Il sogno realizzato: l’Oasi di Torrile. The Torrile Reserve.

Il sogno realizzato: l’Oasi di Torrile. 

The dream realized: the Torrile Reserve.

L’idea di costruire un’oasi naturalistica attrezzata nacque dalla scoperta , in compagnia dell’amico ornitologo Annibale Tornielli, avvenuta nell’agosto 1977, di due coppie nidificanti di Cavaliere d’Italia nelle vasche di lagunaggio dello stabilimento Eridania, presso Torrile. Questa specie era allora molto rara sul territorio italiano e le coppie individuate erano le uniche nidificanti nella nostra provincia. Queste coppie furono seguite anche negli anni successivi e si riscontrò che, a seguito del repentino innalzamento dell’acqua presente nelle vasche o dal mancato svuotamento delle stesse, la specie non si riproduceva o aveva seri problemi nell’allevamento dei piccoli. Fu da queste osservazioni che maturò l’idea di ricreare in un’area attigua alle vasche dello stabilimento una nuova zona umida a disposizione delle specie ad essa legate, fortemente rarefatte a causa della mancanza di habitat idonei. Grazie all’interessamento di Lorenzo Mantero, direttore in quel periodo dello stabilimento e convertito al birdwatching dalla nostra discreta insistenza, furono concessi alla LIPU in comodato gratuito dalla direzione dell’Eridania i primi otto ettari di terreno. Il progetto si proponeva di mutare questo terreno, un campo coltivato a orzo e mais, in una palude diversificata con habitat idonei alla presenza di specie animali e vegetali legate a un ecosistema ormai completamente scomparso dalla pianura parmense, interamente bonificata per le attività agricole. Ricordiamo l’incontro decisivo nella sede dell’Eridania a Genova, al quarto piano del bellissimo palazzotto De Andrè. Ricordiamo l’addetto all’ascensore che non voleva farci salire e che dopo una telefonata surreale con i dirigenti quasi ci riveriva; le domande tecniche per verificare la nostra preparazione e le disquisizioni sul livello dell’acqua delle vasche di lagunaggio dello stabilimento di S.Quirico, quasi il numero dei chiodi che avremmo utilizzato in quello che era il primo progetto di mitigazione ambientale di un grande insediamento industriale.

The idea of ​​building an equipped natural oasis was born from the discovery, in the company of the ornithological friend Annibale Tornielli, in August 1977, of two breeding pairs of Cavaliere d’Italia in the lagoon pools of the Eridania plant near Torrile. This species was then very rare on the Italian territory and the couples identified were the only breeders in our province. These couples were also followed in the following years and it was found that, following the sudden increase in the water present in the lagoons or the lack of emptying of the same, the species did not reproduce or had serious problems in the breeding of the young. It was from these observations that he matured the idea of ​​recreating in an area adjacent to the lagoons, a new wetland available to the species associated with it, strongly rarefied due to the lack of suitable habitats. Thanks to the interest of Lorenzo Mantero, director at that time of the establishment and converted to birdwatching by our discreet insistence, the first eight hectares of land were granted to LIPU in free loan from the direction of the Eridania. The project proposed to change this land, a field cultivated with barley and corn, in a diversified swamp with habitats suitable for the presence of animal and plant species linked to an ecosystem that has completely disappeared from the Parma plain, completely reclaimed for agricultural activities. We remember the decisive meeting at the headquarters of the Eridania in Genoa, on the fourth floor of the beautiful De Andrè building. We remember the elevator attendant who did not want us to climb and that after a surreal phone call with the managers almost revered us; the technical questions to verify our preparation and the disquisitions on the water level of the lagoons of the S.Quirico plant, almost the number of nails that we would use in what was the first environmental mitigation project of a large industrial settlement .

disegno

La prima idea del progetto da me disegnata. Maggio 1984. The first idea of the project I designed. May 1984.

Ricordiamo la tensione nell’esprimere la nostra capacità tecnico-scientifica e le numerose domande che ci facemmo dopo la riunione; l’attesa del riscontro alla fine positivo e la firma fatidica del primo comodato che ci permetteva di proseguire nel progetto dell’oasi, al quale nessuno credeva veramente, o pareva approvare l’idea con un pò di sufficienza per farci piacere. Il primo intervento da eseguire, lo scavo, data la mancanza dei fondi necessari, fu finanziato da un accordo che prevedeva l’estrazione di argilla in cambio della costruzione della vasca, cuore umido del proget­to di creazione della nuova oasi. Con un disegno schizzato sulla carta ci presentammo alla fornace del Gruppo Sereni per esporre il progetto, la mancanza di fondi per attuarlo e la possibilità del compromesso con l’estrazione dell’argilla per ricavare la zona umida. Il progetto fu accolto con prontezza da Sergio Sereni e grazie al riscontro positivo tornammo speranzosi a casa e con un gruppo di amici (tecnici, biologi e docenti universitari) demmo vita al primo progetto italiano di restauro di una zona umida completamente artificiale. Con l’aiuto degli amici Luigi Maini e Gianpietro Desanti, dopo molte ore passate a mettere sulla carta le idee che via via si moltiplicavano, venne redatto il progetto particolareggiato, firmato ufficialmente dall’Ingegnere Daniele Pellicelli, che fu presentato al comune di Torrile, dove il sindaco, Giovanni Buttarelli, presa a cuore l’iniziativa, la pilotò verso la concessione edilizia rilasciata finalmente il 3 luglio 1986. Era fatta! Le incombenze burocratiche erano alle nostre spalle e potevano finalmente iniziare i lavori veri. Immaginavamo con ansia il cambiamento operato dai macchinari nel campo di orzo presente nell’area in concessione. Il sogno accarezzato da anni diventava finalmente realtà. Il progetto, nato dallo studio delle zone umide ancora presenti nella regione ed in particolare nel delta del fiume Po, dalla gestione delle risaie lombardo-piemontesi, dai numerosi allagamenti artificiali operati dai cacciatori, dall’habitat delle varie specie che si intendevano attirare, si proponeva di accogliere, in una piccola area il numero più elevato possibile di specie animali legate alle zone umide. Per questo nacque una serie di sezioni speciali e molto diversificate nella morfologia e nella batimetria dell’unica vasca che si intendeva ricreare, con alcuni bassi fondali e isole diversificate nella forma e nelle dimensioni. I lavori di trasformazione e scavo iniziarono nel settembre del 1986 e terminarono nel novembre dell’anno successivo. Un anno di lavoro con l’estrazione di 85.000 metri cubi di argilla e la movimentazione di altri 15.000 per la creazione di isole e batimetrie diversificate, primo esempio di ripristino naturalistico in una cava. Da un campo coltivato veniva ricavata la prima zona umida italiana completamente artificiale che ricreava ambienti scomparsi dalla bassa pianura parmense dalla fine dell’800. Le ultime risaie infatti furono prosciugate nell’area nei primi anni del ‘900 e il toponimo “Cascina Risaia”, presente nell’area, li ricorda ancora. L’oasi è nata quindi come cava di argilla, ma una cava molto speciale, perchè gli scavi erano effettuati su sezioni predeterminate e solo per adeguare le quote del terreno al progetto di creazione dell’oasi.

