Monthly Archives: gennaio 2016

Nuovo gamedrive nel Meru NP

Stagione stranissima quest’anno…nuvoloni bassi e grigi tutte le mattine e umidità da paesi tropicali! Decido di alzarmi presto, anche perché si va a letto alle 9 e alle 4 si è già svegli a rigirarsi nel letto. Stamattina la temperatura ricorda le mattinate di settembre sugli appennini, non minaccia pioggia ma la luce è quanto di meno favorevole per la fotografia.

Si parte alle sette dopo colazione e un pallido sole affiora sotto lo strato cenere che ricopre la volta celeste, il primo tratto nell’area boscosa riserva solamente qualche specie comune e diversi usignoli in pieno canto, alcuni si sono spostati dal campo e magari sono gli stessi. Dei rinoceronti solo tracce.

 

African golden weaver

African golden weaver

Nelle praterie aperte con tratti di palude vegetata cantano i tessitori dorati che stanno costruendo i nidi tra le foglie del Papiro, mentre una coppia di giraffe si fa vedere nella parte più aperta. Il piccolo ha forse due settimane e sta molto vicino alla madre che lo lecca continuamente. Si guardano intorno, è il periodo più pericoloso per una giovane giraffa, iene e  leoni possono sopraffare velocemente una femmina adulta da sola e uccidere il piccolo. Faccio qualche foto, nel frattempo la luce è diventata piacevole e i raggi del sole intiepidiscono l’ambiente.

Giraffe , madre e piccolo

Giraffe , madre e piccolo

 

Le coccole della madre

Le coccole della madre

La vista sulla piana con il contorno delle Nyambene Hills è fantastica, rotta qui e là dalla presenza delle palme Doum in crescita. Sulla testa mi volano centinaia di rondini eurasiatiche ancora in svernamento, con i giovani che non hanno ancora terminato la muta da adulti e sembrano altre specie come la Rondine etiope o i giovani di Codalira. Ci sono pochissimi balestrucci e nessun Topino. Variopinti gruccioni golabianca svolazzano catturando le farfalle che passano loro a tiro, mentre albanelle minori e falchi di palude volteggiano in lontananza.

Gruccioni golabianca nella tradizionale parata di coppia

Gruccioni golabianca nella tradizionale parata di coppia

Tutto normale, cambiamo area e ci spostiamo in una zona a cespugli bassi che generalmente è arida, con nudo terreno rosso e erba gialla dove è presente; adesso è invece  molto verde e in fiore, con compatte zone di erba anche abbastanza alta. Si iniziano a vedere le innumerevoli ghiandaie marine (alla fine il conteggio odierno sarà 187) e nuvole di Quelee beccorosso che mi ricordano  i voli degli storni in inverno. Nessun gatto all’orizzonte, solo tracce di due iene macchiate (difficili da incontrare nel parco, qui sono molto riservate e caute).

Una delle ghiandaie marine osservate oggi

Una delle ghiandaie marine osservate oggi

Le ghiandaie marine sono veramente dappertutto adesso, fiocchi azzurri sul verde dei cespugli. La vista di un enorme Baobab pieno di foglie è incredibile, è la prima volta in dieci anni che ne vedo uno così pieno. E’ veramente un albero spettacolare. Altri ne vedrò nella mattinata in una zona più arida con la cima già ingiallita.

