Otarde africane

Hartlaub's Bustard Adult male

Hartlaub’s Bustard Adult male

Vista la popolarità della fotografia dell’Otarda di Hartlaub che ho postato sulla mia pagina di facebook, ho voluto integrare con un passaggio sul mio blog! Avendo la fortuna di risiedere per diversi mesi nel Kenya e Manager di un lodge al confine con uno dei parchi più belli, appena ne avevo la possibilità scappavo nel parco. Armato della mia fotocamera ho passato giornate meravigliose esplorando quasi tutti le aree del parco, è veramente enorme, quasi 900 chilometri quadrati, e tutti i safari sono stati diversi. Vi si respira ancora l’aria della scoperta il completo wilderness del passato… Molto spesso da solo ho goduto infinitamente delle potenzialità che mi sono state offerte e da ornitologo ho scoperto la fauna africana…la mia lista delle specie ornitiche del parco è di 465, poi tutti i mammiferi, eccetera. Tra queste la famiglia Otididae è abbastanza rappresentata, ma non sono uccelli facili, spesso sono elusivi, difficili da avvicinare se non ne conosci il comportamento, le femmine di arduo riconoscimento…ma tantè che i challenge mi esaltano e allora ho voluto farvi conoscere  quanto ho “messo nel cassetto” ( frase che gli amici conoscono benissimo e significa quanto hai incamerato sei riuscito a realizzare). Considerate fino al recente passato nell’ordine dei Gruiformi, una nuova proposta di revisione della classificazione tassonomica le porterebbe in un nuovo ordine, il loro, quello degli Otidiformes. Nel Kenya si possono incontrare sette specie diverse di Otarde, distribuite da nord a sud o tipiche di savane e aree steppiche più o meno aride. tre sono di taglia molto grande e in genere sono di facile identificazione, evidenziano anche spettacolari cerimonie di corteggiamento sul terreno e sono : l’Otarda di Kori (Ardeotis kori), la più grande; l’Otarda di Heuglin (Neotis heuglini) presente nell’estremo nord del kenya e che ho avuto la fortuna di vedere solamente una volta senza però fotografarla, un individuo maschio timidissimo…; l’Otarda di Stanley (Neotis denhami) presente in una fascia che va dal Maasai Mara a nord, ma sempre nel Kenya meridionale. Quattro sono considerate le “piccole otarde”, ma sempre delle dimensioni minime di un fagiano per la più piccola e queste sono molto più distribuite visibili e fotografabili. I maschi in abito nuziale sono ben identificabili, mentre le femmine e gli immaturi bisogna “chimicarli” per bene. Queste sono L’Otarda panciabianca (Eupodotis senegalensis), l’Otarda crestacamoscio (Lophotis gindiana), l’Otarda pancianera (Lissotis melanogaster) e l’Otarda di Hartlaub (Lissotis hartlaubii).

Given the popularity of the  Hartlaub’s bustard photograph that I posted on my Facebook page, I wanted to integrate with a passage on my blog! Having the good fortune to stay for several months in Kenya and manager of a lodge on the border of one of the most beautiful parks, as soon as I had the chance I escaped in the park. Armed with my camera I spent wonderful days exploring almost all areas of the park, is really huge, nearly 900 square kilometers, and all the safaris were different. It can still breathe the air of the discovery of the complete wilderness of the past … Very often alone I enjoyed infinitely the potential that I have been offered and ornithologist I discovered African wildlife … my list of the nettle species in the park is 465, then all mammals, etcetera. These include the Otididae is fairly represented, but are not easy birds, often elusive, difficult to approach if you do not know the behavior, females daunting recognition … but predominance; the challenge exalt me and then I wanted to let you know how much I “put in the drawer” (a phrase that friends know very well what it means, and you have forfeited you managed to achieve). Considered up to the recent past in the order of Gruiformes, a new proposal for a revision of the taxonomic classification would bring in a new order, their own, that of Otidiformes. In Kenya you can meet seven different species of bustards, distributed from north to south or typical savannas and more or less arid steppe areas. three are very large in size and are generally easy to identify, also highlight spectacular courtship ceremonies on the ground and they are: the Kori Bustard (Ardeotis kori), the largest; the Heuglin’s Bustard (Neotis heuglini) present in the far north of Kenya, and I was lucky to see only once but did not photograph it, a male individual very shy …; the Denham’s Bustard (Neotis denhami) present in a group ranging from the Maasai Mara to the north, but also in southern Kenya. Four are considered “small bustards”, but always with a minimum size of a pheasant for the smallest and these are much more visible and distributed and possible to photograph. The in wedding dress males are easily identified, while the females and immature must difficult. These are White-bellied Bustard  (Eupodotis senegalensis), theBuff-crested Bustard (Lophotis gindiana), the Black-bellied Bustard (Lissotis melanogaster ) and the Hartlaub’s Bustard (Lissotis hartlaubii).

Kori Bustard adult male

Kori Bustard adult male

L’Otarda di Kori è il più grosso uccello africano che può volare, i maschi pesano normalmente diciotto chili! Vederli volare è un’esperienza! Prima di poterli vedere senti il fischio ritmato del battito alare, non sai cos’è ne da dove viene, poi vedi questo enorme uccello che sembra un’Aquila con battiti alari profondi e lenti, ma sono le cerimonie di corteggiamento che sono spettacolari. I maschi impettiti, gonfi, con la coda portata alta a mò di bandiera passeggiano avanti e indietro sul loro territorio “pavoneggiandosi e gonfiando il collo all’avvicinarsi di una femmina o di un altro maschio.  Avere la fortuna di vedere i combattimenti è veramente incredibile, i maschi si fronteggiano pavoneggiandosi emettendo bassi gorgoglii, poi si attaccano spingendosi becco a becco, finché uno non decide di ritirarsi, inseguito sia a terra che in volo dal vincitore.

The Kori Bustard is the largest African bird that can fly, the males usually weigh forty pounds! Watch them fly is an experience! Before you can see hear the whistle of the rhythmic wing beat, you do not know what it where it comes, then you see this huge bird that looks like an eagle with deep wing beats and slow, but the courtship ceremonies are spectacular. The strutting males, swollen, with the tail carried high in a kind of flag strolling back and forth on their territory “strutting and puffing out his neck at the approach of a female or another male. Having the good fortune to see the fighting is really amazing , males face each strutting emitting low rumbling, then attach themselves pushing beak to beak, until one decides to retire, he pursued both on land and in the air by the winner.

I due contendenti in lotta the two contenders fighting

I due contendenti in lotta
the two contenders fighting

Le femmine sono di dimensioni leggermente più piccole e si riconoscono per il piumaggio meno brillante e cresta meno evidente, collo meno strutturato e snello.

Females are slightly smaller in size and are distinguished by less brilliant plumage and crest less obvious, less structured and slender neck.

Kori Bustard adult female

Kori Bustard adult female

 

L’Otarda di Stanley o di Denham o di Jackson a seconda della sottospecie è invece più piccola e più colorata della precedente. Il maschio raggiunge solamente i dieci chili. E’ diventata sempre più rara a causa dei cambiamenti ambientali operati dall’uomo ed è difficilmente osservabile anche all’interno dei parchi.

The Denham’s Bustard or  (Jackson’s or Stanley’ B.) depending on the subspecies is rather smaller and more colorful than the last. The male reaches only ten Kg. And ‘it becomes increasingly rare due to environmental changes wrought by man and is hardly observable even within the parks.

Denham's Bustard, adult male, Maasai Mara 1995

Denham’s Bustard, adult male, Maasai Mara 1995

E veniamo alle “piccole”, con l’Otarda panciabianca. Abbastanza diffusa e facile da riconoscere. Il maschio mostra una bellissima colorazione bluastra nella parte posteriore del collo e sulla testa. Durante il  display, quando tiene alzata la cresta e gonfia il collo, è una splendida macchia di colore visibile da molto lontano. La visibilità delle Otarde dipende anche dalla frequentazione turistica dell’area protetta, dal comportamento dei turisti con le auto e dal numero di auto che gli animali sono abituati a vedere giornalmente; ci sono poi le differenze caratteriali dei vari individui. Nel Meru NP gli animali non vedono molte auto e dipende dall’approccio del fotografo la possibilità dell’avvicinamento. Ci possono essere individui facili e altri impossibili da avvicinare, se poi mettete nel conto anche le variazioni nell’altezza dell’erba (molto alta dopo le piogge) e una certa elusività delle varie specie, non è sempre facile ottenere buone immagini.

And we come to the “small”, with the White-bellied Bustard. Quite common and easy to recognize. The male shows a beautiful blue color in the back of the neck and head. During the display, when holding the crest raised and swollen neck, it is a beautiful spot of color seen from a great distance. The visibility of the Bustards also depends on tourists visiting the protected area, the behavior of tourists with cars and the number of cars that the animals are used to seeing on a daily basis; then there are the temperamental differences of the various individuals. In Meru NP animals they do not see many cars and depends on the behavior of the approach the possibility of the photographer. There can be easy individuals and others are impossible to bring, then if you put in the account variations in the height of the grass (very high after the rains) and a certain elusiveness of the various species, it is not always easy to get good pictures.

Otarda panciabianca, maschio adulto. White-bellied Bustard, adult male.

Otarda panciabianca, maschio adulto.
White-bellied Bustard, adult male.

La femmina mostra una colorazione molto simile alle altre specie, decisamente criptica e la si distingue per i toni chiari e per le dimensioni oltre che all’areale di presenza. Negli individui adulti in riproduzione si può notare una leggera lavatura azzurra nel retro collo, ma non sempre visibile.

The female shows a very similar color to the other species, very cryptic and are distinguished by light colors and sizes as well as the distribution. In breeding individuals you may notice a light blue washing in the back of neck, but not always visible.

Otarda panciabianca femmina. White-bellied Bustard female.

Otarda panciabianca femmina.
White-bellied Bustard female.

 

La più piccola delle specie del Kenya, da poco elevata al rango di specie piena, è l’Otarda crestacamoscio. Le dimensioni sono leggermente più piccole della precedente ed è caratteristica per le zampe relativamente corte rispetto alle altre specie. Frequenta aree aride e cespugliose, savane ad acacia. Di indole piuttosto elusiva è abbastanza difficile da osservarsi e da avvicinare. Il maschi durante il display di corteggiamento si alzano in volo quasi verticalmente e dopo un ampio arco scendono velocemente al suolo aprendo le ali solo all’ultimo istante, camminando poi velocemente verso la femmina con una postura orizzontale e col piumaggio gonfio e la cresta ben alzata e aperta.

The smallest species of Kenya, recently elevated to full species status, is the Buff-crested Bustard. The dimensions are slightly smaller than the previous one and is characteristic to the relatively short legs than the other species. He frequents arid and bushy area, savannah with acacias. Rather elusive is quite difficult to observe and to approach. The males during courtship display fly up almost vertically and after a wide arc go down quickly to the ground by opening the wings at the last moment, then walked quickly toward the female with a horizontal posture and with a heavy and well-raised crest, all the plumage it’s open.

Otarda crestacastana, maschio. Buff-crested Bustard, male

Otarda crestacamoscio maschio.
Buff-crested Bustard, male

 

La femmina è facilmente riconoscibile dalle altre per la pancia nera e per le piccole dimensioni, ma anche per la colorazione generale più chiara.

The female is easily recognizable by the other for the black belly and for the small size, but also for the clearest general staining.

Otarda crestacamoscio femmina, con pullo Buff-crested-bustard, female with chick.

Otarda crestacamoscio femmina, con pullo
Buff-crested-bustard, female with chick.

 

E veniamo alle due specie più difficoltose da identificare se non si osservano da vicino e con la dovuta cautela. Ad una prima analisi superficiale sono molto simili e le identificazioni non corrette sono all’ordine del giorno. Spesso le guide tendono a identificarle tutte come Otarda pancianera, specialmente nel nord del Kenya dove sono presenti entrambe.

Which brings us to the two most difficult species to be identified if not observed closely and with due caution. At first superficial analysis are very similar and incorrect identifications are commonplace. Often the safari’s guides tend to identify them all as Black-bellied Bustard, especially in northern Kenya where both are present.