We remember the tension in expressing our technical-scientific ability and the numerous questions we asked ourselves after the meeting; the expectation of feedback at the end positive and the fateful signature of the first loan that allowed us to continue the project of the oasis, which no one really believed, or seemed to approve the idea with a little enough to please us. The first operation to be carried out, the excavation, given the lack of the necessary funds, was financed by an agreement that provided for the extraction of clay in exchange for the construction of the pool, the humid heart of the project to create the new oasis. With a sketch sketched on the paper we presented ourselves to the Sereni Group’s furnace to expose the project, the lack of funds to implement it and the possibility of compromising with the extraction of the clay to obtain the wetland. The project was received promptly by Sergio Sereni and thanks to the positive feedback we returned hopefully at home and with a group of friends (technicians, biologists and university professors) gave life to the first Italian project of restoration of a completely artificial wetland. With the help of friends Luigi Maini and Gianpietro Desanti, after many hours spent putting on paper the ideas that gradually multiplied, the detailed project was drawn up, officially signed by Engineer Daniele Pellicelli, who was presented to the town of Torrile, where the mayor, Giovanni Buttarelli, took the initiative to heart, piloted it to the building permit finally released on July 3, 1986. It was done! The bureaucratic burdens were behind us and they could finally start the real work. We looked forward to the change in machinery in the barley field in the concession area. The dream caressed for years finally became reality. The project, born from the study of wetlands still present in the region and in particular in the Po river delta, from the management of the Lombard-Piedmont rice fields, from the numerous artificial floods operated by hunters, from the habitat of the various species that were intended to attract proposed to accommodate, in a small area, the highest possible number of animal species related to wetlands. For this reason a series of special and very diversified sections were born in the morphology and bathymetry of the only pool that was intended to be re-created, with some shallow waters and islands diversified in shape and size. The work of transformation and excavation began in September 1986 and ended in November of the following year. A year of work with the extraction of 85,000 cubic meters of clay and the movement of another 15,000 for the creation of islands and diversified bathymetries, the first example of naturalistic restoration in a quarry. From a cultivated field the first completely artificial Italian wetland was created, which recreated environments that disappeared from the low Parma plain from the end of the 19th century. The last rice fields were in fact dried up in the area in the early 1900s and the toponym “Cascina Risaia”, present in the area, still remembers them. The oasis was therefore born as a quarry of clay, but a very special quarry, because the excavations were carried out on predetermined sections and only to adapt the land shares to the project of creation of the Reserve.

Ecco una foto storica, il campo come era prima della trasformazione in oasi

Ecco una foto storica, il campo come era prima della trasformazione in oasi. Settembre 1986. Here is a historical photo, the field as it was before the transformation into a Nature Reserve. September 1986

Da allora abbiamo iniziato l’impianto della vegetazione palustre, ripariale e boschiva.Sono stati creati due boschi e diverse centinaia di metri di siepi stratificate. Il progetto ha previsto inoltre la creazione di strutture idonee all’eliminazione del disturbo prodotto dai visitatori dell’oasi, a volte troppo curiosi, e sono così stati costruiti capanni per l’osservazione, camminamenti di legno per rendere accessibile l’oasi anche ai disabili, pannelli esplicativi e altre facilitazioni educative. Il compromesso tra la creazione delle possibilità di vita delle varie specie di animali, in particolare degli uccelli, rare e non molto frequenti o estinte dal  territorio provinciale, la ricreazione di habitat scomparsi e la fruizione da parte di un pubblico numeroso era e resta la finalità di base del progetto. Nel 1987 sono stati costruiti tre capanni per l’osservazione degli uccelli e uno per l’accoglienza dei visitatori.

Since then we have started to plant marsh, riparian and woodland vegetation. Two woods and several hundred meters of stratified hedges have been created. The project also envisaged the creation of structures suitable for the elimination of the disturbance produced by visitors to the oasis, sometimes too curious, and so were built huts for observation, wooden walkways to make the oasis accessible to the disabled , explanatory panels and other educational facilities. The compromise between the creation of life chances of the various species of animals, in particular of birds, rare and not very frequent or extinct from the provincial territory, the recreation of disappeared habitats and the use by a large public was and remains the purpose of the project. In 1987, three birdhouse huts and one for visitors were built.

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Inaugurazione del primo centro visite dell’oasi, con l’accesso anche per le persone disabili. Maggio 1988. Inauguration of the first visitor center of the oasis, with access also for disabled people. May 1988.

Finalmente l’inaugurazione del primo Centro visite dell’oasi con le prime visite. Per chi passasse ora dal camminamento centrale non riuscirebbe a riconoscere il capanno nel bosco. Allora era diverso, bastava affacciarsi per far volare via tutti gli uccelli presenti. Ma la novità era talmente nuova che i visitatori si accontentavano di vederli anche da lontano e uscivano contenti dalla passeggiata (andata e ritorno dallo stesso unico sentiero lungo 400 metri.

Finally the inauguration of the first visitor center of the reserve with the first visits. For those who now passed by the central walkway would not be able to recognize the shed in the woods. It was different then, it was enough to look out to let all the birds present fly away. But the novelty was so new that visitors were content to see them even from afar and went out happy from the walk (return from the same single path 400 meters long.

Ecco come si presentava il primo camminamento dell'oasi nel 1987. Unico punto rimasto intoccato del campo iniziale, anzi ne costituiva la carraia principale di penetrazione dalla casa-

Ecco come si presentava il primo camminamento dell’oasi nel 1987. Unico punto rimasto intoccato del campo iniziale, anzi ne costituiva la carraia principale di penetrazione dalla casa colonica presente. Here is how the first walk of the oasis occurred in 1987. The only untouched point of the initial field, on the contrary, constituted the main passage of penetration from the present farmhouse.

In questa avventura molte persone mi sono state vicine e hanno aiutato l’oasi crescere, passando giornate indimenticabili. Molta acqua è passata sotto i ponti del Lorno e l’oasi è cresciuta, si è allargata, è diventata un importante punto di riferimento per gli appassionati e per gli uccelli, è diventata una Riserva regionale.

…”In 25 anni Torrile ha ottenuto molti riconoscimenti, sia per la natura (circa duemila differenti specie animali e vegetali, alcune inserite in direttive comunitarie, tra le quali 300 specie di uccelli) sia per l’affluenza (in questi 25 anni la struttura ha accolto e ospitato circa 165mila visitaori, dai bambini delle scuole materie del territorio, ai turisti, fotografi e birdwatchers provenienti da tutta Italia e dall’estero)…  Oggi quest’area è unanimemente riconosciuta come uno dei luoghi migliori per la tutela della biodiversità e di questo dobbiamo ringraziare il suo creatore, Maurizio Ravasini… (tratto dall’articolo di Chiara De Carli, Gazzetta di Parma di domenica 6 ottobre 2013, “Torrile, da 25 anni l’oasi Lipu è un gioiello della natura”), che appena possibile vi metterò per intero.

