila di Wahlberg, altre specie di passeriformi compresa la bellissima Vedova alibianche e il Tessitore di Holub, le immancabili Quelee beccorosso. A circa un chilometro dal campo gruppi di Gruccioni golabianca, tessitori vari, rondini ed altre specie di passeriformi si contendevano le termiti alate sfarfallanti. Giunti in un’area più boscata vedo sagome amiche…un gruppo di Lodolai cacciava basso sulle cime delle piante. Il risultato? Splendide fotografie delle loro cacce volanti, ma il piacere di vedere 20 individui in carosello era fantastico. Nel gruppo facevano parte anche due Lodolai africani e due Taita Falcon (quest’ultimo abbastanza raro). Ritorno a casa con la scheda piena e mi tuffo, stanchissimo nell’acqua della piscina… Vera vacanza!

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