Otarda pancianera maschio. Black-bellied Bustard, male.

Otarda pancianera maschio. Black-bellied Bustard, male.

L’Otarda pancianera maschio si distingue per i toni del piumaggio più chiari, marroni, parte posteriore del collo camoscio scuro con vermicolature, per la gola meno nera, per le dimensioni più ridotte (difficile sul campo), becco più fine; sopracciglio più cospicuo ed evidente.

The Black-bellied Bustard male is distinguished by the lighter plumage tones, brown, back of the neck with dark suede vermicolature, by the throat less black, for smaller size (hard on the field), finer beak; most conspicuous and obvious eyebrow.

Otarda pancianera maschio in volo. Black-bellied Bustard, male in flight.

Otarda pancianera maschio in volo.
Black-bellied Bustard, male in flight.

In volo si apprezza il sottocoda bruno (non nero) con bande nerastre e estensione minore del bianco sulle remiganti; le remiganti secondarie presentano tutte una banda terminale nera.

In flight appreciates the tail strap brown (not black) with blackish bands and smaller extension of the white flight feathers; secondary flight feathers all have a black terminal band.

Otarda di Hartlaub maschio in display Hartlaub's Bustard, male displaying

Otarda di Hartlaub maschio in display
Hartlaub’s Bustard, male displaying

L’Otarda di Hartlaub è generalmente riconoscibile per l’estensione maggiore del nero nella testa che forma una specie di mascherina. Il sopracciglio è di colore grigio scuro e una sottile linea nera scende e borda nella parte posteriore l’occhio. La gola è sempre molto più nera e il collo posteriore è di colore grigio argentato. Il sottocoda è interamente nero lucente. I toni del dorso sono più scuri e contrastati.

The Hartlaub’s Bustard is generally recognizable by the greater extension of the black in the head that forms a kind of mask. The eyebrow is dark gray and thin black line drops and beads in the back the eye. The gorge is always a lot more black and the rear neck is silver-gray. The undertail is all shiny black. The spine tones are darker and contrasted.

Otarda di Hartlaub femmina. Hartlaub's Bustard female

Otarda di Hartlaub femmina.
Hartlaub’s Bustard female

La femmina è riconoscibile per i toni più scuri sul dorso e per l’assenza di vermicolatura sul collo posteriore, il collo si presenta striato o maculato. Ma non sempre risulta di facile identificazione. Il tempo d’osservazione e la distanza del soggetto sono variabili da considerare.

The female is recognizable by the darker tones on the back and is not vermiculated on the back neck, the neck looks streaky or spotted. But it is not always easy to identify. The time of observation and the distance of the subject are variables to consider.

 

Con questa breve carrellata, certamente non esaustiva, ho voluto condividere con voi alcune esperienze africane.

Un saluto e alla prossima.

With this brief overview, certainly not exhaustive, I wanted to share with you some African experiences.

Greetings and see you soon.

 

Share Button
Posted in Uncategorized

Africa Meru NP mammal’s census 2016

Africa

When you have acquired a taste for the dust,

and the scent of our first rain,

You’re hooked for life on Africa,

and you’ll not be right again.

Until you can watch the setting moon

and hear the jackals bark,

And know they are around you

waiting in the dark.

When you long to see the elephants

or hear the coucal’s song,

When the moonrise sets your blood on fire,

then you’ve been away too long.

It is time to cut the traces loose,

and let your heart go free.

Beyond that far horizon

where your spirit yearn to be.

Africa is waiting-      Come!

Since you have touched the open sky,

And learned to love the rustling grass

and the wild fish eagle’s cry.

You’ll always hunger for the bush;

for the lion’s rasping roar;

To camp at last beneath the stars

and to be at peace once more.

                                                             Author unknown

 

 

Sunset light

Sunset light

Ho aperto questo nuovo articolo con una cosuccia che ho trovato da qualche parte e messo nel cassetto in attesa di trovare l’occasione giusta e utilizzarla!!

Bene il momento è giusto, leggendo quelle frasi di un autore sconosciuto, ritengo abbia saputo dare in tutto e per tutto la mia idea di Africa, le cose che assaporo quando sono qui. Il legame che ho instaurato con questa terra.

Sunrise with a phone

Sunrise with a phone

Anche stamattina ho avuto l’occasione di fare un gamedrive solitario molto lungo, dall’alba alle una, in totale solitudine nel parco. Solitudine per evidenziare l’assenza umana, perché non sono mai stato da solo! Mi sono lasciato accarezzare dalla brezza monsonica proveniente da sud, che facendo ondeggiare i giallo dorati ciuffi d’erba rinfrescava le prime ore mattutine. E’ indescrivibile poter girovagare senza incontrare anima viva, solo animali nel loro ambiente naturale…ascoltare la voce della natura che ti riporta al pensare ancestrale, ascoltare le voci degli animali intenti nelle loro “faccende quotidiane”, ascoltare la voce del vento nelle fronde delle Comnifore distrutte dagli elefanti, piegate ma non ancora vinte…

Ma torniamo a pochi giorni fa, il week-end appena trascorso. Per la prima volta è stato effettuato nel Meru National Park un censimento sulla popolazione delle varie specie di mammiferi presenti. Si è optato per un censimento a transetto stradale (l’unico possibile per evidenziare le specie più piccole e meno appariscenti da un censimento aereo). Undici team sono stati scelti con un’area da investigare per ciascuno. Io ho avuto la leadership del mio il “block 9”!!

Le foto di rito del mio gruppo.

Le foto di rito del mio gruppo.

Sulla KAV del Rhino River Camp, oltre a me Daniel la nostra guida Masai, un Ranger per la sicurezza, due ricercatori (KWS e BornFree)  e la Responsabile delle vivande del KWS. Partiamo per la nostra ricerca con entusiasmo, penso sia il sogno di ogni ricercatore italiano che ama l’Africa poter far parte di un progetto così importante. Ricordo quando avidamente guardavo i documentari sognando…ora ne faccio parte…e non in secondo piano ma come partecipe primario!!!

 

in progress be patiens

Share Button
Posted in Uncategorized

Identificare

Maschio adulto

Averla cenerina, Maschio adulto. Lesser Grey-shrike, adult male

“La saggezza inizia con mettere il nome giusto su una cosa”
(Vecchio proverbio cinese)

Fin dall’antichità dare un nome alle cose che ci circondano ha avuto una parte importante nella crescita culturale. Per un ornitologo o un semplice appassionato di natura sapere il nome di un uccello, di un animale qualsiasi, di una pianta, di un fiore o di un insetto è quel sentirsi parte di una frangia di appassionati, di fortunati; di capire e assaporare il momento che ti separa dall’ignoranza. Copio e incolloin parte la definizione dal dizionario Treccani online: identificare v. tr. [dal lat. mediev. identificare, comp. di identĭcus «identico» e tema di facĕre«fare»] (io identìficotu identìfichi, ecc.). –  2. Riconoscere, scoprire e sim.; in partic.,  ecc…

E’ Carlo  Linnèo,(sved. Carl von Linné, latinizz. Linnaeus),  medico e naturalista svedese, il  riformatore della nomenclatura e il fondatore della moderna sistematica, ideò il metodo di classificazione che adotta la nomenclatura binomia, assegnando agli organismi viventi due nomi: uno per il genere e uno per la specie nell’opera Systema naturae, descrivendo tutte le specie a lui note.

Prima del naturalista svedese, le specie venivano identificate mediante un’espressione detta, per analogia con designazione diagnostica: cioè una lunga serie di termini (la frase) che quasi corrispondeva alla descrizione completa del corpo, della presunta vocalizzazione, del comportamento osservato. Linneo non fu il primo a criticare questa  diagnosi (lo aveva già fatto, fra gli altri, Rivinus) ma fu il primo a trovarle un’alternativa (Critica botanica, 1737), che consentì di rinunciare ai consueti esercizî di mnemotecnica e sarebbe presto divenuta la regola fondamentale della nomenclatura. In poche parole era faticosissimo capirsi perché ognuno aggiungeva particolari, colori o forme che gli erano parse reali o che ricordava come tali, un po’ come avviene ancora oggi se si descrive qualcosa senza aver preso appunti, fotografie o disegni.

Averla piccola, maschio adulto. Red-backed shrike, adult male.

Averla piccola, maschio adulto. Red-backed shrike, adult male.

L’originalità del sistema linneano consiste nel fatto che ogni specie è definita da un binomio formato da due parole latine poste in successione: la prima corrisponde al genere (in maiuscolo), la seconda alla specie (in minuscolo). Per esempio: Lanius minor e Lanius collurio, riferiscono rispettivamente all’Averla cenerina e all’Averla piccola. Questi due nomi danno contemporaneamente due informazioni: la prima è che  sono due specie distinte, la seconda è che appartengono allo stesso genere e quindi alla stessa famiglia dei Lanidae, allo stesso Ordine dei Passeriformes e qui ci fermiamo per non andare sul difficile.

Il nuovo principio di classificazione è basato su un “metodo” che Linneo stesso assume come pienamente “naturale”  e che è ispirato a un rigidissimo principio di subordinazione dei caratteri. Questo consiste nel considerare secondarî tutti i caratteri fisiologici, ambientali e comportamentali, e primarî solo una piccola parte di quelli morfologico-anatomici. Nasce così la prima Tassonomia.

Alzavole in atterraggio.

Alzavole in atterraggio.

 

Tassonomia = Nelle scienze naturali è un termine usato spesso come sinonimo di sistematica, ma che in modo più preciso viene utilizzato per indicare da un lato le regole nomenclaturali, dall’altro le tecniche per lo studio teorico della classificazione filogenetica dei viventi, attraverso la definizione esatta di principi, procedure e norme che la regolano. Basata un tempo su criteri essenzialmente morfologici e morfometrici, la tassonomia si avvale oggi anche di metodi e valutazioni di natura biomolecolare, fisiologica e sierologica, combinate ad avanzate tecniche di analisi statistica.Il problema e che i moderni tassonomi litigano e nascono così diverse linee di pensiero e varie liste delle specie viventi.

Il termine taxon (pl. taxa) è impiegato genericamente per designare un raggruppamento sistematico di qualsiasi rango (specie, genere, famiglia ecc.).

La moderna sistematica è un ramo delle scienze biologiche che si occupa dello studio e dell’identificazione delle relazioni tra esseri viventi e fossili e rappresenta tali relazioni in sistemi gerarchici che, a loro volta, ne costituiscono la classificazione.

Maschio adulto in fase chiara. Adult male white form.

Maschio adulto in fase chiara. Adult male white form.

Il mondo degli esseri viventi può apparire come un insieme caotico dove le forme e i colori degli animali, delle piante e degli insetti, sono stati decisi a caso da una fantasia bizzarra.  I primi scienziati provarono a classificare gli oggetti naturali per orientarsi nella grande diversità biologica. In seguito, da quando l’uomo ha preso coscienza dell’evoluzione biologica che opera da oltre 3 miliardi di anni, la sistematica è diventata lo strumento per scoprire e mettere in evidenza le relazioni di parentela tra gli organismi, producendo un grande albero genealogico della natura, ma aiutando con la nomenclatura binaria di Linneo a evidenziare ogni singola specie, qualsiasi lingua lo scienziato parlasse.

Tutti gli organismi viventi sono formati da cellule che contengono il DNA, la complessa molecola che regola ogni loro attività. Sempre grazie al DNA e all’informazione genetica che esso contiene, gli organismi viventi sono capaci di accrescersi e di riprodursi, dando origine ad altri esseri simili a loro.  Negli ultimi anni questo metodo, grazie alle nuove tecnologie ha preso sempre più piede nell’evidenziare le differenze fra le specie.

red-chested-cuckoo

red-chested-cuckoo

Parlando della mia materia preferita, gli uccelli (Aves) si sta cercando di uniformare le varie scuole di pensiero per avere un’unica lista che classifica le diverse specie presenti attualmente sulla terra.