In this adventure many people have been close to me and have helped the oasis grow, passing unforgettable days. Much water has passed under the bridges of Lorno and the oasis has grown, has expanded, has become an important reference point for fans and for birds, has become a regional reserve.

… “In 25 years Torrile has received many awards, both for nature (about two thousand different animal and plant species, some included in community directives, including 300 species of birds) and for the turnout (in these 25 years the structure has welcomed and hosted about 165 thousand visitors, from the children of the local schools of the territory, to tourists, photographers and birdwatchers from all over Italy and abroad) … Today this area is unanimously recognized as one of the best places for the biodiversity protection and we must thank its creator, Maurizio Ravasini … (taken from the article by Chiara De Carli, Gazzetta di Parma on Sunday 6 October 2013, “Torrile, for 25 years the Lipu oasis is a jewel of the nature “), which as soon as possible I will put you in full.

 

fondatori

Ecco i primi e i veri fondatori dell’Oasi Lipu Torrile. Da sinistra Paolo Chiari, Carlo Fietta, Carlo Cantini e Dino Ravanetti, in piedi; Luigi Maini e un Maurizio molto giovane! Here are the first and true founders of the Oasis Lipu Torrile. From left: Paolo Chiari, Carlo Fietta, Carlo Cantini and Dino Ravanetti, standing; Luigi Maini and a very young Maurizio!

 

Da sinistra Paolo Chiari, Carlo Fietta, Carlo Cantini e Dino Ravanetti, in piedi; Luigi Maini e un Maurizio molto giovane. Manca Gianpietro Desanti che ha messo in bella i miei disegni come quello della fotografia. Il primo cartello italiano in assoluto che portava questa dicitura, in tempi dove chiedere di rinaturalizzare una cava era passare per matti o visionari. In questa foto storica i fondatori veri dell’oasi. I primi operativi che ancora ringrazio per essermi stati vicini nei primi momenti e per la maggior parte dell’avventura nella creazione iniziale dell’oasi. Per due anni si è lavorato gratuitamente, spendendo del nostro, quando le sovvenzioni degli sponsor non coprivano le spese. Da allora sono passati diversi anni molto intensi, moltissime le soddisfazioni avute e i gruppi di amministratori che hanno varcato le soglie del centro visite per chiedere suggerimenti. Molti tecnici hanno copiato le nostre elucubrazioni. Molte cose sono cambiate in meglio e un campo di orzo è stato trasformato in una delle oasi più famose per il fotonaturalismo e il birdwatching. Le attrezzature sono state migliorate e incrementate per renderla accessibile nel modo migliore. L’estensione è aumentata e il traguardo è stato tagliato con l’approvazione da parte della regione e la creazione della attuale riserva naturale. 110 ettari di campagna intensamente coltivata sono ora tutelati dalla riserva naturale e 282 ettari compongono l’oasi faunistica provinciale che la comprendono. Alcuni di loro si sono persi per varie cause, altri sono arrivati, molti hanno sfruttato l’occasione, altri mi hanno deluso. Ma l’oasi è li, è cresciuta e ha attirato migliaia di turisti e animali. Se ne è parlato e se ne parla ancora.

From left: Paolo Chiari, Carlo Fietta, Carlo Cantini and Dino Ravanetti, standing; Luigi Maini and a very young Maurizio. Misses Gianpietro Desanti who put my drawings as beautiful as photography. The first ever Italian panel bearing this wording, in times where asking to renaturalize a quarry was to go crazy or visionary. In this historical photo the true founders of the oasis. The first operatives that I still thank for being close to me in the first moments and for most of the adventure in the initial creation of the oasis. For two years we worked for free, spending our money, when the sponsors’ subsidies did not cover the expenses. Since then many years have passed very intense, many satisfactions and groups of administrators who have crossed the threshold of the visitor center to ask for suggestions. Many technicians have copied our ruminations. Many things have changed for the better and a field of barley has been transformed into one of the most famous oases for photonaturalism and birdwatching. The equipment has been improved and increased to make it accessible in the best way. The extension has increased and the goal has been cut with approval from the region and the creation of the current nature reserve. 110 hectares of intensely cultivated countryside are now protected by the nature reserve and 282 hectares make up the provincial fauna oasis that includes it. Some of them were lost due to various causes, others arrived, many took advantage of the opportunity, others disappointed me. But the oasis is there, it has grown and has attracted thousands of tourists and animals. It has been talked about and is still being discussed.

In the photo below, self-timer of February 1987, I’m continuing the plantings of the forest designed for the “dream ardeidi” ardeidi, the used phytocells are not seen but there are, and I planted all by myself, a few help on weekends. In the same place now hundreds of herpes of the various species nest there, nestlings have nested there, etc., and so on. My fingerprint will not disappear even if envy has moved me away!!

Nella foto sotto, autoscatto del febbraio 1987, sto continuando le piantumazioni del bosco progettato per il “sogno garzaia ardeidi”, le fitocelle utilizzate non si vedono ma ci sono, e le ho piantate tutte da solo, qualche sparuto aiuto nei fine settimana. Nello stesso luogo adesso vi nidificano centinaia di ardeidi delle varie specie, vi hanno nidificato le spatole, eccetera, eccetera. La mia impronta non sparirà anche se l’invidia mi ha allontanato!!

 

A parole non si sono mai fatte le cose, molto più facile runbarle a chi le ha inventate e costruite...Questo era la situazione del febbraio 1987, stavano termonando i primi lavori di scavo e già si pensava al resto.

Si piantano le fitocelle regalateci dalla forestale di Collecchio. Febbraio 1987. We plant the phytocells given to us by the forest of Collecchio. February 1987

A parole non si sono mai fatte le cose, molto più facile rubarle a chi le ha inventate e costruite…Questa era la situazione del febbraio 1987, stavano terminando i primi lavori di scavo e già si pensava al resto.

In words, things have never been done, it is much easier to steal from those who invented and built them … This was the situation of February 1987, they were finishing the first excavation work and already thinking about the rest.

 

 

Un momento dell'inaugurazione effettuata nel maggio 1988. Da destra Francesco Mezzatesta diretto generale Lipu, il ministro Ruffolo, l'assessore regionale Gavioli, un Maurizio vestito a festa, il sindaco Buttarelli. Ph Ravanetti 1988

Un momento dell’inaugurazione effettuata nel maggio 1988. Da destra Francesco Mezzatesta direttore generale Lipu, il ministro Ruffolo, l’assessore regionale Gavioli, un Maurizio vestito a festa, il sindaco Buttarelli. Ph Ravanetti 1988. A moment of the inauguration made in May 1988. From the right Francesco Mezzatesta general director Lipu, Minister Ruffolo, the regional councilor Gavioli, a Maurizio dressed up for party, Mayor Buttarelli. Ph Ravanetti 1988

Nel maggio 1988 l’oasi è stata inaugurata dal sindaco di Torrile, Giovanni Buttarelli  con la presenza del ministro dell’ambiente Giorgio Ruffolo e con l’intervento di un migliaio di persone, attirate dalla novità che costituiva questa nuova area protetta nata dal nulla. In quell’occasione l’indimenticabile presidente della LIPU Mario Pastore liberò un Airone rosso e il ministro  Ruffolo una Spatola (due uccelli curati nei  centri di recupero Lipu).  La stampa diede molto spazio alla notizia: il primo progetto italiano di restauro ambientale di una palude era una novità.