il Baobab della descrizione

il Baobab della descrizione

Tra le diverse albanelle comuni che volano a caccia sull’altopiano una attira la mia attenzione, decido di aspettarla e quando è abbastanza a tiro scatto diverse foto, si rivelerà una pallida del secondo calendario. Contento decido che è ora per la colazione nel bush e ci dirigiamo al punto di osservazione sul fiume Rojewero. Qui in una piattaforma di legno  o di quel che resta dopo le inondazioni,  ci affacciamo sulle rapide e con calma sorseggiamo il caffè con biscotti, mangiamo la banana e il sandwich con uovo, più juice di arancia. Sulle rocce che spuntano tra le rapide svolazza una coppia di Ballerine bianche africane, mentre un coccodrillo di circa un metro e mezzo si mimetizza tra i tronchi rimasti impigliati tra le rocce. L’area è alla foce del fiume Mutundu col Rojewero e in una area nascosta ad acqua calma speravo di vedere l’African finfoot, la mia bestia nera (non sono ancora riuscito a fotografarla), una specie di ibrido tra un rallo, un’anatra di tuffo e una strolaga, molto schiva e rara a vedersi. Poi ci dirigiamo alla Hippo-pool dove fotografo alcuni ippopotami, ma è a metà strada al ritorno che troviamo un gruppo di elefanti. Si tratta di un cross del fiume famoso, l’unico ben percorribile, vediamo alcuni elefanti giovani che si rincorrono giocando e facendo la pantomima della carica, poi ci fiutano e si nascondono dietro la vegetazione dell’altra riva. Decidiamo di aspettare e dopo circa 15 minuti con l’arrivo delle femmine si dirigono all’abbeverata. Non ho una visione speciale, le sponde sono abbastanza ripide per l’auto e sulle sponde la vegetazione è piuttosto ricca, scatto diverse foto, ma la mezz’ora passata a osservare e fotografare questi animali meravigliosi è sempre impagabile. Osservare le diverse caratteristiche caratteriali nel gruppo è affascinante e ti fa gioire della fortuna che ho a raccontarvi queste sensazioni. Io le vivo di persona ed è tutt’altra cosa.

Il gruppo all'abbeverata

Il gruppo all’abbeverata

 

Ma spero di trasmettervi al meglio tutto quanto.

Un saluto alla prossima.

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Svernamento 5

La saga continua…diario del 25 gennaio 2016

La luna piena dell’Equatore al culmine è particolarmente luminosa, proiettanti nella foresta del campo una luce diffusa a dominanza azzurrina. Le piante secolari si dipingono di scuro scandendo i giochi di luce notturni come fantasmi a guardia di un tesoro nascosto. I flash delle lucciole rendono fatato il cammino e gli squarci permettono di spaziare in un cielo radioso di lanterne, come è difficilmente dato di vedere alle nostre latitudini…

Alle cinque l’aspro e acuto chiacchiericcio di un Galagone che sta mangiando i frutti della Amarula sulla tenda, mi sveglia, è ancora buio e devo accendere la luce per vestirmi. Accompagnerò al cancello principale di Murera i tre turisti che hanno paura di perdersi nei meandri del parco. Poi con Rashid che mi farà da autista e guida farò un altro “safari”.

Le prime luci dell'alba nel Rhino River Camp

Le prime luci dell’alba nel Rhino River Camp

Per “safari” si intende un gamedrive nel parco alla ricerca degli animali e la parola deriva dallo swahili e significa “viaggio”. Nel passato e particolarmente nel periodo colonialista il termine safari era purtroppo associato alle battute di caccia ai grandi mammiferi e rese celebri dai libri di personaggi come Ernest Hemingway e Karen Blixen, o da film sul Continente nero. Questo portò alla decimazione delle varie specie e alla fine degli anni ’60, con l’aumento della presa di coscienza e l’inizio del conservazionismo e lo sviluppo del turismo naturalistico fu sancita la fine di questo periodo e l’avvio di una nuova era con la creazione dei parchi e delle riserve. Del triste periodo rimane però un termine ancora in uso e utilizzato per definire la qualità di una serie di safari ben riusciti; il termine  è “Big Five”. Letteralmente significa avere avuto la fortuna di osservare le cinque specie più caratteristiche (e pericolose per i cacciatori nel passato) e cioè: Leone, Leopardo, Elefante, Rinoceronte e Bufalo cafro!

Un maschio di Bufalo di circa 8 quintali passa a cinque metri dalla jeep

Un maschio di Bufalo di circa 8 quintali passa a cinque metri dalla jeep

A parte questo, la meraviglia che si prova in ogni gamedrive è spesso associata a panorami ancora sconfinati e le varie sensazioni che si provano a sentire l’odore del “bush”, il suono degli animali, la scoperta di specie mai viste e assaporare l’aria argentina di una mattinata radiosa di luce, riporta sempre a ricordi ancestrali.

Il senso di libertà che provo tutte le volte che entro nel parco è paragonabile agli spazi ancora incontaminati che regala il Meru NP e che non mi stancherò mai di visitare e di descrivere.