Questo per quanto riguarda le regole…ma sul campo risulta sempre diverso e difficile. Molti sono i “saccenti” che si credono “sapienti” e infallibili, ma nella mia esperienza ho imparato che giornalmente esistono identificazioni facili, possibili, difficili  e quelle impossibili da farsi. Perché ho utilizzato questo termine? Perché l’identificazione si basa sempre su alcune regole fondamentali:

1 la distanza del soggetto dall’osservatore

2 soggetto immobile o in movimento

3 soggetto in piena luce e visuale o in mezzo a vegetazione e oscurato

4 tempo d’osservazione

5 esperienza dell’osservatore

6 obiettività dell’osservatore

7 possibilità di utilizzo di fotocamera, binocolo o cannocchiale ( e a volte non bastano gli ultimi due articoli)

Se un soggetto è un’apparizione fugace, in volo veloce tra la vegetazione, tempo minimo di visione, può apparire difficoltosa una reale ed efficace certezza….azzardare un’identificazione è una cosa, ma esserne certi è sinceramente inutile e inefficace.

Esistono poi identificazioni impossibili, cioè esserne certi è spesso impossibile e io diffiderò sempre sei “saputelli” infallibili!

Ad esempio identificare al volo un usignolo maggiore è praticamente impossibile come essere certi delle cannaiole se non si sentono i canti o non si possiede una foto, specialmente se sono in migrazione.

E qui mi fermo per non entrare in polemica con nessuno.

 

 

 

Share Button
Posted in Uncategorized

Fotografare

African Hawk-eagle, immature male

African Hawk-eagle, immature male

Quando vedo certe bellissime immagini create ad arte, con i posatoi, le piantine fiorite “finte”, le mangiatoie vicine ma occultate, le vasche da bagno cinque stelle, tutti gli animali in posa come soldatini, luce perfetta e sfondo ritoccato, soffuso a dovere, con le possibilità di software attualmente presenti, mi viene da sorridere…

When I see some beautiful images created with art, with perches, flower planting “fake”, but concealed the neighboring troughs, tubs five-star bathroom, all animals posing as soldiers, perfect light and background retouched, suffused properly , with the possibility of software currently present, I make me smile …

Tawny Eagle, immature male

Tawny Eagle, immature male

Essendo un naturalista di campo, cioè che si è fatto le ossa studiando dal vero la natura, imparando a fotografare sul campo quando ancora bisognava proteggere le specie, prima di poterle fotografare e non portato da altri, che si sono fatti il mazzo per attirare la specie, mi viene ancora più da sorridere…

Being a field naturalist, that has been done by studying nature from real life, learning to shoot photo on the field when we still needed to protect the species, before you can take pictures and not led by others, who have worked  to attract the species, I still more to smile …

Bearded Woodpecker

Bearded Woodpecker

Se guardo le opportunità tecnico fotografiche attualmente esigibili e ricordo quando facevi fatica ad avere la luce a sufficienza, perché gli ASA, allora si chiamavano così, erano solamente 100 perché la pellicola a 200 faceva schifo; se guardo i metadati nascosti con iso a 15000, mi viene ancora più da sorridere…

If I look at the technical photographic opportunities currently due and remember when you were struggling to get enough light, because the ASA, then called it, were only 100, because the film 200 ASA was rubbish; if I look at the metadata hidden with ISO 15000, it comes even more to smile …

Black-cuckoo Shrike, immature

Black-cuckoo Shrike, immature

Se conto il numero di fotonaturalisti presenti attualmente sul web nei vari forum, che magari non conoscono nemmeno le specie fotografate e si inquietano perché li vuoi aiutare correggendo l’identificazione, che diventano fotonaturalisti dopo essere andati a Torrile o in uno dei tanti capanni a pagamento, mi viene ancora più da sorridere…

If I count the number of photo-naturalists currently on the web in various forums, that you may not even know the species photographed and get angry because you want to help them by correcting the identification that become photo-naturalists after going to Torrile or in one of many huts for a fee, I can even smile …

Fork-tailed Drongo

Fork-tailed Drongo

Sorridendo e sorridendo rimango dell’idea che le foto rubate sul campo, non preparate se non dalla conoscenza del comportamento, sono le mie preferite! Ti danno una gratificazione che non è uguale a quella di scattare un primo piano in un capanno “attrezzato” o a pagamento. Diverso è cogliere l’attimo fuggente, essere al punto giusto al momento giusto, fare la foto unica nel suo genere perché irripetibile, perché se non cogli quell’attimo non lo riavrai mai più. Certamente quando il soggetto è a meno di dieci metri e immobile,  la foto è nitida, a fuoco, ben esposta!, se non lo è… bè in quel caso meglio cambiare hobby!

Smiling and smiling I remain of the view that the pictures stolen on the field, not processed unless you don’t know the behavior, are my favorite! They give you a gratification that is not the same as taking a close-up in a “well equipped” or paid hide. Different is seize the fleeting moment, to be in the right place at the right time, make the photo unique in its kind because unrepeatable, because if you do not get that moment it never again. Certainly when the subject is less than ten meters and still, the picture is sharp, focused, well exposed! If it is not…in that case better to change hobby!

Hamerkop

Hamerkop

 

Queste le elucubrazioni che a qualcuno daranno certamente fastidio. Ma non le ho scritte per sentirmi superiore o per  creare polemica, solo lo sfogo dopo una mattinata passata a rincorrere nella foresta, ora abbastanza aperta del campo perché dry season e le piante per la maggioranza hanno perso le foglie come nel nostro autunno, diverse specie di piccoli uccelli sempre in movimento e magari schive nelle abitudini.

These are the ruminations that someone will bother. B ut I have not written to feel superior or to create controversy, only the vent after a morning spent playing catch various species in the forest; Now enough of the open field because dry season and the plants for the majority have lost their leaves as in our autumn, several species of small birds on the move and even reclusive habits.

African Paradise Flycatcher, adult female

African Paradise Flycatcher, adult female

Ecco le immagini che vi propongo oggi sono gli esempi di quanto ho voluto esternare, da ornitologo innamorato della natura.

Here are the pictures that I propose today are the examples of what I wanted to express, by ornithologist in love with nature.

A greeting

Un saluto

Share Button
Posted in Uncategorized

Gamedrive fine agosto

Alba tersa, cielo blu intenso, nessuna nuvola a punteggiate la nascita del disco d’oro…non so se essere ripetutamente svegliato dal ruggire dei leoni sia un privilegio o un disturbo del sonno!! Il pride del santuario dei rini era molto vicino stanotte…la prima avvisaglia che mi sveglia alle tre del mattino, per circa 12 minuti; poi altro colpo alle 4 e finale in coro alle 5. Decido dopo colazione di andare a fare un giro nel parco, da solo con la mia fotocamera per vedere la situazione.

Sunrise crisp, deep blue sky, no clouds dotted in the birth of the gold record … I do not know whether to be repeatedly awakened by the roar of the lions is a privilege or a sleep disorder !! The pride of the sanctuary of rrhinos was very close last night … the first sign that wakes me up at three in the morning for about 12 minutes; Then another shot at 4 and the final chorus at 5. After breakfast I decide to go for a ride in the park, alone with my camera to see the situation.

La parte a foresta non si è ancora spogliata, diradata nelle parti arbustive con migliori possibilità d’osservazione, ma non più di tanto. Un’aria fresca simile a quella delle nostre montagne appenniniche mi “lava” la faccia mentre lentamente divoro le carrarecce polverose che solcano la foresta. Il primo incontro è con una coppia di rinoceronti a bordo pista. Mi fermo a circa dieci metri da loro, smettono di mangiare e mi vengono incontro incuriositi, sono molto vicini, in genere non creano problemi se ti comporti bene e non li spaventi. In quest’ultimo caso fuggono e non ti fanno assaporare la bellezza dell’incontro con questi bestioni arcaici. Si notano bene le caratteristiche che identificano il Rinoceronte bianco: mascella squadrata e labbro rigido che da un aspetto quadrangolare alla bocca, il secondo corno non è molto appariscente in genere, alla fine della testa una gobba prominente rende il dorso molto sellato. La coppia in essere è di media taglia, col maschio che supera sicuramente la tonnellata e mezzo (possono raggiungere le tre tonnellate i maschi più grossi). Si avvicinano a piccoli passi guardandomi con i piccoli occhi sporgenti, se vedi l’iride sono molto vicini, dondolano dolcemente la testa avvicinandosi ad un metro dalla mia finestra.

The part of forest has not yet been stripped, sparse shrubs in parts with better observation possibility, but not that much. Fresh air similar to that of our Apennine Mountains  “washing” my face as the dusty dirt roads that run through the forest slowly devour. The first meeting is with a pair of rhinos on the track. I stopped about ten meters from them, they stop eating and are curious about meeting me, they are very close, generally do not cause problems if you behave well and not make them afraid. In the latter case they flee and do not make you savor the beauty of the contact with these archaic beasts. It can be seen well the characteristics that identify the White Rhinoceros: square jaw and stiff lip by a rectangular appearance of the mouth, the second horn is not very flashy in general, at the end of a prominent hump head makes the back very saddled. The couple has to be of medium size, with the male that surely exceeds the ton and a half (three tons can reach the larger males). Approaching small steps looking at me with bulging eyes small, if you see the iris are very close, gently swinging her head closer to a meter from my window.

La coppia di rinoceronti bianchi

La coppia di rinoceronti bianchi

Sono sempre momenti entusiasmanti quando puoi interagire con  specie selvatiche a pochi centimetri! Restiamo così per circa dieci minuti, come in una muta conferenza, peccato non avere caffè da offrire loro… Poi delicatamente come prima si spostano, magari annoiati dei discorsi fatti, e si rimettono a mangiare non curandosi della mia presenza. Solo il rumore della messa in moto dell’auto li disturba, azzerando il feeling instaurato precedentemente. Continuo il mio giro.

They are always exciting moments when you can interact with wild species a few centimeters! We stay like this for about ten minutes, like in a conference mute, shame not to have coffee to offer their … Then gently as the first move, perhaps bored of speeches made, and will be set to eat oblivious of my presence. Only the noise of the engine of the car disturbs them, eliminating the feeling previously established. I continue my tour.

Il Baobab gigante che ho chiamato Majestic

Il Baobab gigante che ho chiamato Majestic

Decido di prendere il sentiero basso che passa a fianco del Baobab gigante che ho chiamato Majestic, senza foglie sembra innalzare i rami al cielo in una muta richiesta di pioggia…

I decide to take the lower path that passes alongside the giant Baobab I called Majestic, leafless appears to raise the branches to the sky in a silent request of rain …

Il Baobab Majestic con le foglie.

Il Baobab Majestic con le foglie.

In gennaio la situazione era molto diversa, ecco Majestic nel pieno della stagione delle piogge, quando si mostra in tutta la sua bellezza con le foglie. Fotografia del 29 gennaio scorso presa da un’altra angolazione, l’unica possibile allora per la compattezza dei cespugli bassi ora inesistenti. Dopo pochi metri, nell’intrico dei cespuglio spinosi, incontro il primo elefante. Se non si vogliono far vedere restano fermi nella posizione ascoltando, imperterriti, nessun movimento. Ti girano le spalle o ti mostrano il sedere…Scatto due foto e decido di lasciarlo in pace, mentre riparto emette un gorgoglio come di approvazione per il mio comportamento…che animali meravigliosi!  Il loro incontro, sempre diverso, ti lascia sempre qualcosa dentro.

In January, the situation was very different, that’s Majestic at the height of the rainy season, when it is displayed in all its beauty with the leaves. Photography of 29 January, taken from another angle, the only possible time for the compactness of the low bushes now nonexistent. After a few meters, in the tangle of thorny bush,I met the first elephant. If he does not want to see you, they remain firm in the position of listening, undeterred, no movement. They turn the back or show you the butt … Taking two pictures and I decided to leave him alone, while allotment emits a gurgling sound as approval for my behavior … What beautiful animals! Their meeting, always different, always leaves you something inside.

elefante-IMG_4229

Un’ombra mi oscura la visuale, alzo lo sguardo e scorgo sopra di me il maestoso veleggiare silenzioso dell’Avvoltoio orecchiuto, poi altri tre più adulti del primo, Grifoni africani, una giovane Aquila marziale dal caratteristico piumaggio candido, un giovane Falco giocoliere, un immaturo di Aquila rapace molto chiara. Si alzano scomparendo alla mia vista in una termica, veloci a scandagliare in cerca di possibili carcasse.