In May 1988 the oasis was inaugurated by the mayor of Torrile, Giovanni Buttarelli with the presence of the environment minister Giorgio Ruffolo and with the intervention of a thousand people, attracted by the novelty that constituted this new protected area born from nothing. On that occasion the unforgettable president of LIPU Mario Pastore freed a Purple Heron and minister Ruffolo a Spoonbill (two birds treated in the recovery centers Lipu). The press gave much space to the news: the first Italian project of environmental restoration of a swamp was a novelty.

Sto spiegando agli ntervenuti come si gestisce il livello dell'acqua in una zona umida artificiale

Sto spiegando agli ntervenuti come si gestisce il livello dell’acqua in una zona umida artificiale. I am explaining to the participants how to manage the water level in an artificial wet area.

Alla sinistra di un Maurizio mooolto più giovane e “incravattato” ci sono il vicepresidente di allora Alberto Raponi (un pò dietro), il presidente Lipu Mario Pastore, il ministro all’ambiente Giorgio Ruffolo, l’assessore regionale Gavioli.

To the left of a younger Maurizio and “incravattato” there are the then vice president Alberto Raponi (a bit behind), the president Lipu Mario Pastore, the environment minister Giorgio Ruffolo, the regional councilor Gavioli.

 

 

Inaugurazione dell'oasi nel 1988. La liberazione dell'airone rosso da parte dell'allora indimenticato presidente Mario Pastore (famoso giornalista). Dietro di lui l'allora segretario generale Francesco Mezzatesta (lo zio!), Maurizio, il Ministro all'ambiente Giorgio Ruffolo e l'Amministratore delegato dell'Invicta Garrino (primo sponsor oasi).

Inaugurazione dell’oasi nel 1988. La liberazione dell’airone rosso da parte dell’allora indimenticato presidente Mario Pastore (famoso giornalista). Dietro di lui l’allora segretario generale Francesco Mezzatesta (lo zio!), Maurizio, il Ministro all’ambiente Giorgio Ruffolo e l’Amministratore delegato dell’Invicta Garrino (primo sponsor oasi). Inauguration of the oasis in 1988. The liberation of the Purple heron by the then unforgettable president Mario Pastore (famous journalist). Behind him the then secretary general Francesco Mezzatesta (“uncle”!), Maurizio, the environment minister Giorgio Ruffolo and the managing director dell’Invicta Garrino (first sponsor oasis).

 

LA NASCITA DELL’IDEA DI PROGETTO

Alla fine di questo preludio sulla storia dell’Oasi, peraltro presente nel mio libro (L’Oasi Lipu di Torrile), vediamo gli antefatti e cerchiamo di entrare meglio nel progetto per toccare con mano cosa ha prodotto quest’idea. Tutto nasce dalla mia curiosità e dalla rarità di alcune specie di uccelli. In quegli anni trovare una zona umida nella provincia di Parma era praticamente impossibile, tutte distrutte e bonificate. Fotografare gli uccelli delle zone umide era quindi relativamente difficile e ci si recava lungo i diversi corsi d’acqua provinciali ma con pochissime occasioni. La ricerca di nuove aree riferibili a queste tipologie mi portò nella bassa parmense, attorno ai bacini di decantazione dello stabilimento Eridania. Le vasche erano rapportabili a zone umide artificiali, in special modo nel periodo primaverile quando le vasche erano semiasciutte, attirando diverse specie di uccelli. In quegli anni la zona era sottoposta a pratica venatoria nei mesi invernali e il disturbo era notevole.

At the end of this prelude on the history of the Oasis, which is also present in my book (L’Oasi Lipu di Torrile), we see the background and try to get better in the project to see firsthand what this idea has produced. It all stems from my curiosity and the rarity of some species of birds. In those years, finding a wetland in the province of Parma was virtually impossible, all destroyed and reclaimed. Photographing the birds in the wetlands was therefore relatively difficult and we went along the different provincial rivers but with very few occasions. The search for new areas related to these types brought me to the lower Parma area, around the settling basins of the Eridania plant. The tanks were comparable to artificial wetlands, especially during the spring when the pools were semi-dry, attracting different species of birds. In those years the area was subjected to hunting in the winter months and the disturbance was considerable.

Una ripresa aerea dell'area di Torrile con lo stabilimento Eridania e le sue vasche.

Una ripresa aerea dell’area di Torrile con lo stabilimento Eridania e le sue vasche.  An aerial shot of the Torrile area with the Eridania factory and its lagoons.

La fotografia mostra chiaramente l’ambiente presente nell’area, coltivi a rotazione, poche siepi marginali e vegetazione arborea quasi inesistente. Trovare la colonia dei cavalieri d’Italia fu quindi un regalo veramente incredibile per me. Questa specie era decisamente rara, si andava al delta del Po per osservarla! E’ stata la prima della miriade di nuove specie che ho avuto la fortuna (qualcuno dice anche la perizia) di trovare nella nostra provincia. La gita in moto nelle vasche di questo stabilimento, nel mese di giugno 1977, con un risultato così importante,  mi esaltò e tornato a casa, telefonai prontamente all’amico Annibale Tornielli, l’ornitologo più famoso del Parmense e uno dei più noti in Italia, compagno in seguito a quegli anni di quasi quotidiane uscite ornitologiche. Non credendo alle mie parole, ero alle prime armi come ornitologo nel giro dei grandi, mandò in perlustrazione il Prof. Bertona (uomo di sua fiducia come mi disse in seguito) che confermò la presenza. Voglio inserire l’estratto della pubblicazione scientifica del 1979 che Tornielli fece in seguito (anche allora si potevano “rubare” le notizie ornitologiche per farsi belli col lavoro altrui, modus operandi che ho poi toccato con mano diverse volte in seguito!). Rivista Italiana di Ornitologia- Anno XLIX, Serie II: Tornielli Annibale, Nidificazione del Cavaliere d’Italia, Himantopus himantopus himantopus (L) in Provincia di Parma.