Bene dopo aver lasciato i vageni olandesi al gate prendiamo una carrareccia per il Murera River, area molto diversa da quella che incontro solitamente nel santuario dei rinoceronti. L’ambiente è più aperto con praterie punteggiate da giganteschi sicomori dal denso fogliame verde scuro e da gruppi di Acacie delle febbre gialla dalla corteccia verde-giallastra. Se ti allontani dal fiume inizia una savana ondulata con cespugli bassi e aree a graminacee molto estese che ricordano alcune aree del Masai Mara.  Passiamo un’area a densa copertura cespugliosa che ci chiude le parti laterali e vediamo un maschio di elefante tra i cespugli della nostra desta, è enorme e penso sia sui 50 anni d’età. Le zanne non sono molto lunghe, erose dall’uso prolungato negli anni, è seminascosti, fermo e sembra dormire. Dal fondo della galleria di cespugli irrompe blandamente un secondo maschio altrettanto grosso ma più giovane, sui 35-40 anni, ci fermiamo e aspettiamo…lui continua imperterrito a brucare le cime dei bassi cespugli, poi lentamente si avvicina non facendo minimamente caso alla nostra presenza. Giunto a dieci metri da noi sembra accorgersi della macchina e inizia a dar segni di nervosismo, si ferma con la proboscide al suolo come a pensare il da farsi, poi inizia uno show spettacolare per chi conosce le manifestazioni della specie, terrificante per chi non è avvezzo a certi segnali. Dimena la testa, apre e chiude le grandi orecchie, brontola, dondola la proboscide, muove il corpo avanti e indietro. Poi alza la proboscide e parte alla carica fermandosi a due metri dall’auto…scatto foto a ripetizione anche se la luce non aiuta e nel contempo sorrido internamente per un’altra emozionante lezione di biologia animale dal vivo. Dopo aver fatto la finta carica e aver avuto il nostro rispetto si rimette a mangiare accanto alla macchina e dopo cinque minuti ci libera la strada andando nel folto dei cespugli alla mia sinistra. Un maschio di Aquila dal ciuffo ha osservato tutta la scena da un ramo di una palma Doum e mi passa accanto successivamente permettendomi altre buone foto anche se col cielo di un grigio esasperante.

Un momento della carica, foto fatta col 50 mm

Un momento della carica, foto fatta col 50 mm

La sensazione di ricerca e scoperta non ti abbandona mai e in una piccola vallecola scopriamo un gruppo misto di orici beisa, Gerenuk, gazzelle di Grant e bufali. Spettacolo!! Tutti insieme in una piccola porzione di spazio. Uno Sparviere shikra mi saetta vicinissimo inseguendo una Tortora delle palme ma le foto non riescono. Osservo per un po’ questa visione bucolica con un maschio di Grant che fa valere la forza delle sue corna e la stazza sugli altri scapoli che formano la squadra. Un incessante “dididilili” attira la mia attenzione e dopo un giro di binocolo catturo un maschio immaturo di Rosy-patched bush-shrike. Decidiamo di muoverci ma un gruppo di cutrettole atterra nello spazio libero dalla vegetazione e faccio qualche foto alle sottospecie asiatiche “beema” e “lutea” in abiti che non si osservano in Europa o Asia. Inseguiamo due falchi di palude in questo vasto altipiano e con fortuna un bellissimo maschio si lascia immortalare mentre mi guarda passandomi a tiro.

Maschio adulto di Falco di palude

Maschio adulto di Falco di palude

Continuiamo la scoperta dopo aver fatto colazione alla Mulika airstrip, la piccola pista di atterraggio di un lodge chiuso da tempo. Nella vasta savana poco alberata e cespugliosa si aggirano diverse albanese minori femmine e falchi di palude di entrambi i sessi, conto alla fine 150 ghiandaie marine, in aumento le rondini e lungo la strada a caccia di bruchi diversi Cuculi dal ciuffo.

 

Cuculo dal ciuffo, immaturo del secondo calendario, con preda

Cuculo dal ciuffo, adulto in muta  con preda

L’elenco delle specie osservate si allunga ed è giunta anche l’ora di tornare al campo, il lavoro mi attende ho ancora vageni da sbrigare. Anche se la luce non era spettacolare ho aggiunto al cassetto nuove foto che metterò in una gallerie a giorni. Un saluto

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Meru National Park 23 gennaio 2016

Alba nel Rhino River Camp

Alba nel Rhino River Camp

Libero da incombenze manageriali decido di fare un game drive solitario nel parco per rilassarmi e fare foto a quello che capita. La giornata è splendida e la luce spettacolare, il cielo è di un intenso color turchese, una fresca brezza muove le foglie e suggerisce la camicia a maniche lunghe per le prime ore. Passando da Kanjoo, la sede dei rangers del KWS a tutela del santuario dei rinoceronti, li vedo attorno ad una delle loro macchine, decido di salutare gli amici e vado al loro campo. Giusta decisione avevano bisogno di aiuto, batteria a terra… Wachira il capo dei rangers mi chiede se posso aiutarli:” …per forza rafiki (amico  in swahili) sono qui per questo…”. Rimuovono la batteria dalla mia macchina , mettono in moto la loro.