A shadow darkens my vision, I look up and I see above me the majestic sailing silent Eared Vulture, then three other most adults of the first, African Griffins, a young Martial Eagle with its characteristic white feathers, a young juggler Falco, an immature Tawny Eagle very whitish. They get up disappearing from my view in a thermal, fast to probe for possible carcasses.

Un immaturo di Aquila rapace in fase molto chiara, un Avvoltoio orecchiuto e due Grifoni africani in termica.

Un immaturo di Aquila rapace in fase molto chiara, un Avvoltoio orecchiuto e due Grifoni africani in termica.

Proseguo passando nella savana aperta, inaridita e dall’intenso colore rossastro del suolo alla ricerca di possibili Corrioni. Ma la sorpresa è l’incontro col primo gruppetto di Rondini, tutti giovani dell’anno in migrazione accompagnati da qualche Rondone euroasiatico. Volteggiano a bassa quota alla ricerca di insetti, sono una cinquantina circa, non vedo adulti, questo significa che la prima fase della migrazione è composta solamente da giovani dell’anno che migrano da soli? Sembra di si! Una folata di vento solleva miriadi di spirali di polvere che salgono verso l’alto come tornado in miniatura. Calato il vento e lo schermo della polvere proseguo il mio peregrinare. L’erba della savana è ingiallita e le Gazzelle di Grant brucano le foglie verdi dei pochi cespugli che ancora le portano. I colori tenui vanno dal rosa al rosso vivo e il colore delle antilopi si intona in modo incredibile. Un piccolo gruppo di maschi mi permette di cogliere qualche momento di questa vita bucolica, non come nei documentari dove sembra tutto in allerta in ogni istante. Sono i momenti della caccia che durano pochi secondi a volte…

I continue going through the open savannah withered and with an intense reddish color of the soil in search of possible Coursers. But the surprise is the encounter with the first group of Barn Swallows, all young of the year in migration accompanied by some Eurasian Swift. Circling at low altitude in search of insects, there are about fifty or so, I see no adults, this means that the first phase of the migration is comprised entirely of young of the year who migrate alone? It feels yes! A gust of wind lifts myriads of dust spirals that rise up like miniature tornadoes. The wind dropped and the screen of dust continue my wanderings. The grass of the savannah is yellowed and Grant Gazelles graze the green leaves of the few bushes that still carry them. The soft colors ranging from pink to bright red and the color of antelopes intones in an incredible way. A small group of males allows me to catch a few moments of this bucolic life, not as in documentaries where everything seems on the alert at all times. Are the moments of the chase that last a few seconds sometimes ..

Due maschi di Gazzelle di Grant

Due maschi di Gazzelle di Grant

Nessu Corrione in vista, mi sposto, passo il Mutundu river, la savana arbustiva di Kinna airstrip e mi dirigo verso Kubai road. La piccola striscia verde all’interno del panorama arido significa la presenza del piccolo corso d’acqua, il Mulika river. Questo forma normalmente la Mulika swamp, asciutta quasi completamente in questo periodo. Lungo questo tragitto si incontrano quotidianamente molti animali delle solite specie: Waterbuck, Zebra comune, Impala, Giraffa e bufali onnipresenti. I maschi spodestati, vecchi e i solitari si riuniscono in questa striscia umida. Una macchia bianca di aironi guardabuoi diversifica il colore grigio-marrone dell’area. Le acacie mellifere mostrano foglie ingiallite o le hanno perse tutte. Faccio l’ennesima foto ad un Bufalo, il re del fango, e decido di mangiare qua la mia colazione, in compagnia dei Bufali, degli aironi guardabuoi e di due aironi bianchi maggiori.

No coursers in sight, I move, I spend Mutundu river, shrubby savannah around Kinna airstrip and head Kubai road. The small green stripe within the barren landscape means the presence of the small river, the river Mulika. This form normally Mulika swamp, almost completely dry at this time. Along the way you will find many animals every day of the usual species: Waterbuck, Common Zebra, impala, giraffe and buffalo ubiquitous. The dispossessed males, old and lonely gather in this wetland strip. A blaze of cattle egrets diversifies the gray-brown area. The acacia  show yellowing leaves or have lost them all. I do yet another photo to a buffalo, the king of the mud, and I decided to eat my breakfast here, in the company of Buffalo, the egrets and two great egrets.

Il re del fango

Il re del fango

Decido poi di fare la strada lunga di Mulika, arida ma che sempre mi regala buone osservazioni. Non sono molto fortunato oggi, alcune coppie di Ghiandaie marine pettolilla, gruppi di storni dalle caruncole, storni superbi, un astore cantante e due cisticola che devo identificare meglio. Anche qui il vento gioca coi mulinelli di polvere, un adulto di Aquila rapace effettua un volo a festoni sulla valle e poi prende una termica e se ne va altissimo in direzione di Murera. Diverse coppie di Averla fiscale codalunga e finalmente qualcosa degno di fotografia, un adulto di ghiandaia pettolilla con una enormi cavalletta nel becco. Prima di ingoiarla in genere la battono sul posatoio, la rigirano nel becco per togliere le ali e le zampe più lunghe che creano sempre qualche difficoltà. Questa deve avere i piccoli nel nido, vola via dopo aver ucciso la grossa cavalletta.

I decided then to make the long road of Mulika, arid but which always gives me good comments. I’m not very lucky today, some pairs of marine Jays Lilac-breasted Roller, groups of starlings from wattle, superb starlings, a hawk singer and two cisticola you have to better identify. Even here the wind plays with the dust eddies, a bird of prey Eagle adult carries a flight festoon the valley and then takes a thermal and goes high in the direction of Murera. Several pairs of Long-tailed fiscal shrike and finally something worthy of photography, an adult jays Lilac-breasted Roller with a huge grasshopper in its beak. Before swallowing the slam on the perch, then turn over in its beak to remove the wings and longer legs that always create some difficulties. This must have the chicks in the nest, flies away after killing large grasshopper.

Ghiandaia marina pettolilla con la preda

Ghiandaia marina pettolilla con la preda

La luce ora non è delle migliori e decido di tornare al campo, anche il caldo si sta facendo sentire.

Un saluto alla prossima

The light now is not the best and I decide to return to camp, even the heat is being felt.

A salute to the next

Ciao Maurizio

 

Share Button
Posted in Uncategorized

Rhino River Camp agosto 2016

E’ un po di tempo che non scrivo nulla, volevo aspettare di avere tempo e voglia ma anche qualcosa di nuovo da dire. In questi giorni non sono uscito in gamedrive, solo una volta per andare a vedere i leoncini nuovi, ma solamente 5 minuti per non disturbarli. Sto aspettando la migrazione…

I ‘a bit of time that I do not write anything, I wanted to wait to have time and desire but also something new to say. These days i didn’t go in gamedrive, only once to go to see the new cubs, but only 5 minutes to not disturb them. I’m waiting for the migration …

Uno dei tre lenocini vicino alla carcassa di un Cobo dall'ellisse.

Uno dei tre lenocini vicino alla carcassa di un Cobo dall’ellisse.

In questi giorni ho inseguito nel campo numerose specie, a volte ho fotografato dalla veranda della mia tenda.

Senza capanni attrezzati, come va molto di moda adesso, rimane quantomeno difficoltoso fotografare le specie della foresta, sia per la difficoltà di messa a fuoco tra l’intrico della vegetazione, sia per la luce scarsa, ma anche per l’elusività delle varie specie. I risultati non sono esaltanti ma qualcosina è stato incamerato.

Sono queste le fotografie rubate che più mi gratificano, alla ricerca delle foto rubate, senza la pappa pronta delle mangiatoie (magari preparate da altri), dei posatoi attrezzati. Vorrei farlo anch’io!!! Ma la presenza delle scimmie, dei galagoni e dei babbuini non me lo consentono. Con pazienza però…qualcosa si porta a casa come dice il mio amico Carlo Fietta!

These days I chased in the Camp, many species, sometimes I photographed from the front porch of my tent.Without huts equipped, as it is very fashionable now, it remains at least difficult to photograph the species of the forest, for both the difficulty of focus among the tangle of vegetation, both for the low light, but also to the elusiveness of the various species . The results are not exciting but a little something has been forfeited.These are the photographs that most stolen gratify me, in search of the stolen photos, without the “baby- food” ready in the artificials feeders (maybe prepared by others), or the artificial equipped perches. I would do it too !!! But the presence of monkeys, bush babies and baboons I do not allow. With patience, however … something you take home as my friend Carlo Fietta says everytime!

Maschio adulto in abito di  Nettarinia pancianera.

Maschio adulto in abito di Nettarinia pancianera.

Sto preparando un progetto con dei beverini con fiori finti di ibisco ma tutto è difficile da trovare. Qui è dry season e la foresta sta perdendo le foglie come nel nostro autunno, lo strato cespuglioso è meno denso è permette una visione migliore. Gli uccelli si muovono in gruppi con specie diverse. Si muovono, non stanno fermi un attimo direi! In questi casi ti viene in notevole aiuto la conoscenza del comportamento, spesso l’unica possibilità per essere nel punto giusto al momento giusto, ma non sperare di averli immobili con lo sfondo che vorresti… Spesso li hai nel sottobosco come i brownbul, spesso non illuminati dalla luce giusta o in ombra, non sono molto bravo con photoshop!

II am preparing a project with artificial drinkable with fake hibiscus flowers but everything is hard to find. Here it is dry season and the forest is losing its leaves as in our autumn, the shrubby layer is less dense it allows a better view. The birds move in with different species groups. They move, do not stand still for a moment I would say! In these cases comes to the knowledge of the behavior of great help, often the only possibility to be in the right place at the right time, but hope to have them motionless with the background that you want … often you have them in the undergrowth as brownbul, often illuminated by the right light, or are in the shade and I’m not very good with photoshop!

Northern Brownbul

Bulbruno settentrionale, Phyllastrephus strepitans, Northern Brownbul, dalle abitudini schive e simili al nostro usignolo. Visibile con discrezione nelle parti più basse dei cespugli, molto vocifero è più facile localizzarlo tramite il caratteristico vocio da tenore.

Spesso hanno code lunghissime che non ti consentono di avvicinarli molto per contenerli completamente nella foto come questo maschio di Pigliamosche del paradiso africano in fase bianca, in movimento nella parte bassa dei cespugli.

They often have long tails that do not allow you to approach them much to hold them fully in the picture as this male of the African paradise flycatcher in white phase, moving in the bottom of the bushes.

Maschio di African paradise flycatcher

Maschio di African paradise flycatcher

A volte possiedono abiti giovanili o difficili da identificare come questa femmina o immaturo di Golden Palm weaver. Le femmine dei ploceidi tessitori sono spesso difficoltose da riconoscere, bisogna porre l’attenzione sulla colorazione delle parti nude, dell’iride, sulle macchiettature o striature del mantello e delle copritrici, eccetera.

Sometimes they are difficult to identify as this female or immature Golden Palm Weaver. The females of the weavers Ploceidae are often difficult to recognize, we must focus attention on the color of the naked parts, iris, speckles or streaks on the mantle and coverts, and so on.

Tessitore delle palme Ploceus bojeri

Tessitore delle palme Ploceus bojeri

Spesso devi inseguirli a faccia insu per ottenere una foto decente, come per i gruppi di Averla piumata di Retz, in continuo movimento nelle parti aeree delle piante della foresta.

Often you have to chase them face up to get a decent picture, as for groups of Shrike feathered Retz, in constant motion in the aerial parts of the plants of the forest.

Retz's Helmetshrike Prionops retzii

Retz’s Helmetshrike Prionops retzii

Che dire poi degli elusivi Bulverde panciagialla? Molto difficili tanto basta da dire!

What about the elusive Yellow-bellied Greenbul? Very difficult to say that is enough!