The photograph clearly shows the environment present in the area, cultivating in rotation, a few marginal hedges and almost non-existent arboreal vegetation. Finding the colony of the knights of Italy was therefore a truly incredible gift for me. This species was definitely rare, we went to the Po delta to observe it! It was the first of the myriad of new species that I was lucky (someone also says the expertise) to find in our province. The trip in motion in the tanks of this establishment, in June 1977, with such an important result, exalted me and returned home, I promptly called my friend Annibale Tornielli, the most famous ornithologist of Parma and one of the best known in Italy, a companion following those years of almost daily ornithological outings. Not believing in my words, I was a beginner as an ornithologist around the big ones, sent to patrol Prof. Bertona (a man of his confidence as he told me later) who confirmed his presence. I want to insert the extract of the scientific publication of 1979 that Tornielli did later (even then you could “steal” the ornithological news to make yourself beautiful with the work of others, modus operandi that I then touched several times later!). Italian Magazine of Ornithology – Year XLIX, Series II: Tornielli Annibale, Nesting of the Black-winged Stilt, Himantopus himantopus himantopus (L) in the Province of Parma.

 

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Dalla prima nidificazione li seguii annualmente avendo avuto il permesso per l’ingresso nelle vasche dall’allora direttore dello stabilimento, Ing. Lorenzo Mantero, che ebbe poi una grande importanza presso la direzione Eridania per la positiva accoglienza del progetto di creazione dell’oasi. Nel 1978 furono due le coppie nidificanti e che allevarono 7 giovani, nel 1979 solamente una coppia si riprodusse, forse due, perchè si involarono complessivamente quattro giovani, mentre nell’uscita che feci finalmente con Tornielli trovai un pullo appena morto. Nel 1980 quattro coppie nidificarono nelle vasche, allevando 10 giovani e in quell’anno con l’acquisto della mia prima macchina fotografica riuscii finalmente a fotografarli.

From the first nesting I followed them annually having had permission to enter the tanks from the then plant manager, Ing. Lorenzo Mantero, who then had a great importance at the Eridania direction for the positive reception of the project to create the reserve. In 1978 there were two breeding pairs and they raised 7 youngs, in 1979 only a couple reproduced, maybe two, because they were invaded altogether four young people, while in the exit that I finally made with Tornielli I found a freshly dead chicken. In 1980, four couples nested in the tanks, raising 10 youngs and in that year with the purchase of my first camera I finally managed to photograph them.

Una delle prime femmine nidificanti nelle vasche dello zuccherificio che fotografai.

Una delle prime femmine nidificanti nelle vasche dello zuccherificio che fotografai. One of the first breeding females in the tanks of the sugar factory that I photographed.

Dopo il primo capannino fatto con quattro bastoni e un telo mimetico, ricordo le fatiche che ci portarono, (assieme agli amici Dino Ravanetti, Carlo Fietta, Paolo Chiari e Luigi Maini) a costruire tre capanni fissi nelle vasche, ma che produssero pochissime fotografie ma molte ore in attesa… un capanno sembrava una trincea e si allungava per coprire una parte di un argine a penisola per circa 15 metri. Grazie alla mia presenza nella Commissione provinciale per la pratica venatoria di allora e all’amicizia con il direttore dello stabilimento e l’aiuto della sezione federcaccia di Torrile, si riuscì a creare un ripopolamento nell’area. Con la tutela aumentarono gradualmente anche le presenze avifaunistiche nell’area. Era il 1982 i miei primi anni nella Lipu. Nella galleria seguente ho inserito le prime fotografie dei cavalieri d’Italia parmensi fatti in qui primi anni di studio e di fotografia naturalistica per me.

After the first shed made with four sticks and a camouflage cloth, I remember the hard work that led us (together with my friends Dino Ravanetti, Carlo Fietta, Paolo Chiari and Luigi Maini) to build three huts fixed in the tanks, but which produced very few photographs but many hours waiting … a shed looked like a trench and stretched out to cover a part of a peninsula embankment for about 15 meters. Thanks to my presence in the Provincial Commission for the hunting practice of that time and to the friendship with the plant manager and the help of the Torrile federcaccia section, it was possible to create a no hunting zone in the area. With the protection gradually increased the presence of birdlife in the area. It was 1982 in my early years in Lipu. In the following gallery I have included the first photographs of the Black-winged Stilt of Parma made in this first years of study and naturalistic photography for me.

cavaliere-femmina-eridania-1981-c94.jpgcavaliere-maschio-al-nido-eridania-1982-c11.jpgcavaliere-maschio-sul-nido,-1982-c70.jpgcavaliere-pullo,-eridania-1981-c51.jpgcavalierino-Eridania-1981-c96.jpgNido-in-schiusa-con-cavalierini.Eridania-1982.jpg

Negli anni seguenti ho seguito le riproduzioni della specie nella provincia,tra il 1977 e il 1988 la specie si è riprodotta solamente nella colonia delle vasche Eridania. Già allora mi accorsi che le guide per l’identificazione mostravano delle lacune sull’identificazione del sesso di questa specie, per l’identificazione del sesso si utilizzava la colorazione della testa, senza osservare invece  il colore delle penne del mantello e delle copritrici alari (diagnostiche). Il Peterson-Mountfort-Hollom , A Field Guide to the Birds of Briatin and Europe, Collins,1983, nella pagina dei limicoli citava però che entrambi i componenti la coppia potevano avere la testa nera o chiara. Molti ornitologi, osservatori (il Bw era noto solo in Inghilterra come parola allora) e  libri italiani davano sempre il maschio con la testa nera e la femmina solamente con la testa bianca.

In the following years I followed the reproductions of the species in the province, between 1977 and 1988 the species has reproduced only in the colony of the Eridania tanks. Already then I realized that the identification guides showed gaps in the identification of the sex of this species, for the identification of sex was used the coloring of the head, without observing instead the color of the mantle feathers and wing coverts ( diagnostic). The Peterson-Mountfort-Hollom, A Field Guide to the Birds of Briatin and Europe, Collins, 1983, in the page of the limicans, however, cited that both members of the couple could have a black or clear head. Many ornithologists, observers (the BW was known only in England as a word then) and Italian books always gave the male with the black head and the female only with the white head.

Maschio adulto con testa completamente bianca

Maschio adulto con testa completamente bianca. Adult male with a completely white head

Questa era la descrizione che scrissi nel mio libro del 1995 sulla specie, con i risultati del primo studio per stabilire l’esistenza di una correlazione tra l’estensione della colorazione nelle parti, considerate nel passato come diagnostiche del sesso (testa, nuca e collo), e l’età individuale, tuttora in corso, e rapportata alla struttura generale del piumaggio:

Piumaggio:Adulto M.- mantello, copritrici alari e remiganti di colore nero brillante. Parti inferiori bianche con soffusione rosata durante il periodo riproduttivo. Diverso ammontare di colore nero su testa e collo posteriore, che può formare una calotta uniforme e completa. Sono stati osservati maschi nidificanti con tali aree completamente bianche. In periodo postriproduttivo assumono, nel collo posteriore e nella testa, una colorazione bianca appena sfumata di grigio. Zampe rosso carnicino brillante. Iride carminio scuro. Adulto F.- Mantello e scapolari di colorazione marrone seppia, che contrastano vivacemente con le ali nerastre. Testa, nuca e collo posteriore con variabile ammontare di colore brunastro, grigio topo o biancastro soffuso di grigio. Sono stati osservati diversi individui nidificanti nei quali tale colorazione formava un cappuccio completo, simile al maschio ideale, ma con toni opachi e brunastri. Si sono pure individuate coppie nidificanti con abiti simili, da femmina, riconoscibili esclusivamente attraverso l’osservazione della copula. Giovane-Parti superiori estensivamente macchiate e dentellate di rossastro camoscio. Zampe di colore ocra arancio che assumono in lontananza, prima della partenza per i quartieri invernali, tonalità rosate. Si assiste prima della partenza dai siti riproduttivi, ad una muta parziale: il giovane assume un piumaggio simile a quello della femmina, ma con toni più opachi, ali brunastre o marrone seppia con banda bianca terminale sulle remiganti secondarie. Testa e collo con variabile soffusione grigio topo. Sono pure osservati individui che lasciano il nostro territorio, con il primo abito, ma la percentuale risulta generalmente molto bassa ed attribuibile a soggetti nati in ritardo o da covate di sostituzione.

This was the description I wrote in my 1995 book on the species, with the results of the first study to establish the existence of a correlation between the extension of the color in the parts, considered in the past as diagnostics of sex (head, neck and neck ), and the individual age, still in progress, and related to the general structure of the plumage:

Plumage: Adult M.- mantle, wing coverts and bright black remiges. White lower parts with pink suffusion during the reproductive period. Different amount of black on the head and back neck, which can form a uniform and complete cap. Nesting males were observed with such completely white areas. In post-reproductive period they assume, in the posterior neck and in the head, a white color slightly faded of gray. Legs bright red flesh. Dark carmine iris. Adult F.- Cloak and scapulars of sepia brown color, contrasting brightly with blackish wings. Head, nape and back neck with variable amounts of brownish color, mouse gray or whitish gray suffused. Several nesting individuals were observed in which this color formed a complete hood, similar to the ideal male, but with opaque and brownish tones. We also identified nesting pairs with similar female clothes, recognizable only through the observation of the copula. Young-upper parts extensively stained and jagged with reddish chamois. Orange ocher-colored legs in the distance, before leaving for the winter districts, pink hues. Before departing from the reproductive sites, we witness a partial moult: the young man assumes a plumage similar to that of the female, but with more opaque tones, brownish or brown sepia with a terminal white band on the secondary remiges. Head and neck with variable gray mouse suffusion. Individuals who leave our territory are also observed, with the first habit, but the percentage is generally very low and attributable to subjects born late or from broods of substitution.

Il disegno utilizzato nello studio sulla variazione della colorzaione della testa, con le quattro categorie.

Il disegno utilizzato nello studio sulla variazione della colorzaione della testa, con le quattro categorie iniziali. The design used in the study of the variation of the colorion of the head, with the four initial categories.

 

Le cinque categorie da me utilizzate per lo studio. Ho inserito la quinta categoria perchè alcuni individui, forse del secondo anno, mostravano solo soffusione sulle penne.

Le cinque categorie da me utilizzate per lo studio. Ho inserito la quinta categoria perchè alcuni individui, forse del secondo anno, mostravano solo soffusione sulle penne. The five categories I used for the study. I entered the fifth category because some individuals, perhaps of the second year, showed only suffusion on the feathers.

Per lo studio si sono prese per comparazione le quattro classi individuate da Glutz Von Blotzheim in “ Handbuch der Vogel Mitteleuropas” e ridisegnate  aggiungendone una nuova per il nostro scopo. Tutte le coppie riproduttive presenti nella provincia e gli individui in transito migratorio primaverile, sono stati schedati. In totale sono stati catalogati  ( tra il 1977 e il 1995) 1987 individui con i seguenti risultati:

Cat. A- “Testa bianca”- da bianco totale a presenza di pochissime penne grigie o nere. Il 9,3% dei maschi e il 19,5% delle femmine. Il 28,8% del totale degli effettivi catalogati.

Cat. B- “Testa macchiata ”- Penne singole nere ben evidenti o agglomerati di penne nere che sembrano macchie, più o meno estese, con soffusione grigia poco evidente. Il 28,5% del totale del quale il 13,4% maschi e il 15,1% femmine.

Cat. C- “Testa a placche”- Calotta nera, più o meno grande come estensione, a volte con soffusione poco evidente. Caratteri-stiche presenti solo negli individui maschi. Il 12,2% del totale.

Cat. D- “Testa soffusa”- Presenza di penne a punta grigia o brunastra come nel piumaggio da immaturo o invernale, più o meno evidente. Poche penne nere che si estendono alla base del collo. La soffusione non è mai completa come nella categoria E, sia nei maschi che nelle femmine ( dove è sempre di colore grigio topo). Il 25,1% sul totale, del quale il 10,2% maschi e il 14,7% delle femmine.

Cat. E- “Nerone”- Calotta nera completa o pressoché completa nel maschio. Punte delle penne nerastre o grigio brunastre nelle femmine. Il 5,5% del totale, del quale il 3,9% dei maschi e l’1,6% delle femmine. Negli ultimi anni sono però in progressivo aumento gli individui maschi di questa categoria.

For the study the four classes identified by Glutz Von Blotzheim were taken for comparison in “Handbuch der Vogel Mitteleuropas” and redesigned by adding a new one for our purpose. All the reproductive couples present in the province and the individuals in transit in spring migration, have been registered. In total, 1987 individuals (with the following results) were cataloged (between 1977 and 1995):

Cat. A- “White Head” – from total white to the presence of very few gray or black feathers. 9.3% of males and 19.5% of females. 28.8% of the total cataloged staff.

Cat. B- “Spotted Head” – Single black pens well evident or agglomerated with black feathers that look like spots, more or less extensive, with not very evident gray suffusion. 28.5% of the total of which 13.4% males and 15.1% females.

Cat. C- “Head to plaques” – Black cap, more or less large as an extension, sometimes with a noticeable suffusion. Characteristics present only in male individuals. 12.2% of the total.

Cat. D- “Soft head” – Presence of gray or brownish point feathers as in the immature or winter plumage, more or less evident. Few black feathers that extend to the base of the neck. The suffusion is never complete as in category E, both in males and females (where it is always gray mouse). 25.1% of the total, of which 10.2% males and 14.7% of females.

Cat. E- “Nerone” – Black cap complete or almost complete in the male. Tips of blackish or grayish brown feathers in females. 5.5% of the total, of which 3.9% of males and 1.6% of females. In the last few years, however, males in this category have gradually increased.

maschio-di-cavaliere-sul-nido-Eridania-1983

Un maschio della categoria testa macchiata al nido. Eridania maggio 1983. A male of the category spotted head to the nest. Eridania May 1983

 

Un maschio di cavaliere della categoria Testa a placche.

Un maschio di cavaliere della categoria Testa a placche. A male from the Head of plaques category.