Un maschio di Tessitore testanera mentre costruisce un nuovo nido

Un maschio di Tessitore testanera mentre costruisce un nuovo nido

Nel campo dei rangers le due piante di Papaia sono prese d’assalto dai tessitori testanera che stanno costruendo i nidi e il loro vociare è simbolo di stagione riproduttiva. I maschi tornano con fili d’erba per costruire la semplice coppa chiusa con l’ingresso da sotto che dovrebbe attirare una femmina. Finito il nido i maschi si mettono a testa ingiù con ali semiaperte e tremolanti, emettendo un chiacchiericcio fischiato. Se una femmina entra nel nido e non lo gradisce, il povero maschio deve iniziarne uno nuovo. Scatto diverse foto e dopo circa venti minuti sono sulle strade inenarrabili alla ricerca di altre possibili foto. Non ho fortuna con i rinoceronti e nemmeno per le faraone crestate osservate giorni fa. Vado avanti sperando nel meglio, alcune aree notoriamente aride del parco cominciano ad ingiallire è incredibile come bastino due giorni per mutare sostanzialmente le condizioni. Sto vagliando questo altipiano dalla rada vegetazione arborea alla ricerca del fatidico Corrione di Heuglin…Le alte Acacie tortilis, vengono sfiorate da una coppia di falchi di palude e da una femmina di Albanella minore, forse quella che ho fotografato ieri. Il contrasto tra il volo leggero di questo rapace e il velocissimo decollo delle grandule faccianera che si alzano spaventate è notevole, accompagnato da colori resi vivi dall’ora e dal sole.

L'area ad erba gialla con l'Albanella minore in caccia

L’area ad erba gialla con l’Albanella minore in caccia

L’area aperta è senza grossi animali, ma diverse specie di uccelli sono presenti e tra questi ricordo un solitario Nibbio bianco in spirito santo, alcune allodole alirosse che emettono un monotono “didelì” dalla cima dei radi cespugli, gruppi erranti di Quelea beccorosso, un’ Aquila rapace e una dalla lunga cresta, ma lontanissime e finalmente la fortuna comincia ad arridermi, qualche Ghiandaia marina posata. Mi avvicino ad una vicina al ciglio della strada e la immortalo, ne arriva un’altra ed iniziano a duettare con un basso vociare gracchiante. Sono maschio e femmina e quest’ultima inizia una specie di danza con inchini mentre il maschio si allunga alzando la testa in verticale. Seguo tutte le fasi dei rituali di corteggiamento scattando numerose foto e immortalando anche alcune fasi con la piccola telecamera che ho con me. Continuano nella loro danza amorosa con la femmina che sembra invitarlo all’accoppiamento, che per mia malasorte non avviene, si involano invece.

La coppia in corteggiamento

La coppia in corteggiamento

Continuo nelle mie perlustrazioni e incontro una coppia di Averle Taita e una di Falco pigmeo. Poi mi apposto sotto un’altra Ghiandaia marina e la fortuna mi arride, questa si butta tra le erbe in fiore e ritorna sul ramo con una grossa cavalletta nel becco…..inutile dire che le foto sono fioccate a raffica….

 

Una delle foto della Ghiandaia marina con la cavalletta

Una delle foto della Ghiandaia marina con la cavalletta

Contento torno al campo perché la luce comincia a diventare troppo dura, lungo il tragitto incontro un rinoceronte bianco molto schivo e un maschio di ghiandaia marina che immortalo a pieno fotogramma.

Solo nel parco è una sensazione indescrivibile, orizzonti senza fiato selvaggi come madre natura ha creato, ti toccano nel profondo…lontano dalla frenesia delle città civili…mi ha fatto bene!