Yellow-bellied Greenbul Chlorocichla flaviventris Bulverde panciagialla

Yellow-bellied Greenbul Chlorocichla flaviventris
Bulverde panciagialla

Molto raramente si intravedono dei serpenti, la maggioranza innocui come questo piccolo esemplare di 25 centimetri che dovrebbe essere un Rufous egg eater, Mangiauova rossastro.

Very rarely one can see snakes, most harmless as this small sample of 25 cm should be a Rufous egg eater.

Rufous-Egg-eater--IMG_3976

Rufous-Egg-eater

Ho voluto scrivere alcune mie elucubrazioni sulla vita africana come manager di un campo tendano da safari…e alcune foto da ornitologo rubate nella foresta secondaria con piante primarie.

un saluto alla prossima!

I wanted to write some of my musings on African life as a manager of a field tend Safari … and some photos from ornithologist stolen in the secondary forest with leading plants.

a salute to the next!

Maurizio

Share Button
Posted in Uncategorized

Svernamento in Kenya

Alba con Gruccioni golabianca.  Sunrise with White-trhoated bee-eater

Alba con Gruccioni golabianca. Sunrise with White-trhoated bee-eater

La particolarità del Meru NP è anche la difficoltà giornaliera del trovare gli animali. Essendo molto selvaggio, enorme nelle dimensioni e con pochissime auto che lo percorrono giornalmente, gli incontri con gli animali, fatta eccezione per alcune specie, sono occasionali. Magari non continui come nel Maasai Mara, nel Serengeti o Amboseli, senza dimenticare le riserve private del Laikipia Plateu come Lewa, Solio, Ol Pejeta; ma quando scopri un gruppo di Orici, Kudu minore o Cobo dall’ellisse, tra i cespugli che la fanno da padrone, il safari diventa interessante. Se scopri un gruppo di leoni allora è esaltante! Perché è come se li avessi scoperti tu, emulando i viaggiatori del passato. Il Meru è infatti il più primordiale tra le aree protette del Kenya, con un suo fascino particolare e misterioso che ti prende sempre più ad ogni curva che riconosci.Si sta faticosamente riprendendo dopo le dure battaglie contro i bracconieri che sono sempre alla porta e, grazie al duro lavoro dei rangers del Kenya Wildlife Service, è ora un posto relativamente sicuro per le specie più minacciate. E’ un posto dove capita di vedere insieme 50 giraffe, unite come ad un party, dove spesso i branchi di elefanti tolgono il fiato, dove un gruppo di bufali che attraversa una strada può durare qualche minuto, dove le quelee possono offuscare un tramonto mentre si recano al dormitorio.

The peculiarity of the Meru NP is also the daily difficulties of finding the animals. Being very wild, enormous in size and with very few cars that cross it daily, encounters with animals, except for some species are occasional. Maybe not continue as in the Maasai Mara, Serengeti and Amboseli, without forgetting the private reserves of the Laikipia Plateau as Lewa, Solio, Ol Pejeta; but when you find a group of Oryx, kudu or less Cobo from the ellipse, in the bushes that are the masters, the safari becomes interesting. If you find a group of lions then it is exhilarating! Because it is as if you had discovered them, emulating the travelers of the past. Meru is in fact the most primitive among the protected areas of Kenya, with its own special charm and mystery that takes you more and more at every turn that you recognize. It is painfully recovering from the tough battles against the poachers who are always at the door and, thanks to the hard work of the rangers of the Kenya Wildlife Service, it is now a relatively safe place for the most threatened species. It ‘a place to happen to see together 50 giraffes, united as a party, where often herds of elephants take your breath away, where a group of buffalo crossing a road can last a few minutes, where the flocks of red-billed quelea can blur a sunset on their way to the roost.

Un maschio adulto di circa 45 anni, e forse più.

Un maschio adulto di circa 45 anni, e forse più.

E’ un parco per i non neofiti! La difficoltà è data anche dalle distese selvagge di cespugli bassi e compatti che nascondono alla vista gli animali. Più lo frequento più amo la solitudine portata all’estremo, l’immensità degli spazi ancora indisturbati…la bellezza dei panorami che cambiano al cambiare della luce…e veramente ti senti tutt’uno con la terra che ti circonda…

It ‘a park for non-beginners! The difficulty is also given by the wild expanses of low, compact shrubs that hide from view the animals. The more you attend the more I love the flow extreme loneliness, the immensity of the yet undisturbed spaces … the beautiful vistas that change with the changing of the light … and really you feel one with the earth around you .. .

 

Mulika swamp con le palme Doum

Mulika swamp con le palme Doum

Amo girovagare da solo con la fuoristrada del campo per sentieri a volte difficili, immersi nel verde dell’erba alta, fra cortine di arbusti spinosi, su carrarecce degli altopiani dove l’occhio spazia per chilometri, percorsi inenarrabili dopo la stagione delle piogge che ti sfiancano…ma se penso a quanto ho avuto dai safari mi sento felice, gratificato e conscio della fortuna che ho ad essere in questo paradiso! In questi ultimi giorni il tempo è incerto con temporali non proprio consoni col periodo e ho deciso di fare una pausa di riflessione, di vergare fogli bianchi per condividere le nuove esaltanti avventure negli ultimi safari! Di aggiornarvi sul curioso fenomeno della migrazione delle specie euroasiatiche, fenomeno che non finirà mai di stupirmi e di riempirmi di informazioni utili professionalmente…sono sempre un ornitologo di campo, non dimenticatevelo…

I love to wander around alone with the off-road car-camp for paths sometimes difficult, surrounded by high green grass, between curtains of thorny bushes, on dirt roads of the highlands where the eye goes for kilometers, untold paths after the rainy season … but if I think about how I got from safari I feel happy, gratified and conscious of the luck that I have to be in this paradise! In recent days the weather is uncertain with thunderstorms not really in keeping with the period and I decided to make a pause for reflection, penned white sheets to share exciting new adventures in recent safari! To update you on the curious phenomenon of the migration of Eurasian species, a phenomenon that will never cease to amaze me and fill me with information professionally … I’m always a field ornithologist, do not forget it …

Rondini in svernamento. Sono visibili le varie età degli individui, con i più giovani che non hanno ancora terminato la muta.

Rondini in svernamento. Sono visibili le varie età degli individui, con i più giovani che non hanno ancora terminato la muta.

E’ la mia vita in senso lato e quando la posso fare nel pieno della professione, direttamente sul campo, mi sento orgoglioso del mio essere e molto felice della vita che ho scelto, con molte difficoltà e dispiaceri, ma anche infinite gratificazioni e parecchia fortuna…ma ho messo molto di me stesso!

It’s my life in the broadest sense and when I can do it in full of the profession, in the field, I feel proud of my being and very happy with the life I chose, with many difficulties and sorrows, but also endless rewards and a lot of luck … but I have a lot of me put the same!

Nell’ultima settimana sono aumentate  le rondini, i rigogoli, le cutrettole, i culbianchi e le aquile. Giornalmente osservo e fotografo (quando posso e sono libero), diversi individui di Aquila delle steppe, in questo momento solo immaturi in varie fasi di muta. Ho osservato alcune aquile minori, poiane delle steppe e grillai. Ho avuto la possibilità di inquadrare bene le differenze fra le aquile delle steppe e le rapaci. A parte la vistosa linea bianca sottoalare che le differenzia, la testa delle aquile delle steppe è più piatta e larga e il “labbro” è ben evidente. Nelle “nipalensis” è poi vistosamente dopo la fine dell’occhio, mentre nelle “orientalis” è spesso simile alla rapace, ma le caratteristiche del piumaggio le rendono facilmente identificabili.  Posate e in buona luce la Rapace mostra un labbro meno evidente e che normalmente finisce a metà dell’occhio. L’iride è più scura nella steppe, bruno-giallastra nelle rapci immature. In volo la Rapace mostra ali più corte e mano più ampia, la testa è ben evidente, la coda è relativamente più corta e più squadrata. Nel volo attivo la Rapace mostra battiti alari più veloci e rigidi.

Quando poi si ha la fortuna di vedere 15 aquile tutte insieme in un gruppetto di Acacie tortilis, l’anima ornitologica si esalta.

In the last week are increased the swallows, the orioles, yellow wagtails and the wheatears and eagles. I observe daily and I take pictures of (when I can and I am free), various steppe’s eagles, at this time only immature in various stages of molting. I observed some booted eagles, steppe buzzards and lesser kestrel. I had a chance to properly frame the differences between the steppe eagles and raptors. Aside from the evident underwing white line that differentiates, head of steppe eagles is more flat and wide and the “lip” is more evident. In “nipalensis” it is then dramatically after the end of the eye, while in the “orientalis” is often similar to the Tawny, but the features of the plumage make them easily identifiable.

In good views, mainly when perched, Tawny normally shows a slighdy shorter gape line, ending level widi the centre of die eye (reaches rear edge on Steppe); die adult’s iris is yellowish-brown (dark brown on Steppe). In flight, compared wim Steppe, Tawny has broad and short wings with ample ‘hand’, and shows a well-protruding head and a relatively short and more square-ended tail; in active flight, it is rather stiff-winged with more rapid wingbeats.

Then, when you’re lucky enough to see 15 eagles all together in a small group of Acacia tortilis, the soul bird is enhanced.

aquile-IMG_2643

Share Button
Posted in Uncategorized

Carnivors Census

E' ora di iniziare la danza

E’ ora di iniziare la danza

La luce di una bianca luna a metà inizia a rischiarare la radura più ampia in questo tratto di strada nella foresta nella parte più lontana del parco. I contorni di quello che ci circonda assumono toni più evidenti e prendono forma le varie piante che compongono questo tratto a Comniphora. Piante strane queste! Sono senza foglie in questo momento e assumono forme bizzarre che mi ricordano un bosco stregato. Più che strada mi sembra un tratto di un campo di calcio abbandonato da tempo, col risultato che le varie piante erbacee hanno invaso la sede del gioco! Siamo arrivati fin qui con qualche fatica, uno dei punti random scelti per il censimento e per le emissioni notturne. Il punto 23 nella zona est verso Kora. Tutto è a posto e quindi iniziamo le emissioni delle grida del giovane bufalo. Una registrazione di un kill da parte di un gruppo di leoni che serve per attirare i predatori presenti in zona. Il metodo scelto, già utilizzato in altri censimenti di grandi predatori africani consiste di 5 minuti di emissione sonora ad alto volume, 5 minuti di silenzio e ascolto, 5 minuti di scansione con potenti torce le aree adiacenti. I visori notturni sono poi molto efficaci per vedere le varie presenze. L’emissione e la scansione deve essere riprodotta tre volte in successione per ogni punto d’ascolto.

The light of a white half moon begins to illuminate the wider clearing in this stretch of road in the forest on the far side of the park. The contours of what surrounds us take the most obvious tones and take shape the various plants that make up this stretch part of Comniphora forest. These plants are very strange! They have no leaves at this time and assume strange shapes that remind me of a haunted forest. More than the road seems like a stretch of a football field long abandoned, with the result that the various herbaceous plants have invaded the headquarters of the game! We arrived here with some difficulty, one of the randomly chosen points for the census and nocturnal emissions. Point 23 in the east to Kora. Everything is in place and then start emissions of the young buffalo screams. A recording of a kill by a group of lions that serves to attract predators in the area. The method chosen, already used in other censuses of large African predators it consists of 5 minutes of loud noise, 5 minutes of silence and listening, five minutes scanning with powerful torches adjacent areas. The night vision goggles are also very effective to see the various appearances. The issue and the scanning should be played three times in succession for each listening position.