 

cavaliere-d'italia-femmina-1983

Cavaliere d’Italia femmina, della categoria testa a placche, notare il mantello e le scapolari di colorazione marrone scuro. Female, in the head of plaques category, note the mantle and the dark brown colored scapulars.

 

Nella tabella presente vengono evidenziati i risultati dello studio sulla colonia di Torrile unica colonia della specie sul territorio provinciale (dal mio libro “L’Avifauna nidificante nella provincia di Parma, 1995) . Il successo nella colonizzazione della specie nelle vasche Eridania si deve a due fattori:

a- l’intervento annuale da me effettuato per sensibilizzare il direttore e le maestranze atte alla gestione delle vasche dello stabilimento Eridania, che mi hanno sempre supportato con serietà e dedizione

b- diversa lavorazione in quegli anni da parte dello stabilimento che utilizzava le vasche solamente per il periodo estivo-autunnale. Nel tardo inverno le vasche venivano progressivamente svuotate per fare posto alle acque reflue della nuova campagna saccaricola.

Tabella riassuntiva dello studio sulla colonia riproduttiva di Cavaliere d'Italia, Vasche Eridania-Oasi Torrile.

Tabella riassuntiva dello studio sulla colonia riproduttiva di Cavaliere d’Italia, Vasche e area Eridania. Summary table of the study on the breeding colony of Black-winged Stilt, in the Vasche and Eridania area.

The table highlights the results of the study on the Torrile colony, the only colony of the species on the provincial territory (from my book “L’Avifauna breeding in the province of Parma, 1995) .The success of colonization of the species in the Eridania tanks is due to two factors:

a- the annual intervention I made to raise awareness of the manager and the workers responsible for managing the tanks of the Eridania plant, which have always supported me with seriousness and dedication

b- different processing in those years by the plant that used the tanks only for the summer-autumn period. In late winter the tanks were gradually emptied to make room for the waste water from the new saccharicola campaign.

Da questi successi e dalla collaborazione e fiducia nacque nel 1984 il progetto per la creazione dell’oasi in un’area di proprietà adiacente le vasche e poco utilizzata dallo stabilimento. Ma l’idea è nata soprattutto dalla osservazione della presenza di numerose specie di uccelli in un’area attigua allo stabilimento, dove venivano stoccati i codini (terra di risulta dallo scarico con le teste e le code delle barbabietole). In quest’area si smaltivano e la presenza di materiale organico e l’impermeabilità del terreno creava una tipologia di zona umida ricchissima di cibo. Adesso in quell’area è presente la centrale elettrica. Anche i cavalieri l’avevano scoperta e vi si riproducevano. Alcune delle prime fotografie che ho potuto fare alla specie sono state fatte in quest’area da capannini fissi utilizzando intelaiature di ferro o legno e teli di iuta.

From these successes and from the collaboration and trust the project for the creation of the oasis was born in 1984 in an area of property adjacent to the tanks and little used by the plant. But the idea was born above all from the observation of the presence of numerous species of birds in an area adjacent to the plant, where the pigtails were stored (waste land with the heads and the tails of the beets). In this area they are de-activated and the presence of organic material and the impermeability of the ground created a type of wet area rich in food. Now in that area there is the power plant. Even the knights had discovered it and reproduced it. Some of the first photographs I could make to the species were made in this area by fixed sheds using iron or wood frames and jute cloths.

area-eridania-codini-1981

L’area a fronte dello stabilimento che evidenzia la zona umida che si formava a fine inverno. The area in front of the plant that highlights the wetland that formed at the end of winter.

Con la presenza del materiale organico e le  acque meteoriche negli anni seguenti si è formata una piccola zona umida che attirava miriadi di uccelli migratori. Le coppie di cavaliere d’Italia anche grazie a questa presenza sono aumentate annualmente e questa sub-colonia era composta da 8-12 coppie riproduttive annuali. Con il badile ho costruito delle piccole isolette di fango in mezzo all’acqua per incrementare la riproduzione della specie ma anche per permettere la sicurezza alle coppie dai predatori terrestri.

With the presence of organic material and meteoric waters in the following years a small wetland was formed which attracted myriad migratory birds. The pairs of Black-winged Stilt also thanks to this presence are increased annually and this sub-colony was composed of 8-12 pairs of annual reproductive. With the shovel I built small islets of mud in the middle of the water to increase the reproduction of the species but also to allow the safety of couples from terrestrial predators.

area-codini-eridania

La zona umida presente nel 1984, creatasi con lo spostamento della maggior parte del terreno con i residui della lavorazione e con il successivo ristagno dell’acqua. The wetland present in 1984, created with the displacement of most of the soil with residues and with the stagnation of water.

In questa piccola zona umida si era creato un bellissimo ambiente che mi ha consentito di provare le idee gestionali e di conservazione che ho poi messo in pratica nel progetto dell’oasi. Questa presenza e la creazione di una zona di ripopolamento con la chiusura della pratica venatoria ha permesso l’incremento delle specie e degli individui che stazionavano anche nelle vasche di decantazione. Tra il 1984 e il 1987 le coppie nidificanti in quest’area si sono stabilizzate in venti, una delle colonie più importanti delle aree interne italiane.

In this small wetland a beautiful environment was created that allowed me to try the management and conservation ideas that I then put into practice in the oasis project. This presence and the creation of a repopulation area with the closure of hunting practice has allowed the increase of species and individuals that were also stationed in the settling tanks. Between 1984 and 1987 the breeding pairs in this area stabilized in twenty, one of the most important colonies in the Italian interior areas.

cavalieri-d'italia-accoppiamento-1984

Coppia di Cavaliere d’Italia in accoppiamento, nella zona umida laterale, Eridania 1984. Pair of Black-winged Stilt mating, in the lateral wetland, Eridania 1984

In quegli anni tutte le escursioni nell’area finivano con la visita, se era libero, al direttore dello stabilimento che divenne un bravissimo birdwatching; incredibile fare osservazioni direttamente dal suo ufficio, tra ingegnieri indaffarati e progettisti curvi ai primi computer. Queste interazioni ci hanno effettivamente molto aiutato nella presentazione del progetto alla direzione generale, la fiducia instauratasi e la volontà di fare, scaturita dai progetti che avevamo portato avanti (io e pochi miei amici) nelle vasche e nella piccola zona umida artificiale, la possibilità di girare agevolmente nell’area, mi hanno permesso di studiare le varie proprietà Eridania e di individuare un’area posta tra le vasche di decantazione e il Canale Lorno idonea all’idea che avevo in testa. La presenza del Canale Lorno con acqua perenne e una vegetazione ancora abbastanza interessante, l’ubicazione delocalizzata e laterale alle vasche, ha consentito una colonizzazione veloce negli anni della creazione dell’oasi.

Ebbene si, il sogno è diventato realtà ed ora è una delle riserve naturali regionali più conosciute a livello italiano. L’idea di creare una casa ai primi cavalieri d’Italia e la possibilità di osservarli da capanni comodi si è dimostrata vincente, ma vedremo nelle prossime pagine quanta fatica e lavoro per arrivare allo stato attuale. Nella fotografia sottostante la piccola casa bianca centrale è l’attuale ingresso della riserva e il centro visite.