Un saluto

 

 

 

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Svernamento 4

Nuvole basse e color grigio fumo sono sospinte da un leggero vento proveniente da est e coprono un tratto di savana alberata sulle alture di Mulika, brandendo le corna della immensa mandria di bufali al pascolo a margine della Mulika swamp punteggiata dai rami a candelabro delle  Doum Palm Hyphaene thebaica. Le basse nuvole si sfilacciano arrotolandosi in spirali grottesche sulle cime e un ingobbito Avvoltoio torgo sorveglia la mandria.

Gruppi infreddoliti di Rondini euroasiatiche si fermano per una pulizia straordinaria sui fili esterni che portano l’energia elettrica al parco, scendo e riesco a fotografare alcune immagini che non osservo da tempo in Italia. Un gruppo numeroso di rondini sui fili, ricordi di gioventù-

Rondini

Rondini

Rondini euroasiatiche sui fili elettrici

Rondini euroasiatiche sui fili elettrici

L’apparire del sole cambia ogni cosa, tutto si colora e prende vita.

Parco in fiore

Parco in fiore

 

Delle numerose coppie di Fire-fronted bishop che nella scorsa settimana punteggiavano i bassi cespugli adiacenti il tratto di strada verso Murera gate, permettendomi belle foto di questa nuova specie, non cè più traccia. I loro voli ad ali sfarfallanti come piccole creature meccaniche sono finiti e forse anche la loro stagione riproduttiva, al loro posto cominciano a ritornare le Grandule faccianera. Non ho ancora capito queste fasi di presenza/assenza. Nelle alte erbe che fanno sembrare uniformi le aree aperte canta il Beccamoschino, unica specie  di cisticola che riesco ad osservare in questo periodo.

Firefront bishop male

Firefront bishop male

Nelle aree cespugliose è un esplosione di vita e le prime nuvole di Quelea beccorosso e tessitori castani si muovono nei prati di graminacee in seme.

Gazzelle di Grant con Acacie ad ombrello

Gazzelle di Grant con Acacie ad ombrello

 

Un gruppo misto di Gazzelle di Grant e Zebre comuni ci guarda passare, mentre una femmina adulta di Albanella minore sfiora col volo basso le corolle in fiore di Ipomoea e si ferma a pochi metri dalla strada, ci avviciniamo e riesco a fotografarla.

 

Femmina adulta di Albanella minore, dalla colorazione dell'iride sembra essere nel terzo anno di vita

Femmina adulta di Albanella minore, dalla colorazione dell’iride sembra essere nel terzo anno di vita

Mentre ritorno per la stessa strada al campo il sole ha spazzato via le nuvole e col caldo migliaia di piccole farfalle bianche e gialle sono dappertutto. E’ una migrazione in massa di queste due specie africane, entrambe della famiglia Pieridae: African migrant o Common Vagrant Catopsilia clorella e una specie del genere Belenois. Incredibile osservare migliaia di queste piccole creature migrare con direzione nordest. Nei giorni scorsi andando verso Meru town avevo osservato questa incredibile presenza. ovunque lungo la strada, piccole pezze bianche e gialle volanti con brevi soste sui fiori presenti. Volavano tutte in una stessa direzione provenienti dai campi di mais, dalle aree cespugliose, dalle aree coltivate a mosaico e ricche di alberi, nei villaggi, attraversavano con volo diretto la strada sballottate dall’andirivieni delle auto.

Lodolaio

Lodolaio

Osservare la natura e restare ancora meravigliato dal susseguirsi dei cambiamenti inaspettati e difficilmente interpretabili mi lascia sempre sconcertato. Nel tragitto di oggi speravo di rivedere il Double-banded curser che avevo osservato ieri l’altro a pochi metri senza la macchina fotografica, ma non ho avuto fortuna, ho rivisto invece un nuovo falco di palude maschio adulto e una cinquantina di Ghiandaie marine, tre Lodolai cacciare libellule e farfalle in un gruppo misto di Gruccioni golabianca ed euroasiatici. Quando posso fotografo tutti gli individui diversi di Ghiandaia marina per capire i diversi abiti e le sequenze di muta, il mio essere ornitologo di campo non cessa mai.

ghiandaia-marina-IMG_3945

Un maschio del secondo calendario o una femmina adulta in abito invernale? Io propenderei per la prima ipotesi

 

Un altro individui fotografato stamattina di ritorno al campo, dopo aver fatto spesa di carburante e bibite a kiutini.