La radura al chiaro della luna con le improbabili forme delle piante di Comniphora

La radura al chiaro della luna con le improbabili forme delle piante di Comniphora

Bene, le prime due emissioni hanno prodotto solamente una iena macchiata che ha fatto capolino tra i bassi cespugli incuriosita. Finisce la straziante sequenza della terza emissione e torna il silenzio! D’un tratto, un calpestio eccitato…rumore di rami secchi infranti, zoccoli sul terreno rimbombanti…a pochi metri dall’auto che sto guidando e che ora è ferma col cofano rialzato per utilizzare la batteria, mi trovo un’informe ed enorme macchia nera che viene avanti a tutta velocità, a passo di carica e a testa bassa… E’ un enorme maschio adulto di Bufalo cafro. Un aggressivo maschio solitario che è venuto in soccorso del giovane bufalo attaccato dai leoni. A un metro dalla mia porta si ferma indeciso…non si aspettava di certo una grossa macchia chiara. Si gira indispettito e si guarda intorno per tornare alla carica davanti, poi verso la fiancata sinistra dove è seduto il Senior Warden (direttore del Parco)…poi sempre a testa bassa gira dietro ma è indeciso…sbuffa sonoramente di continuo emettendo un basso e corto “gr moo”…muove la testa su e giù, a destra e sinistra…si ferma…riparte…fa un altro giro intorno all’auto…fermiamo subito l’emissione e lui sparisce nella foresta! Ci guardiamo al buio e commentiamo. Silenzio e buio rotto solo dal chiaro di luna. Esterniamo le sensazioni vissute in questi momenti, a mio parere eccitantissimi e non comuni! Un bufalo di questa taglia è incredibilmente potente e ci poteva benissimo danneggiare l’auto…e sarebbe certamente stato un problema… Eravamo a circa 50 chilometri da Murera Gate, centro del parco nazionale. Dietro di noi a circa 30 metri c’era comunque un’altra auto del KWS (Kenya Wildlife Service) con i rangers della sicurezza,,,ma comunque sempre un problema da risolvere. Rimane solo il ricordo e l’ansia di un attimo indelebile.

Well, the first two noise produced only a spotted hyena who peeped curiously between low bushes. It ends the harrowing sequence of the third issue and the silence returns! Suddenly, an excited … trampling sound of breaking dry branches, thundering hooves on the ground … a few meters from the car I’m driving and that is now firm with a raised hood to use the battery a … ‘ shapeless and huge black spot is full speed ahead, charge-step, low-head … It ‘a huge adult male buffalo. An aggressive lone male who came to the rescue of the young buffalo attacked by lions. A one meter from my door stops undecided … certainly he did not expect a big bright spot. He turns angry and looks around to return to the front of the car, then to the left side where his sitting the Senior Warden (director of the Park) … then more headlong he runs behind but is undecided … snorts loudly continuously emitting a low and short “gr moo” … moves his head up and down, left and right … stop … again … another round around the car … stop immediately the issue and he disappears into the forest! We look at the dark and comment. Silence and darkness broken only by moonlight. We share the sensations experienced in these moments, in my opinion very exiting and uncommon! A buffalo of this size is incredibly powerful and could easily damage the car … and would certainly have been a problem … We were about 50 kilometers from Murera Gate, the center of the national park. Behind us about 30 meters there was still another car of the KWS (Kenya Wildlife Service) with security rangers ,,, but could be always a problem to solve. There remains only the memory and the anxiety of an indelible moment.

Il Bufalo in un momento di stop. Non so come mi sia venuta questa foto...

Il Bufalo in un momento di stop. Non so come mi sia venuta questa foto…

E’ uno dei tanti momenti esaltanti che ho avuto la fortuna di vivere nelle ultime tre notti trascorse nel bush del parco facendo parte del primo progetto scientifico di censimento dei carnivori presenti nel Meru NP. Ebbene si con metodi standardizzati non era mai stato effettuato.

Is one of the many exciting moments that I had the good fortune to live in the last three nights were spent in the park bush being part of the first scientific project of census carnivores present in Meru NP. Well it with standardized methods had never been carried out

La squadra uno in partenza.

La squadra uno in partenza.

Si è partiti il 17 sera con un meeting al centro-parco e una lezione sui metodi, divisione dei gruppi e suddivisione dei punti di ascolto. A me è stato assegnato il gruppo del Direttore Tenente colonnello Tuqa (i ranger del KWS sono paramilitari a tutti gli effetti), ovvero il gruppo numero due con una serie di 5 punti da esaminare e per la maggior parte nel Santuario dei rinoceronti e adiacenze. Alle sei si comincia e ci si porta nel primo luogo prescelto sulla macchina ho anche un ricercatore e un botanico, un tenente delle operazioni speciali sul campo, due cameraman e una giornalista di Nairobi, un meccanico. Ho con me la KEK, la più vecchia delle auto del campo ma ha il motore in ordine ed è ancora buona per le strade del parco. Notoriamente le strade all’interno del santuario sono piuttosto improbabili! Fa parte del gruppo una auto di Bornfree foundation con Victor il responsabile delle operazioni di studio dei grandi carnivori nel Meru. Il Rhino River Camp ha aderito alle richieste di sponsorizzazione e aiuto a tutti i progetti del parco.

We started the 17 evening with a  meeting at the central park and a lecture on the methods, division of groups and division of listening points. I was awarded the group’s Director Lieutenant Colonel Tuqa (the KWS rangers are paramilitary in effect), which is the number two group with a set of 5 items to be examined and for the most part in the Sanctuary of rhinos and surroundings. At six o’clock we start and we go in the first place chosen on the machine I also have a researcher and a botanist, a lieutenant of special operations in the field, two cameramen and a reporter in Nairobi, a mechanic. I have with me the CEC, the oldest of the golf car but the engine in order and is still good on the streets of the park. Notoriously the streets inside the sanctuary are quite improbable! In the group there is also a Bornfree car with Victor in charge of the study operations of large carnivores in Meru. The Rhino River Camp has acceded to requests for sponsorship and support to all of the park projects.

la-prima-auto-del-rhino-rc-IMG_9005

La KEK del Rhino River Camp con la truppa. Seduto in primo piano Il Senior Warden Dr Tuqa, e in piedi Victor di Bornfree . In alto l’apparecchiatura per le emissioni. Si parte.

Arriviamo al primo punto a buio e iniziamo subito le operazioni, già alla seconda emissione due bufali maschi si avvicinano alle auto ma girano lontano e non creano problemi. Arrivano invece due rangers di pattuglia incazzati come iene perché non sono stati avvertiti. In malo modo ci apostrofano ma la presenza di Richard, il capitano coordinatore e responsabile della security, li calma all’istante, si mettono sull’attento in un attimo e penso li abbia redarguiti a dovere visto che tornano di pattuglia a testa bassa. Duro lavoro il pattugliamento di sicurezza notturno, i nervi sono sempre a fior di pelle! Il primo punto è superato come il secondo senza nulla da dichiarare se non strade a tratti impercorribili!!! Il terzo punto è sito nella pianura del Kindani, un tratto di pianura abbastanza vasta e solcata da piccole riemergenze d’acqua che formano piccole paludi ad acqua bassa e coperte da fitta vegetazione. Intorno è arido e sabbioso, la strada è in parte impraticabile dopo le piogge, un enorme solco centrale rende impossibile il transito, facciamo trecento metri off-road e appena possibile rientriamo per fermarci poi in un vasto spiazzo sabbioso. Habitat ideale per i leoni che speriamo di osservare. Già alla prima emissione si  fanno vedere i bufali, un piccolo gruppo formato da femmine, giovani e maschi adulti che si avvicinano mormorando brevi suoni di tonalità molto bassa. I ricercatori con i visori localizzano 4 leoni, un maschio due femmine e un giovane di circa sei mesi. Forse stavano cacciando. Alla luce delle torce osserviamo poi altri abitanti dell’area come zebre, giraffe e due iene interessate. Inizia bene… Ci muoviamo verso il quarto punto,  presenza di erba molto alta ma che ci regala altre due iene. Il quinto e ultimo punto sito nelle vicinanze di Lion’s-rock (posto utilizzato spesso per le bush-breakfast nei game-drive diurni) ci regala due Ghepardi che ci vengono incontro nella macchia e una leonessa visibile solamente attraverso i visori notturni. Sono le tre del mattino e ci avviamo al meeting al centro parco. Una cena notturna a base di Ugali, Riso, Gnama e Chicken è offerta dal parco. Alle 4 inizio il ritorno verso il campo, 40 minuti in uno dei rari gamedrive notturni che mi viene possibile fare. Normalmente sono proibiti per la sicurezza dei rinoceronti e per l’antibracconaggio. La fortuna mi aiuta e dopo circa 5 minuti trovo due splendide leonesse sulla strada. Mi fermo e una mi cammina lentamente a fianco e davanti per poi portarsi solennemente nel bush. Lungo la strada osservo quasi tutte le specie presenti ma il bello deve ancora venire, nel santuario dei rinoceronti mi regalo due African Civet, un leopardo, una genetta, un Porcospino che mi ballonzola con la sua buffa andatura davanti, una Iena striata (la mia prima osservazione, l’avevo vista solamente morta) e molte Grandule faccianera che devo schivare per non schiacciarle! Non male direi… Arrivo finalmente al campo molto stanco ma molto felice alle 5 del mattino. Notte indimenticabile, non capita a tutti quello a cui ho potuto partecipare e quello a cui ho assistito…

We arrive at the first point in the dark and we start operations, already the second issue two buffalo males approach the car but turn away and not create problems. They come instead two patrolling rangers pissed like hyenas because they were not warned. Badly apostrophised there but the presence of Richard, the coordinator and the captain in charge of security, calm them instantly, they put on close in a moment and I think he rebuked them properly seen returning with his head down to patrol. Hard work the night security patrol, the nerves are still on edge! The first step is passed as the second with nothing to declare except roads impassable at all times !!! The third point is located in the plain of Kindani, a stretch of fairly wide plain crossed by small re-emergences of water forming small shallow water and swamps covered by dense vegetation. Around it is dry and sandy, the road is partly impassable after the rains, a huge central groove makes it impossible to transit, we do three hundred meters off-road and re-enter as soon as possible to stop us then in a large sandy clearing. Ideal habitat for lions that we hope to observe. Already at the first sound emission we observe buffalo, a small group made up of females, young and adult males who approach muttering short sounds very low tones. Researchers with night viewers locate four lions, one male two females and a young of about six months. Maybe they were getting into. With torchlight we observe other inhabitants of the area as zebras, giraffes and two hyenas concerned. Good start … We move toward the fourth point, the presence of very tall grass, gives us two more hyenas. The fifth and final point site near Lion’s rock (place often used for bush-breakfast in game-day-drive) gives us two Cheetahs confronting us in the bush and a lioness visible only through night vision goggles. It’s three in the morning and we start to go to the meeting point at the park center. A night dinner of Ugali, Rice, and Chicken Gnama is offered by the park. At 4 I begin the return to the lodge, 40 minutes in a rare night gamedrive that is possible for me to do. Normally they are prohibited for safety and for the anti-poaching of rhinos. Fortune favors me and after about five minutes I find two beautiful lionesses on the road. I stop and one walks slowly to side and in front of the car, and then leads solemnly in the bush. Along the way I look at almost all species of common animal, but the best is yet to come, in the rhino sanctuary i have my gift: two African Civet, a leopard, a genet, a Porcupine bobbing me with his funny gait in front of a car, a striped hyena (my first observation, I had only seen dead) and many Black-faced Sandgrouse I have to dodge not to mash! Not bad I would say … I finally arrive at the camp very tired but very happy at 5am. Unforgettable night, it does not happen to all that to which I could participate and what I witnessed …

Un maschio di Grandule faccianera

Un maschio di Grandule faccianera

La seconda serata di censimenti ci porta in un’area difficile per il reperimento dei punti e in una zona molto lontana dalle strade normale dei game-drive giornalieri. Alle 16.30, prima di partire per la seconda spedizione notturna ci viene offerta la cena nell’area per gli ufficiali: Ugali,gnama, chicken, cabbages. Caffè e poi inizia la seconda avventura. L’area da investigare è la parte a bosco arido verso est. Si inizia trasferendoci per circa 50 chilometri sulla strada per Kora (un’area di conservazione che è attigua al Meru e che ne fa parte con l’altra area di Bisanadi). Arriviamo a notte inoltrata perché c’è molta confusione nell’auto su quale sia il punto iniziale e dove esso sia. Girovaghiamo per strade abbastanza difficili e poco percorse, invase dalla vegetazione e con tratti molto accidentati che mettono a dura prova i conducenti. Me la cavo molto bene devo dire alla fine. Ma alla fine capiamo di esserci persi il primo punto da investigare.