In those years all the excursions in the area ended with the visit, if it was free, to the director of the establishment that became a very good birdwatching; incredible to make observations directly from his office, between busy engineers and curved designers to the first computers. These interactions have really helped us in the presentation of the project to the general management, the trust established and the will to do, arising from the projects we had carried out (myself and a few of my friends) in the pools and in the small artificial wetland, the possibility of walking smoothly in the area, they allowed me to study the various properties of Eridania and to identify an area between the settling tanks and the Lorno Canal suitable for the idea I had in mind. The presence of the Lorno Canal with perennial water and a still quite interesting vegetation, the delocalized and lateral location to the pools, has allowed a fast colonization during the years of the creation of the oasis.

Yes, the dream has become a reality and is now one of the best known regional nature reserves in Italy. The idea of creating a home to the first knights of Italy and the possibility of observing them from comfortable huts has proved successful, but we will see in the next pages how much effort and work to get to the current state. In the photograph below the small central white house is the current entrance to the reserve and the visitor center.

 

Una fotografia storica, l'are del progetto Oasi Torrile. Ripresa effettuata dalla parte delle vasche Eridania

Una fotografia storica, l’area del progetto Oasi Torrile prima del progetto e della trasformazione. Ripresa effettuata dalla parte delle vasche Eridania Tutto era ancora un sogno! A historical photograph, the area of the Oasi Torrile project before project and transformation. Shooting carried out on the side of the Eridania tanks Everything was still a dream!

 La storia della scoperta e dello studio sul Cavaliere d’Italia.

Ma vediamo di conoscere meglio con l’ausilio della documentazione di allora la presenza del Cavaliere d’Italia nelle vasche Eridania e i particolari dello studio, da me intrapreso, dal 1977 e che ha portato all’idea successiva di costruire l’Oasi Torrile. Le vasche di decantazione dello zuccherificio erano le uniche zone umide, considerandole in questo modo, presenti allora sul territorio di pianura della provincia di Parma. La loro estensione, la relativa tranquillità in periodo primaverile e habitat similari e idonei a specie legate alle aree palustri, attiravano numerose specie migratorie; durante uno dei miei giri ornitologici, volti a documentare la presenza delle varie specie nidificanti sul territorio,nel mese di maggio 1977 mi recai in quest’area che consideravo poco idonea. Attorno alle vasche esisteva già allora molta vegetazione incolta e soprattutto canneti in crescita spontanea, interessato a capire se vi si trovavano individui della famiglia Acrocefalini, camminai alla base degli argini delle vasche. In periodo riproduttivo il Cavaliere d’Italia è abbastanza vocifero e se è nell’area è presente si fa notare agevolmente. Sentendo i richiami risalii le arginature e sceso nella vasca più vicina venni attaccato da due individui che mi sorvolavano a bassa quota esternando la loro irritazione con acute grida simili ad una trombetta di carnevale. Mi misi in allarme perchè conoscendo il comportamento aggressivo della specie solamente nei siti di riproduzione ed esplorai la base della vasca riuscendo a scovare due nidi a vulcanetto con 4 uova, nella parte asciutta e ricca di vegetazione secca, formata nella maggioranza da Poligono e Cencio molle. La situazione era simile a quella della fotografia seguente, del 1984; allora non possedevo alcuna fotocamera e i telefoni cellulari erano ancora un sogno.

The history of the discovery and study on the Black-winged Stilt in Parma Province.

But let’s get to know better with the help of the documentation of the time the presence of the Black-winde Stilt in the Eridania tanks and the details of the study, which I undertook, since 1977 and which led to the next idea of ​​building the Oasi Torrile. The settling tanks of the sugar factory were the only wetlands, considering them in this way, present then on the territory of the plains of the province of Parma. Their extension, the relative tranquility in spring and similar habitats and suitable for species related to the marsh areas, attracted numerous migratory species; during one of my ornithological tours, aimed at documenting the presence of the various breeding species on the territory, in the month of May 1977 I went to this area that I considered not very suitable. Around the pools there was already a lot of uncultivated vegetation and above all reeds growing spontaneously, interested in understanding if there were individuals of the Acrocefalinae family, I walked at the base of the banks of the tanks. In the reproductive period the Black-winde Stilt is quite vociferous and if it is in the area it is present it is easily noticed. Hearing the calls I went up the embankments and went down into the nearest pool and I was attacked by two individuals who were flying over me at low altitude, expressing their irritation with acute shouts similar to a carnival trumpet. I alarmed because I knew the aggressive behavior of the species only in breeding sites and explored the base of the tank being able to find two vulcanetto nests with 4 eggs, in the dry part and rich in dry vegetation, formed in the majority by Polygonus and other big herbs. The situation was similar to that of the following photograph, from 1984; then I did not own any camera and cell phones were still a dream.

 

Un nido a vulcano della stagione riproduttiva 1984 nelle vasche Eridania.

Un nido a vulcano della stagione riproduttiva 1984 nelle vasche Eridania. A volcano nest of the reproductive season 1984 in the Eridania pools.

La situazione esistente nell’area la si evidenzia nella fotografia successiva, dove si notano i due vulcanetti costruiti nell’acqua bassa dalle coppie nidificanti.

The situation existing in the area is highlighted in the following photograph, where you can see the two volcanoes built in the shallow water by nesting pairs.

Area riproduttiva di Cavaliere d'Italia nelle vasche Eridania, maggio 1983

Area riproduttiva di Cavaliere d’Italia nelle vasche Eridania, maggio 1983. Reproductive area of Black-winged Stilt in the Eridania pools, May 1983

Procurato il permesso d’ingresso alle vasche ho seguito la nidificazione della specie annualmente. Il divario del livello d’acqua fra la fine delle lavorazioni e il periodo primaverile permetteva la presenza di capanni mimetici utilizzati nel corso dello studio. L’ingresso in queste postazioni temporanee ha permesso l’acquisizione di un enorme mole di dati sulla biologia della specie che sono state alla base del progetto di creazione successiva dell’oasi e sulla gestione successiva.

Having obtained the permit to enter the tanks, I followed the species nesting annually. The water level gap between the end of the work and the spring period allowed the presence of camouflage huts used during the study. The entry into these temporary locations allowed the acquisition of a huge amount of data on the biology of the species that were the basis of the project of subsequent creation of the reserve and the subsequent management.

Uno dei capanni utilizzati per lo studio

Uno dei capanni utilizzati per lo studio. One of the huts used for the study

Il Cavaliere d’Italia, conosciamo la specie , Black-winged Stilt, the species

La realizzazione del progetto vista dalla mia parte

L’Oasi di Torrile nelle parole di ex Presidenti e Direttori della LIPU, The Torrile Reserve, the ex Oasis of Torrile in the words of former Presidents and Directors of LIPU.

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