Ghiandaia marina

Ghiandaia marina

 

Il sole fa nascere nuova vita e il parco è sempre più in fiore. Sono ritornati nel campo i fruitbats che col loro ecosonar a campanella accompagnano il fragore delle centinaia di trefrogs che punteggiano di suoni le serate e le notti africane. Ieri sera verso le dieci la risata di una iena macchiata si è fatta sentire nei dintorni, non è facile avvistare nel Meru questa specie…

Mourning glory in fiore

Mourning glory in fiore

Un saluto.

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Svernamento 3

Una visione attuale delle zone notoriamente aride del parco

Una visione attuale delle zone notoriamente aride del parco

La stagione delle piogge sembra non finire quest’anno e il Kindani river è ancora pieno d’acqua come nel mese di novembre. La foresta del campo è quanto mai rigogliosa e il sottobosco crescendo, ha coperto le aree attorno ai camminamenti in pietra e “maram” che portano alle tende. Difficile osservare in questo momento le diverse specie di uccelli presenti, ma le osservazioni giornaliere sono sempre interessanti. Gli usignoli svernanti sono in canto pieno e ti svegliano alle sei del mattino, puntuali al rischiarare; è strano ma qui non cantano nelle ore serali o notturne. Alcuni individui hanno variazioni iniziali del canto che non ho mai sentito in Europa, ma la gracchiante nota bisillabila di contatto e allarme è la stessa. Magari sono di una delle altre sottospecie segnalate in Kenya.

Ieri sono riuscito ad osservare per pochi secondi un Usignolo maggiore, determinato dal canto; questo è però solo sussurrato e spezzettato. Sui rami secchi presenti alla sommità degli alberi centenari del campo i gruccioni golabianca e gli euroasiatici cacciano con brevi voletti le farfalline che stanno sfarfallando dalle crisalidi presenti. Migliaia di piccoli bruchi di tre specie diverse hanno defogliato tre acacie della febbre gialla e le parti più alte ed esterne di due Amarula e Tamineria. Una coppia di Batis testanera va e viene dai rami secchi dello stesso albero nutrendosi delle stesse prede. Con il sole e il caldo stanno rinascendo nuove generazioni di farfalle e la danza amorosa delle Forest Queen (Euxanthe wakefieldi) è spettacolare col loro inseguirsi a vicenda, altalenando su e giù tra le cime delle piante più alte e i cespugli del sottobosco.

La Monarca africana una delle tante specie di farfalle presenti nel campo

La Monarca africana una delle tante specie di farfalle presenti nel campo

Strano essere svegliati alle prime ore dell’alba con le gorgoglianti note degli usignoli associate alle aspre grida degli Ibis hadada, al potente e fluente canto del Mournng spotted trust o dell’Africa moustached warbler dalle interruzioni inaspettate.

Alle 7’30 tutto tace, sia che il cielo sia coperto da una pressante coltre di nubi minacciose sia che un brillante azzurro si apra sopra le cime delle piante.

Maschio adulto di Ghiandaia marina euroasiatica

Maschio adulto di Ghiandaia marina euroasiatica

Un game drive nel parco mi fa scoprire che le solite coppie di falchi di palude sempre visibili in un dato territorio sono scomparse, mentre sono in continuo aumento le ghiandaie marine, le rondini (che però fluttuano giornalmente) e i gruccioni. Nel campo si iniziano a vedere i primi Lui di ritorno nell’attesa di compiere l’ultimo balzo. Sono molto silenziosi in questo periodo.

Un individuo immaturo di Ghiandaia marina

Un individuo immaturo di Ghiandaia marina

Un altro individuo immaturo in muta verso l'abito riproduttivo da adulto.

Un altro individuo immaturo in muta verso l’abito riproduttivo da adulto.

Un saluto dal caldo Kenya

 

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Sensazioni africane

Il Parco verdissimo con fioriture di Morning Glory Ipomomea sp

Il Parco verdissimo con fioriture di Morning Glory Ipomomea sp

Il verde chiaro della macchia a dominanza di Combritam sp., lascia il posto alla più lussureggiante e densa foresta rivierasca con le svettanti Acacie della febbre gialla.

I fiori della Ipomoea sp.

I fiori della Ipomoea sp.