The second night of the census takes us into difficult area for the retrieval of points and in a very remote area of the normal streets of game-day drive. At 16.30, before leaving for the second night delivery is offered for dinner in the officers: Ugali, gnama, chicken, cabbages. Coffee and then starts the second adventure. The area to be investigated is the arid part of the forest to the east. It starts trasferendoci for about 50 km on the road to Kora (a conservation area which is adjacent to Meru, and that is part of it with the other Bisanadi area). We arrive late at night because there is a lot of confusion in the car about which is the starting point and where it is. Touring around quite difficult roads and little used, overgrown with very rough stretches that put a strain on the drivers. Me very well lead to the end I have to say. But in the end we understand we lost the first point to be investigated.

Karungu

Karungu

Con il mio humor parmigiano tengo alta la compagnia e con battute dirette a Karungu, un Taraka che fa da guida e botanico, faccio esplodere l’ilarità e sollevo il tenore dell’equipaggio delle auto. Sembra una lotteria interna alle auto su quale sia il punto e da dove ci si possa arrivare. Karungu dovrebbe essere il portatore di certezze ma l’ugali in quantità penso l’abbia  confuso e lo esterno agli altri suscitando l’immediata ilarità del gruppo. L’arrivo della macchina del KWS col senior warden mette un freno alle discussioni e ci dirigiamo finalmente ad una vecchia airstrip che serviva nella guerra antipoaching della fine degli anni ’80, quando i rangers hanno debellato la piaga dei bracconieri di quest’area. Bracconieri che avevano letteralmente depauperato il parco. Le emissioni ci regalano solo due iene.

With my parmesan humor I keep high the company and with direct lines to Karungu, a Taraka which acts as a guide and botanist, I explode the hilarity and raise the standard of crew car. It seems an internal lottery to cars on what is the point, and where we can get. Karungu should be the bearer of certainties but too ugali has confused me and I outside to other arousing immediate hilarity of the group. The arrival of the car with the KWS senior warden puts a stop to discussions and we finally head to an old airstrip that served in the war antipoaching the late ’80s, when the rangers have eradicated the scourge of poachers from this area. Poachers who had literally depleted the park. Emissions give us only two hyenas.

tramonto-sul-Kiolu-river-IMG_9051

Tramonto sul Kiolu River. Un corso d’acqua temporaneo, presente solamente durante la stagione delle piogge

Nessuno pensava che il parco fosse così popolato di iene. Sono molto schive e notturne, difficilmente si osservano nei gamedrive. Ci dirigiamo quindi al punto più lontano, al confine del parco verso Ura gate. La strada si fa letteralmente una gimcana tra i rami e le piante cresciute sulla sede, non ci passa nessuno da anni forse. La foresta si sta riappropriando della sede stradale e i graffi sulla carrozzeria sono cosa normale, meglio non esporre protuberanze dalle finestre!. In fondo alla nostra strada c’è pure un’area a trabocchetto con canali profondi di sabbia e fango duro, da passare con cautela e nel modo giusto per non impantanarsi. Lungo la strada splendide osservazioni di un Gatto selvatico africano e di un Serval. Arriviamo finalmente vicino all’area dove è sepolta Elsa, la prima leonessa liberata da Adamson. Emettiamo il sonoro ma otteniamo solo le risposte dei Suscciacapre codafine (Slender tail nightjar). Ci riportiamo in aree più accessibili e al posto di intersezione numero 80 decido di tirare fuori l’asso di denari. Sono le una, ci sta bene una colazione notturna per tutto il gruppo a base di dolcetti della casa (cotti nel pomeriggio), caffè e bibite. Ottengo subito un enorme riscontro e l’umore del gruppo risale istantaneamente.  Riconciliati con la vita ci aspettano altre ore nel buio della notte, nel frattempo la luna è tramontata e l’oscurità si è fatta più fitta. Anche l’ultimo posto d’ascolto non ci regala nulla. La notte è stata lunga e i chilometri tanti, sento le gambe molli e sono stanchissimo. Arriviamo al centro parco alle sei e sono al campo un’ora dopo! Ma ancora felice per le ore trascorse nel bush!

No one thought that the park was well populated by hyenas. They are very secretive and nocturnal, it is difficult to observe in game-drive. Then we head to the farthest point, the boundary of the park towards Ura gate. The road is literally a gymkhana in the branches and the plants grown on the site, perhaps no one goes for years. The forest is reclaiming the roadway and scratches on the body are normal thing, best not to expose protrusions from the windows !. In the bottom of our street there is also an area with deep channels to trap sand and mud hard, to drive with caution and in the right way to not get bogged down. Along the way beautiful observations of an African wild cat and a Serval. We finally arrive near the area where it is buried Elsa, the lioness first liberated by Adamson. We emit the sound but only we get the answers of Suscciacapre codafine (Slender tail nightjar). Then we go in more accessible areas and in the place of intersection number 80 I decide to pull out the ace of diamonds. It is one, there is a good night breakfast for the entire group based on the house treats (baked in the afternoon), coffee and soft drinks. I manage to get a huge response and the mood of the group dates back instantly. Reconciled with life await us more hours in the dark of night, in the meantime the moon is down and the darkness became more dense. The last listening post does not give us anything. The night was long, and the many kilometers, I feel your legs weak and tired. We arrive at the park at six in the center and to the lodge an hour later! But still happy for the hours spent in the bush!

la-KEV-IMG_9045

La KEV con il Senior Warden a bordo e in alto la scatola per le emissioni sonore

Terzo appuntamento con la solita cena anticipata alle quattro del pomeriggio. Stavolta ci sono anche degli spaghetti che mescolo a carne di manzo, un pochino di verza, una fetta di ugali. Oggi ho con me la KEV, più recente e confortevole della KEK. Anche stasera ci sarà la colazione notturna a base di dolcetti della casa Rhino River Camp, soda e caffè. Il Senior è ancora con me sulla macchina e siamo come al solito i battistrada. Anche stanotte saremo nelle stesse aree lontane per controllare la zona vicino al Tana River. Karungu sembra più in forma stasera e arriviamo subito al primo punto dopo aver fatto sosta ad un incrocio per aspettare Victor Bornfree.

Third appointment with the usual early dinner at four in the afternoon. This time there are also spaghetti stir in beef, a little bit of cabbage, a slice of ugali. Today I have with me the KEV, newer and comfortable CEC. Tonight there will be a night breakfast of cakes of the house Rhino River Camp, soda and coffee. The Senior is still with me on the car and as usual the tread. Even tonite in the same areas far away to check the area near the Tana River. Karungu seems in better shape tonight and arrive immediately at the first point after making a stop at an intersection to wait for Victor Bornfree.

Tramonto sul Kiolu River

Tramonto sul Kiolu River

Ripassiamo il Kiolu River, area famosa per i bracconieri nel passato ma molto selvaggia e difficilmente accessibile. Normalmente non ci sono ponti sui fiumi all’interno del parco ma delle aree cementate chiamate Irish bridge, che formano dei guadi sempre accessibili. Le parti stradali d’accesso a questi guadi non sono sempre più o meno a posto per l’erosione effettuata dai canali che si formano con le piogge. Le discese e le risalite sono oltremodo problematiche ma coi fuoristrada e un po’ di perizia li si supera brillantemente anche nelle ore notturne.

Let’s review the Kiolu River area, famous for the poachers in the past but very wild and difficult to access. Normally there are no bridges over rivers within the park, but the cemented areas calls Irish bridge, which form the fords increasingly accessible. The road parts of access to these fords are not always more or less in place for the erosion carried by the channels that are formed with the rains. Descents and ascents are extremely problematic but with off-road and a little ‘expertise is exceeded them brilliantly at night.

Lungo questi tratti di strada sono molto comuni i Corrioni di Heuglin, chiamato anche Corrioni trebande ( Rhinoptilus cinctus) difficilmente osservabili altrove nel parco, a volte devo frenare per non schiacciarli. Non ne avevo mai visti così tanti in un giorno solo. Il conteggio finale sarà 94 individui. Dovrò tornarci un giorno per cercare di fotografarli, impresa difficoltosa per le abitudini prevalentemente notturne della specie. Comuni anche le Otarde crestate, la più piccola tra le specie osservabili nel Meru e tipiche delle aree più aree e boscose. Tra le cose da ricordare una coppia di Corrione alibronzo, Bronze-winged Courser (Rhinoptilus chalcopterus) raro e difficilissimo da osservare, estremamente notturno. Lifer per me, cioè prima osservazione della vita, specie nuova. Dopo circa mezz’ora di un tragitto reso spettacolare dalle migliaia di farfalle che si alzavano a gruppi dalle piante aromatiche presenti sulla sede stradale, siamo arrivati al punto uno. Nel tragitto indimenticabile l’intenso profumo tipo anisette che riempiva l’aria rendendomi felice di essere in questo posto meraviglioso. Al passaggio dell’auto su ogni ciuffo d’erba era un’esplosione di fiocchi di neve che volavano verso l’alto riposandosi successivamente, centinaia di migliaia di farfalle ci hanno accompagnato per buona parte del percorso. Adesso ho capito dove volevano andare tutte le  farfalle in migrazione viste nelle settimane precedenti. A tratti una specie erbacea prostrata colorava il fondo stradale di varie colorazioni dai toni porpora e viola e, alla luce del tramonto trasformavano il tragitto in una cavalcata da fiaba. Peccato non avere avuto il tempo di fare qualche fotografia.

Along these stretches of road are very common the Heuglin Couriers, also called Three-banded Courser(Rhinoptilus cinctus) hardly observable elsewhere in the park, sometimes I have to slow down so as not to crush them. I had never seen so many in one day. The final tally will be 94 individuals. I’ll have to come back one day to try to photograph them, difficult enterprise for mainly nocturnal habits of the species. Also common crested Bustards, the smallest of the species observed in Meru and typical of the most arid and forested areas. Among the things to remember a pair of  Bronze-winged Courser (Rhinoptilus chalcopterus) rare and difficult to observe, extremerly nocturnal. Lifer for me, that is the first observation of my life, new species. After about half an hour of a spectacular journey made by thousands of butterflies that rose to groups from aromatic plants found on the roadway, we got in step one. In an unforgettable way the scent type anisette that filled the air making me happy to be in this wonderful place. At the auto shift on every blade of grass was bursting with snowflakes flying upwards resting later, hundreds of thousands of butterflies have accompanied us for most of the route. Now I understand where they wanted to go all the butterflies in migration seen in previous weeks. Sometimes a herbaceous species prostrate colored the road surface in different colors from purple and violet tones, and in the light of the sunset turned the trip into a fairytale ride. Shame not to have had time to do some photography.

Tramonto all'ìairstrip n°10

Tramonto all’ìairstrip n°10

L’area d’ascolto era situata nella stessa airstrip che avevamo controllato erroneamente il giorno prima e che dovevamo rifare. La notte incombeva e dopo alcuni minuti abbiamo iniziato la solita routine che però ci ha regalato un Leopardo e due iene. Il secondo punto era in un’area vicina al Tana River strada lunga ma poco difficile. In un’area accidentata con presenza di rocce ecco sulla punta, la sagoma caratteristica del Caracal! Rallento, ci guarda per un attimo e poi con balzo sparisce nella notte. E’ la mia prima osservazione della specie nel parco. L’ascolto evidenzia la presenza di rane e rospi in canto nelle aree adiacenti il fiume ma il ritorno ci  regala un altra osservazione esaltante. Un incontro ravvicinato con un Protele, la iena più piccola e più schiva, e con questo sono tutte le specie di carnivori, grandi e piccoli, potenzialmente presenti nell’area!!. Alla intersezione 81 facciamo la colazione notturna che risolleva gli animi affaticati e ci rende più compatti e felici. Del terzo punto d’ascolto avete già letto l’incontro con il bufalo all’inizio di questo articolo. Alla fine dei due ulteriori punti non avremo nulla da dichiarare. Il lungo tragitto del ritorno viene percorso a velocità sostenuta, tutti vogliono andare a letto appena possibile, sono state tre notti faticose ma piene di emozioni e di incontri spettacolari. Resteranno per sempre indelebili nella mia memoria, memore di aver partecipato ad una cosa difficilmente realizzabile ad un musungu turista su suolo africano. Spero di avervi resi partecipi della gioia che ha ingombrato il mio animo in quei giorni e che ancora sento dentro e che avrò per sempre. Grazie Meru, grazie Africa. Un saluto alla prossima.

