Monthly Archives: dicembre 2015

Mal d’Africa?

Una immagine africana particolare... Masai Mara rainbow

Una immagine africana particolare… Masai Mara rainbow

 

Chi non ha mai avuto l’occasione di “godere” delle emozioni che un viaggio in Africa può trasmettere, difficilmente capirà cosa vuol dire! Anche attraverso i numerosi documentari si possono provare emozioni gratuite stando comodamente seduti nel salotto di casa.

Credetemi è lontanamente paragonabile all’eccitazione che trasmette la sveglia antelucana per prepararsi ad un gamedrive in uno dei parchi africani. Gamedrive è una parola che significa tante cose, per i neofiti è solamente un giro in jeeep preparate per questo tipo di escursioni turistiche, spesso praticamente aperte per permettere una totale visione e vicinanza agli animali selvatici, spesso attrezzate per la fotografia con tetti apribili superiormente o addirittura asportabili. Per i veterani è invece un mondo!! L’eccitazione mattutina quando si aspetta la luce dell’alba che indora con colori sempre diversi gli ambienti naturali da visitare, le aspettative degli incontri, i suoni e gli odori delle savane che ti colpiscono ancestralmente.

3-rhinos-IMG_4212

Anche se ho avuto la fortuna di viaggiare per il mondo e di non essere particolarmente colpito dal mal d’africa, ma dal male di viaggiare, sono appena tornato dal Kenya e vorrei già ripartire. Questi anni trascorsi al Rhino River Camp me lo fanno considerare come una seconda casa, con tutti gli indotti e le fatiche che comporta vivere nella “giungla” in un campo tendato anche se “luxury ” e con tutte le comodità, spesso lontano da  facilitazioni cittadine che diamo come acquisite in Italia.

I trasferimenti possono essere lunghi e scomodi in special modo durante la stagione delle piogge. Ma credetemi anche se faticoso ho voluto trasmettervi qualcosa che ho provato stanotte nel sogno che mi ha riportato alle savane del Masai Mara, specchiandomi nei dorati occhi di una leonessa che stava mangiando un piccolo di facocero. I sogni sono a volte delle introspezioni di cose o momenti  che ti hanno colpito l’anima, lasciando strascichi inimmaginabili. STANOTTE HO VIAGGIATO ANCORA E ANCORA, tra le polverose strade keniote ricordando tutti i momenti impressi poi digitalmente e presenti nelle cartelle fotografiche che con un pò di vanità posso mostrare agli amici. Ma questa vanità non è, credetemi, quella falsa e subdola per suscitare invidia, ma solo la voglia di trasmettere le sensazioni più intense che un naturalista riesce a cogliere durante le escursioni in natura, in qualsiasi habitat terrestre. Le stesse sensazioni che provocano le immagini della civetta in caccia o i cavalieri d’Italia nidificanti nel mio giardino.

Un maschio adulto che ci sta annusando

Un maschio adulto che ci sta annusando

Certamente avere tre rinoceronti bianchi, un gruppo di leoni o un maschio enorme di elefante a pochi metri è una cosa totalmente differente, sensazioni che ti riempiono l’animo se sai coglierle nella loro interezza, non banalizzando il momento come se fosse un frame di un documentario. Ho imparato che se sei in grado di vedere la pupilla di un elefante vuol dire che sei mooolto vicino, se i leoni mettono a fuoco il tuo essere nell’auto è meglio se ti muovi il meno possibile per non agitarli, che è meglio osservare da lontano i rinoceronti neri perchè il più delle volte arrivano ad attaccarti. Non si percepiscono queste sensazioni stando seduti in poltrone nel salotto di casa!! Ebbene credetemi i soldi spesi per godere di questo sono spesi bene, a mio parere, aprono in modo nuovo il tuo essere e anche se sembrano poca cosa i ricordi restano per sempre.

leonessa-IMG_3334

I dorati occhi di una Leonessa adulta

Iniziando l’esperienza africana al campo, come io chiamo le interazioni col Rhino River Camp, il campo tendato presente a margine del Meru National Park, nel centro-nord del Kenya, mi si è aperto un mondo nuovo, difficilmente paragonabile all’esperienza di un viaggio turistico normale. E’ stata una scommessa paragonabile al progetto dell’Oasi Lipu Torrile. Devi mettere sulla bilancia tutto te stesso, a volte anche le aree più riservate del tuo essere e non è stato per niente facile, ma quante cose avrei da raccontare…

Una delle "camere tendate" del Rhino River Camp

Una delle “camere tendate” del Rhino River Camp

Ricordo i mesi della ricostruzione della piscina semidistrutta dall’inondazione del Kindani River, la devastazione della foresta rivierasca, la pazienza nelle interazioni con le maestranze locali e la frustrazione e il nervosismo per i ritardi, ma vedere il progetto finito nel migliore dei modi e poterne godere giornalmente alla fine della giornata con un bagno ristoratore e come toccare il paradiso.

Aprile 2013, Come si presentava la piscina dopo le ire del  Kindani River

Aprile 2013, Come si presentava la piscina dopo le ire del
Kindani River

La piscina dopo la risostruzione

La piscina dopo la ricostruzione

 

Ho già cercato di trasmettervi queste sensazioni in un precedente articolo in diretta dal campo, ma non riuscirei mai a parole a trasmettermi cosa si prova nella realtà. Ebbene se è questo il Mal d’Africa, si sono molto molto malato!!

 

Share Button
Posted in Uncategorized