Gruppi di rondini euroasiatiche ci sorvolano a bassa quota abbassandosi nella carrareccia davanti al fuoristrada alla ricerca degli insetti. Un’aquila marziale ci guarda dalla sommità di un maestoso Sicomoro africano. E’ il primo vero game-drive che riesco a fare dopo settimane di intenso lavoro al campo, di ritorno dall’accompagnare alla loro auto, ferma al gate principale di Murera, l’ultimo gruppo di italiani.

Entriamo nel santuario dei rinoceronti, una frazione del parco recintata da corrente per il controllo e la sicurezza, salutando il ranger che ci apre il cancello, con un “Abari aco?” (Come stai?). “Mzuri sana” è la mia risposta in Swahili, che significa “tutto bene”. In questa parte del parco la vegetazione è più alta e densa, l’ambiente preferito dai rinoceronti e così dopo una curva stretta ci si para davanti una famiglia di “Rini bianchi”, come li chiamo io affettuosamente. Il maschio è a sinistra fra piante di Ipomoea dai bianchi fiori a campanula con il centro più scuro e violaceo.

Un maschio di Rinoceronte bianco.

Un maschio di Rinoceronte bianco.

Sono senza fotocamera, un po’ mi arrabbio me la sono dimenticata su uno dei divani del campo, ma la visione bucolica e il dondolare delle lunghe corna che toccano delicatamente le piante in fiore attira la mia attenzione e mi godo questa lezione di etologia dal vivo. Fermiamo la macchina e aspettiamo, non è mai bene dividere una famiglia coi piccoli!! L’enorme maschio da segni di nervosismo venendoci più vicino e osservandoci con i piccoli occhi laterali. Muove freneticamente le orecchie in ogni direzione e secondo me supera certamente i 3000 Kg. (Il rinoceronte bianco è più grosso e massiccio del nero e arriva a pesare nei maschi anche 3600 chili, le femmine sono un po’ più piccole ma raggiungono i 2000).

Rhino bianco

Rhino bianco

Questa specie ha acutezza visiva fino ad una distanza di circa venti metri, superati i quali ha qualche difficoltà, l’olfatto invece è sempre eccellente. Si piazza davanti a noi bloccando di fatto la strada. La femmina è a destra, molto grossa, a circa dieci metri da noi bruca sembra senza fare caso alla macchina; è con un giovane maschio di quasi tre anni, che spesso allontana e una femmina di quasi un anno.

White Rhino grazing

White Rhino grazing

I rinoceronti bianchi sono cosiddetti “grazing” cioè “brucatori”, mangiano soprattutto erba e la prediligono corta, mentre i neri sono “browser”, mangiatori principalmente di foglie.

Proviamo ad azzardare un movimento con l’auto, dobbiamo anche arrivare al campo, ma il maschio non è dello stesso avviso e ci carica a testa bassa smuovendo un mare di polvere e fermandosi solamente a circa un metro dalla mia parte. Fermo ci guarda. Le due lunghe corna sono a circa mezzo metro dal mio finestrino e per fortuna è stata solamente una finta carica!! La macchina è grossa anche per lui e prima di rischiare ci pensa due volte. Che foto sarebbero venute….!!! Mannaggia!!!

Aspettiamo che si calmi e infatti dopo circa 15 minuti ricomincia a brucare, sempre tenendoci d’occhio.

La femmina e i piccoli sono sempre nei paraggi. Dico a Daniel:”meglio sempre dargli rispetto”!

La femmina si allontana di qualche metro ed entra finalmente in una piccola radura fra i cespugli sulla nostra destra a qualche metro dalla strada. La piccolina è curiosa e interessata alla macchina, si avvicina ma è subito richiamata dalla madre con un grugnito. Il maschio nel frattempo si è nuovamente piazzato di traverso sulla strada bloccandoci nuovamente. Passano i minuti nell’osservazione, poi finalmente il maschio decide di attraversare e si porta nella parte destra vicino al resto della famiglia. E’ il momento di passare e dico a Daniel di partire, …una sua indecisione ferma l’auto all’alzarsi della testa del maschio….vai…vai…dico e riusciamo a passare. Il maschio ci saluta con uno sbuffo di polvere, contento della performance di tutela familiare.

Una famiglia di Rinoceronti bianchi incontrata nei giorni scorsi in una situazione simile ma meno eccitante.

Una famiglia di Rinoceronti bianchi incontrata nei giorni scorsi in una situazione simile ma meno eccitante.

Ho ancora nella mente tutta la scena che rimarrà impressa a lungo….

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