The listening area was located in the same airstrip that I had mistakenly checked the day before and we had to redo. The night loomed, and after a few minutes we started the usual routine but it has given us a Leopard and two hyenas. The second point was in an area close to the Tana River long road but little difficult. In rugged area with presence of rocks, on the tip, the characteristic shape of the Caracal! Slow down, look at us for a moment and then leap disappears into the night. It ‘s my first observation of the species in the park. Listening shows the presence of frogs and toads in singing in the areas adjacent the river but the return gives us another exciting observation. A close encounter with a Aardwolf, the smallest hyena and dodges, and with this are all sorts of carnivores, large and small, potentially present in the area !!. At the intersection 81 we do night breakfast that raises the tired minds and makes us more compact and happy. Third listening point you have already read the encounter with the buffalo beginning of this article. At the end of the two additional points we will not have nothing to declare. The return journey is along the path to sustained speeds, everyone wants to go to bed as soon as possible, were three exhausting nights but full of emotions and spectacular encounters. They will forever remain indelible in my memory, mindful of having participated in something difficult to achieve a tourist musungu on African soil. I hope I have made to share the joy that has cluttered my mind in those days and still feel inside and I’ll have forever. Thanks Meru, thanks Africa. A salute to the next.

Lioness

Lioness

 

 

 

 

 

 

Share Button
Posted in Uncategorized

Hippo, ovvero l’Ippopotamo

Il caldo si sta facendo opprimente in questa parte abbastanza arida del parco, solamente una lieve brezza e il fatto che l’auto è quasi completamente aperta non ti permettono di sudare. Il fiume Rojewero si snoda in una piccola valle e con la strada siamo quasi all’altezza delle piante più alte, poi scende e si porta quasi alla stessa altezza, la vegetazione rivierasca è primigenia e a tratti foltissima con piante pluricentenarie. Nei tratti visibili e a corrente più lenta cerco il finfoot, ma niente anche stavolta. Decidiamo di fermarci alla Hippo pool, disertata quando il livello era più alto e la corrente più estrema. In un primo momento non si vede niente, poi increspature qui è là dove la corrente è più lenta e affiorano le teste….prima una, poi un’altra, poi tre, un piccolo che si struscia contro la madre e cerca di galleggiare meglio appoggiandosi al garrese. Sono Hippos, Ippopotami, Kiboko in swahili!

Mamma Hippo con figlio

Mamma Hippo con figlio

La visione in questo tratto di acque calme è letteralmente primigenia, le palme rafia sono centenarie e lo scorcio che immortalo mi riempie di meravigliosa gioia! Li osservo per una quindicina di minuti…emergono sbuffando o facendo esplodere migliaia di minuscole goccioline che si colorano d’arcobaleni in miniatura, come imprigionati nelle gocce d’acqua, al tocco del controluce. Mi guardano placidamente da pochi metri, poi come irritati si ritirano sott’acqua.

La cosiddetta Hippo-pool lungo il Rojewero River nel Meru National Park

La cosiddetta Hippo-pool lungo il Rojewero River nel Meru National Park

Cavalli acquatici come li avevano classificati i primi naturalisti esploratori nel passato. In effetti sono quasi sempre nell’acqua, di norma trascorrono soltanto 5 ore fuori, verso sera o di notte a seconda del disturbo, la loro pelle non resiste fuori al sole cocente. A volte nelle paludi del Maasai Mara si possono osservare anche di giorno fuori acqua, spesso nelle ore mattutine o col cielo coperto e minacciante pioggia. Un esemplare adulto pesa tra i 500 e i 2500 chili se femmina e arrivare a 3200 chili se maschio. Il cibo è composto in maggioranza da erba e ne può ingerire fino a 60 chili in una notte, strappando i ciuffi completi con le labbra, muovendo di scatto la testa. Le specie più appetite sono dei generi Cynodon, Panicum, Brachiara, Themeda, Chloris e Setaria.

Animali sociali hanno però una gerarchia speciale e spesso i dominanti dimostrano la loro superiorità spandendo con la coda mossa lateralmente, urina e feci in faccia ai contendenti…

Le unità stabili sono normalmente costituite da gruppi familiari di femmine e i figli non ancora maturi. Tuttavia associazioni di scapoli e femmine sono molto variabili nella composizione e nel numero. I maschi territoriali difendono un tratto di fiume e sono aggressivi solamente quando le femmine di un gruppo presente nel tratto sono in calore. Allora possono scoppiare liti spesso abbastanza violente, che iniziano con una serie di gutturali “honk…honk” emessi in successione e con l’esposizione delle zanne a bocca aperta. Se questo non soddisfa i due rivali si fronteggiano a bocca aperta spingendosi o cercando di fare “braccio di ferro” con la bocca aiutati dai muscoli del collo.

Lascio questo angolo di paradiso per tornare al campo e lungo il tragitto conto un centinaio di ghiandaie marine. Sono dappertutto e mi diverto a fotografare i diversi individui.

ghiandaia-marina-IMG_6350

Maschio della sottospecie asiatica

Ma lo spettacolo vero, in questo momento, sono le centinaia di migliaia di quelee che si incontrano ovunque nel parco. Gruppi compatti che si muovono tra le varie praterie erbose mangiando i semi delle numerose graminacee presenti. Ci fermiamo al cross di cemento sul Mulika river, alla fine della omonima palude ricchissima di vegetazione che copre ovunque l’acqua. Migliaia di individui si radunano su un cespuglio per poi buttarsi nell’acqua per un bagno o posandosi vicino per bere in un continuo e inarrestabile movimento. Centinaia lasciano il cespuglio e centinaia vi si posano in un continuum che toglie il fiato. Scatto foto su foto ma impossibile isolarne qualcuna, meglio l’obbiettivo corto.

un'immagine dello spettacolo delle quelle al bagno e abbeverata

un’immagine dello spettacolo delle quelee  al bagno e abbeverata

 

Dopo mezz’ora di continuo andirivieni decido di andare verso “casa” dove mi aspettano i gnocchi di spinaci…

Un saluto.

Share Button
Posted in Uncategorized

Nuovo gamedrive nel Meru NP

Stagione stranissima quest’anno…nuvoloni bassi e grigi tutte le mattine e umidità da paesi tropicali! Decido di alzarmi presto, anche perché si va a letto alle 9 e alle 4 si è già svegli a rigirarsi nel letto. Stamattina la temperatura ricorda le mattinate di settembre sugli appennini, non minaccia pioggia ma la luce è quanto di meno favorevole per la fotografia.

Si parte alle sette dopo colazione e un pallido sole affiora sotto lo strato cenere che ricopre la volta celeste, il primo tratto nell’area boscosa riserva solamente qualche specie comune e diversi usignoli in pieno canto, alcuni si sono spostati dal campo e magari sono gli stessi. Dei rinoceronti solo tracce.

 

African golden weaver

African golden weaver

Nelle praterie aperte con tratti di palude vegetata cantano i tessitori dorati che stanno costruendo i nidi tra le foglie del Papiro, mentre una coppia di giraffe si fa vedere nella parte più aperta. Il piccolo ha forse due settimane e sta molto vicino alla madre che lo lecca continuamente. Si guardano intorno, è il periodo più pericoloso per una giovane giraffa, iene e  leoni possono sopraffare velocemente una femmina adulta da sola e uccidere il piccolo. Faccio qualche foto, nel frattempo la luce è diventata piacevole e i raggi del sole intiepidiscono l’ambiente.

Giraffe , madre e piccolo

Giraffe , madre e piccolo

 

Le coccole della madre

Le coccole della madre

La vista sulla piana con il contorno delle Nyambene Hills è fantastica, rotta qui e là dalla presenza delle palme Doum in crescita. Sulla testa mi volano centinaia di rondini eurasiatiche ancora in svernamento, con i giovani che non hanno ancora terminato la muta da adulti e sembrano altre specie come la Rondine etiope o i giovani di Codalira. Ci sono pochissimi balestrucci e nessun Topino. Variopinti gruccioni golabianca svolazzano catturando le farfalle che passano loro a tiro, mentre albanelle minori e falchi di palude volteggiano in lontananza.

Gruccioni golabianca nella tradizionale parata di coppia

Gruccioni golabianca nella tradizionale parata di coppia

Tutto normale, cambiamo area e ci spostiamo in una zona a cespugli bassi che generalmente è arida, con nudo terreno rosso e erba gialla dove è presente; adesso è invece  molto verde e in fiore, con compatte zone di erba anche abbastanza alta. Si iniziano a vedere le innumerevoli ghiandaie marine (alla fine il conteggio odierno sarà 187) e nuvole di Quelee beccorosso che mi ricordano  i voli degli storni in inverno. Nessun gatto all’orizzonte, solo tracce di due iene macchiate (difficili da incontrare nel parco, qui sono molto riservate e caute).

Una delle ghiandaie marine osservate oggi

Una delle ghiandaie marine osservate oggi

Le ghiandaie marine sono veramente dappertutto adesso, fiocchi azzurri sul verde dei cespugli. La vista di un enorme Baobab pieno di foglie è incredibile, è la prima volta in dieci anni che ne vedo uno così pieno. E’ veramente un albero spettacolare. Altri ne vedrò nella mattinata in una zona più arida con la cima già ingiallita.

il Baobab della descrizione

il Baobab della descrizione

Tra le diverse albanelle comuni che volano a caccia sull’altopiano una attira la mia attenzione, decido di aspettarla e quando è abbastanza a tiro scatto diverse foto, si rivelerà una pallida del secondo calendario. Contento decido che è ora per la colazione nel bush e ci dirigiamo al punto di osservazione sul fiume Rojewero. Qui in una piattaforma di legno  o di quel che resta dopo le inondazioni,  ci affacciamo sulle rapide e con calma sorseggiamo il caffè con biscotti, mangiamo la banana e il sandwich con uovo, più juice di arancia. Sulle rocce che spuntano tra le rapide svolazza una coppia di Ballerine bianche africane, mentre un coccodrillo di circa un metro e mezzo si mimetizza tra i tronchi rimasti impigliati tra le rocce. L’area è alla foce del fiume Mutundu col Rojewero e in una area nascosta ad acqua calma speravo di vedere l’African finfoot, la mia bestia nera (non sono ancora riuscito a fotografarla), una specie di ibrido tra un rallo, un’anatra di tuffo e una strolaga, molto schiva e rara a vedersi. Poi ci dirigiamo alla Hippo-pool dove fotografo alcuni ippopotami, ma è a metà strada al ritorno che troviamo un gruppo di elefanti. Si tratta di un cross del fiume famoso, l’unico ben percorribile, vediamo alcuni elefanti giovani che si rincorrono giocando e facendo la pantomima della carica, poi ci fiutano e si nascondono dietro la vegetazione dell’altra riva. Decidiamo di aspettare e dopo circa 15 minuti con l’arrivo delle femmine si dirigono all’abbeverata. Non ho una visione speciale, le sponde sono abbastanza ripide per l’auto e sulle sponde la vegetazione è piuttosto ricca, scatto diverse foto, ma la mezz’ora passata a osservare e fotografare questi animali meravigliosi è sempre impagabile. Osservare le diverse caratteristiche caratteriali nel gruppo è affascinante e ti fa gioire della fortuna che ho a raccontarvi queste sensazioni. Io le vivo di persona ed è tutt’altra cosa.

Il gruppo all'abbeverata

Il gruppo all’abbeverata

 

Ma spero di trasmettervi al meglio tutto quanto.

Un saluto alla prossima.

Share Button
Posted in Uncategorized